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Vaccini anti-Covid in Fiera, ma molti appuntamenti saltano

ABBIATEGRASSO – Nel nuovo piano per le tanto attese e necessarie vaccinazioni in Lombardia, tra i 56 centri delle 8 ATS regionali, nell’ATS Milano di cui facciamo parte, al 6° posto è indicato il Polo Fieristico di Abbiategrasso. Finalmente anche ad Abbiategrasso c’è ufficialmente un punto vaccini. L’Amministrazione comunale aveva annunciato di aver indicato a Regione Lombardia lo spazio fiera, già utilizzato dai medici di base per la vaccinazione anti influenzale e ora messo a disposizione per la vaccinazione di massa anti virus. Regione Lombardia ha dato l’ok e da lunedì 8 marzo parte la campagna anti Covid organizzata da Bertolaso. Come annunciato in conferenza stampa dall’assessore Letizia Moratti che ha sostituito Gallera, a gestire le prenotazioni si aggiunge la piattaforma di Poste Italiane ma anche attraverso i suoi uffici postali perché non tutti possiedono o hanno dimestichezza con la tecnologia, soprattutto i non più giovani. La possibilità di vaccinarsi ad Abbiategrasso è motivo di sollievo per molti, la scorsa settimana molte sono state le segnalazioni di disagi ritenuti inaccettabili, molti gli abbiatensi  over 80, ma anche dei vicini comuni che avevano prenotato il vaccino e si sono dovuti recare a Binasco, spesso avvisati solo poche ore prima. Persone con difficoltà a deambulare o  in carrozzina, costretti ad attendere anche ore, prima di essere vaccinati. Familiari e accompagnatori hanno espresso anche sui social il malcontento per i disagi che han dovuto subire persone nella maggior parte fragili. Quindi ben venga il centro vaccinazioni in Fiera, accanto ad altre strutture che somministreranno il vaccino, si spera nel più breve tempo possibile, sempre che l’arrivo del farmaco venga garantito. Il piano di Bertolaso potrà funzionare solo se la sua programmazione e organizzazione potrà essere rispettata con tutte le dosi necessarie. Intanto, venerdì mattina, almeno una decina di persone hanno segnalato di aver appena ricevuto un messaggino da Regione Lombardia che si scusava di dover rimandare l’appuntamento già fissato per la vaccinazione, non avendo dosi a disposizione. Mentre il territorio come tutta la Lombardia si colora di arancio più scuro e il numero dei positivi continua ad aumentare e sembra inarrestabile, vaccinarsi diventa per tutti l’unica speranza  per uscire dall’incubo. L’Italia però paga il ritardo delle varie forniture, dovuto a errori compiuti dall’Unione europea che non ha investito tempestivamente e a sufficienza sui vaccini, errori anche tutti italiani per la mancanza di un piano a cui ora si cerca di rimediare mettendo in campo Protezione Civile ed Esercito. Tutti pronti a vaccinare il numero più alto possibile di italiani ma per farlo si devono trovare quantitativi sufficienti di anti-Covid, per questo Draghi ha messo il veto ad AstraZenica che era pronta a  esportare in Australia le forniture destinate all’Italia, nello stesso tempo si guarda anche al russo Sputnik sperando che l’Ema, l’agenzia europea del farmaco, si sbrighi a confermarne sicurezza ed efficacia e, nello stesso tempo il neoministro Giorgetti organizza ora anche una produzione italiana , pronta tra almeno 6 mesi. Una lotta contro il tempo per raggiungere il prima possibile quell’immunità di gregge che tutto il mondo sogna. E.G.

 

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