ABBIATEGRASSO – Diciamo a chi ancora non vi conosce, chi siete. Risponde Paolo, il presidente: “L’Associazione ‘Andrea Aziani Organizzazione di Volontariato’ unitamente al Comune di Abbiategrasso hanno dato vita nel 2017 al progetto denominato ‘Portico della Solidarietà’ il cui scopo principale consiste nel garantire generi alimentari e di prima necessità a persone e famiglie in stato di difficoltà. L’Associazione si costituì nel 2015 grazie ad alcune persone che da più di 20 anni partecipavano alla esperienza dei Banchi di Solidarietà, che continua ancora oggi e che consiste  nella  consegna periodica di pacchi di alimenti a bisognosi. Gli aderenti alla Associazione, per dare maggior concretezza e stabilità a tale esperienza, coinvolsero l’Amministrazione Comunale nella creazione di un luogo (negozio) ove  chi fosse in una situazione di difficoltà potesse scegliere di volta in volta gratuitamente i prodotti confacenti alle proprie necessità”. Chi accede a questo negozio speciale? “Al Portico della Solidarietà accedono le persone segnalate dai servizi sociali del Comune oppure  dalle Parrocchie o da alcune associazioni”. Da dove provengono i prodotti messi a disposizione? “I prodotti sono donati principalmente da: Banco Alimentare, dalle aziende del settore alimentare, da imprenditori agricoli, da negozi, dal supermercato LIDL, dagli Oratori della Comunità Pastorale San Carlo, da Associazioni e Clubs, ed in modo particolare da privati cittadini. Devo segnalare poi la fedeltà di molte persone che periodicamente, ma con ammirevole costanza, portano il proprio contributo di alimenti o altro nella nostra sede. Conoscendo poi la non florida condizione economica in cui versano alcune di loro, questi gesti ci interrogano nel profondo del cuore, per esempio: per quale scopo ci avvaliamo delle cose che possediamo?’” Quante persone state affiancando? “Al momento stiamo aiutando circa 400 nuclei famigliari per un totale di quasi 1.000 persone. Di queste circa la metà è straniera. La pandemia ha incrementato per circa il 40% gli utenti rispetto al periodo precedente. Spesso queste persone avevano un lavoro precario nella ristorazione, nella logistica oppure nel settore alberghiero e conseguentemente sono state le prime a non avere più fonti di reddito. La perdita di lavoro purtroppo porta con sé numerosi altri problemi che spesso si riversano su di noi, ma a cui ben difficilmente riusciamo risolvere”. Fare del volontariato significa donarsi gratuitamente, mettersi a disposizione per fare qualcosa che all’Altro serve per superare delle difficoltà, ma è anche il modo principale per arricchirsi umanamente attraverso il confronto e l’incontro e fare festa nel proprio cuore. E’ amare il prossimo… Ci racconta delle vostre esperienze positive? Cosa ‘porta a casa’ un volontario? “Le esperienze positive sono molteplici. Si è stabilita, fin dall’inizio, una profonda amicizia tra noi volontari che proveniamo da esperienze e storie diverse; alcuni tra noi, anche da schieramenti politici contrapposti, segno che la diversità è motivo di arricchimento reciproco se l’altro è accolto come un bene per sé. Questo fatto non è scontato, non è risolto una volta per sempre: occorre spesso riprendere il motivo per cui si dedica tempo ed energie a questa opera. Ciò che ci ha permesso fino ad oggi di essere uniti è l’aver colto che ciò a cui stiamo partecipando è molto più grande ed importante delle nostre opinioni o delle nostre prese di posizione. Questa amicizia ha poi contagiato molti utenti al punto che spesso chi è uscito dal periodo di difficoltà e ha beneficiato del nostro servizio chiede di partecipare come volontario per poter ricambiare ciò che ha ricevuto. Accade sempre che, dopo un breve periodo di disagio (dovuto anche alla umiliazione di dover chiedere) ci si apre, a volte si scherza, ci si confronta per esempio su esperienze di cucina: inizia così un rapporto di stima e di amicizia anche fuori dalle mura del negozio. Vengono recepiti altri bisogni oltre agli alimenti, quali ad esempio la necessità di abiti, di articoli per l’infanzia, di arredamento, In questi casi vengono indirizzati presso altre organizzazioni più specifiche”. Avete un appello da rivolgere a chi legge? “Anziché un appello desidero fare un invito. Invito ciascuno a diventare protagonista della cultura del DONO, perché donare non è solamente l’esito di una bella vibrazione del cuore ma può  consolidare di una migliore modalità di rapportarci nella società, si crea SOLIDARIETA’. Raccogliamo quindi l’invito di Papa Francesco a scegliere la Solidarietà come modalità di vita perché è la ‘via per uscire dalla crisi migliori’”. E.G.

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