ABBIATENSE – La scorsa settimana dopo il ragazzo di 20 anni, un’altra tragica scomparsa. Paolino di 30 anni si è tolto la vita nei campi dove lavorava. Un giovane agricoltore stimato e benvoluto da tutti, descritto da chi lo conosceva come timido e riservato. Mercoledì mattina l’intero paese, affranto, si è stretto intorno ai suoi cari, durante le esequie. Oltre ad esprimere e condividere il dolore per questa tragedia, ribadiamo l’invito della scorsa settimana a parlarne, concludevamo con: “Abbiamo sempre più conoscenze, aumentano in continuazione i mezzi a disposizione, sia robot che alleviano la fatica, sia strumenti per comunicare in tempo reale con il mondo intero mentre continua a mancare a tutti, giovani e adulti, un’educazione emotiva e sentimentale che aiuti a gestire delusioni, rabbia, tutta la gamma di emozioni che non padroneggiamo e che ci porta a compiere gesti istintivi e a volte estremi. Perché non cominciare a parlarne? Se ritenete che possa essere utile, scrivete cosa ne pensate, ogni lettera, ogni pensiero, sarà pubblicato in forma anonima, le emozioni ci appartengono, nessuno è escluso”. Abbiamo chiesto un parere e una dichiarazione  alla dott.ssa Cristiana Clementi, Formatore Emotivo-Relazionale che lavora anche con i più giovani, formandoli alla conoscenza, gestione ed espressione delle emozioni. L’esperta in processi formativi afferma: “In una società che si sta modificando a ritmo accelerato, siamo continuamente sollecitati da input che a volte riescono a mettere in crisi il nostro equilibrio.  Fornire alle persone gli strumenti per saper reagire ai momenti di difficoltà è fondamentale. Per aiutare e sostenere i nostri giovani, sono sempre più convinta della necessità di promuovere un’educazione emotiva a partire già dalla primissima infanzia”. E.G.

 

 

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