ABBIATEGRASSO – Il dott. Carlo Roccio, novarese co-fondatore del Laboratorio Fleming, ceduto a Cerba Healtcare nel 2017, chiamato nel 2019 a Roma a far parte dello staff di esperti del Ministro della Salute Roberto Speranza. Un importante ruolo che ha lasciato il 31 marzo scorso, per non incorrere in un conflitto di interessi, essendo presidente di Clonit, un’azienda italiana specializzata nella produzione di kit diagnostici in biologia molecolare (la prima al mondo a produrre il test per Ebola) che ora produce il kit Diagnostico Quanty Covid-19 marcato CE-IVD contenente i reagenti che ricercano sul tampone l’RNA del Virus. Questo test è, tra i pochi, in grado di quantizzare la carica virale presente nel tampone dando  una indicazione preziosa al medico curante. La carica virale elevata è un indice di contagiosità del paziente e costituisce la base di partenza per seguire il paziente e verificare il decorso della malattia. Il dott. Carlo Roccio è una preziosa risorsa italiana, studioso di altre epidemie e riconosciuto a livello internazionale. A lui , indiscusso esperto,  rivolgiamo le domande che tutti ci poniamo cercando risposte attendibili. Dott. Roccio, cosa pensa del vaccino annunciato da Pfizer e delle cure a cui è stato sottoposto Trump?

Risponde:”Il vaccino annunciato da Pfizer è un’ottima notizia! E come tutti spero che superi tutti i test che ancora mancano per poter essere distribuito e utilizzato nella popolazione. Certamente posso dire che il metodo utilizzato per la sua produzione contiene una innovazione molto interessante dal punto di vista scientifico. Si tratta infatti di un vaccino a ‘RNA messaggero’. In parole povere il vaccino contiene un segmento di acido nucleico del virus contenente le informazioni per la produzione della ‘Proteina Spike’. L’RNAm, entrato nella cellula umana, comincerà a produrre la proteina Spike che costituirà lo stimolo per il sistema immuno-competente a produrre gli anticorpi verso il virus. Spero che oltre ad essere una innovazione di grandissimo valore scientifico, possa davvero funzionare e proteggerci dalla pandemia. La seconda parte della domanda, sulle cure a cui è stato sottoposto l’ex Presidente Trump, riguarda il farmaco ‘Regeneron’ composto da Anticorpi Monoclonali verso il Virus Covid-19. Questi sono anticorpi prodotti con metodi biotech verso i recettori cellulari che il virus usa per entrare nella cellula umana (ACE-2) e potersi così riprodurre ed espandersi nei tessuti, soprattutto quelli dall’apparato respiratorio. I virus infatti per riprodursi devono riuscire ad entrare nelle cellule. Questo farmaco è in grado di ‘curare’ i pazienti positivi con sintomi e mantiene una protezione per 8-12 settimane. Il farmaco è molto simile a quelli utilizzati nella cura dei tumori, i cosiddetti farmaci intelligenti a target molecolare, sono abbastanza costosi ma efficaci”. Un’altra domanda riguarda la situazione negli ospedali che è sempre più critica, è evidente e improcrastinabile che occorre riorganizzare la medicina territoriale, se fosse chiamato, viste le sue competenze ed esperienze a impostare una riforma, cosa proporrebbe? “E’ questa una domandona  e richiederebbe una risposta molto articolata che per brevità concentrerò solo focalizzando sulla situazione lombarda e in particolare sulla zona abbiatense che credo interessi ai lettori. Per alcuni decenni passati la Regione Lombardia ha tralasciato  la medicina territoriale e concentrato tutta la spesa sanitaria sulla medicina d’urgenza a livello ospedaliero. La pandemia ha messo a nudo questa situazione di mancanza quasi assoluta di ‘filtro’ tra i cittadini e il Pronto Soccorso dell’Ospedale. Si tratta di invertire la tendenza e, a mio parere, bisognerebbe ‘copiare’ il sistema sanitario della Germania, dove il medico di medicina generale, dotato di presidi di prima urgenza sia diagnostici che terapeutici, è in grado di intercettare e filtrare le necessità dei pazienti  inviando in Ospedale solo quelli di una certa gravità. Durante la mia presenza al Ministero della Salute ho avuto modo di incontrare i Sindaci dell’abbiatense che sostenevano la necessità della apertura notturna del P.S. dell’Ospedale C.Cantù. Io penso che in questo presidio ospedaliero possano trovare spazio i medici di base, per operare in stretto rapporto con i colleghi ospedalieri e costituire la base di una nuova e rigenerata medicina territoriale dell’Abbiatense, modello virtuoso per la Lombardia e l’intero territorio nazionale”. Enrica Galeazzi

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