Anche Abbiategrasso ha salutato l’ultimo treno in partenza dalla storica stazione di Milano Porta Genova, sabato 13 dicembre 2025. Un addio carico di emozione a una stazione simbolo, incastonata nel cuore dei Navigli, che per oltre un secolo ha accompagnato la vita quotidiana di pendolari, viaggiatori e intere generazioni.

Alla festa di commiato ha partecipato la Pro Loco, che ha invitato i familiari degli ex dipendenti delle Ferrovie dello Stato e tutti coloro che hanno vissuto l’esperienza del viaggio in treno a condividere ricordi ed emozioni nel locale presso il Castello. Un’occasione collettiva per celebrare non solo una stazione, ma un pezzo di identità ferroviaria milanese.
La stazione di Porta Genova fu inaugurata il 17 gennaio 1870 con il nome di Milano Porta Ticinese. Nata come stazione di transito della ferrovia per Mortara, collegava la vecchia Stazione Centrale con la zona ovest del centro cittadino. Il varco delle mura, chiamato appunto “Porta Genova”, venne aperto proprio per servire il nuovo scalo ferroviario. Il nome attuale fu ufficialmente adottato nel 1923, anche se diverse testimonianze confermano che fosse già in uso informale da tempo, a dimostrazione di come spesso la storia venga scritta dalle persone prima che dagli atti ufficiali.
Nel 1931, con la riorganizzazione del nodo ferroviario milanese, venne soppresso il tronco verso lo scalo di Milano Sempione e la vecchia Centrale. Porta Genova assunse così il ruolo di stazione di testa e capolinea della linea per Mortara. Nel 1983 arrivò un ulteriore tassello fondamentale: l’inaugurazione della fermata della linea M2 della metropolitana, che rese la stazione uno snodo strategico per la mobilità urbana.

Secondo le informazioni disponibili, l’area di Porta Genova è ora destinata a cambiare funzione. I treni provenienti da Mortara verrebbero instradati sulla linea di cintura sud e attestati a Milano Rogoredo, nodo di interscambio con la linea M3, il servizio ferroviario suburbano e le relazioni a lunga percorrenza e alta velocità. Il progetto è stato subordinato al completamento della linea M4, che consente l’interscambio tra la rete metropolitana e la ferrovia Milano–Mortara presso la stazione di San Cristoforo.
Il viaggio della memoria, organizzato per il 13 dicembre, è partito da Stazione Centrale di Milano alle ore 9.05, con fermata a San Cristoforo e l’ultimo, simbolico arresto a Porta Genova, chiudendo definitivamente la sua carriera nel trasporto pubblico pendolare. L’arrivo ad Abbiategrasso è avvenuto intorno a mezzogiorno.
Una folla si è radunata con largo anticipo nei pressi della stazione locale per immortalare quello che, a tutti gli effetti, è diventato un cimelio storico: un treno sbuffante di memorie vive e positive, ricordi sbiaditi e talvolta distorti dal tempo. Salutando i passeggeri affacciati ai finestrini abbassati, molti hanno rivisto se stessi anni prima, in un intreccio di passato e presente.
Il viaggio si è trasformato così in un’occasione per riscoprire il territorio: i viaggiatori, per un giorno, diventano turisti della propria terra, liberi di scendere a una fermata qualsiasi per guardare il proprio paese come fosse la prima volta. Verso le 12.30 il treno dei ricordi è ripartito in direzione Vigevano, con sosta a Mortara, prima del rientro previsto alle 14.50 e dell’arrivo finale a Milano Centrale alle 16.40, lasciando dietro di sé malinconie, frammenti di memoria e 155 anni di servizio ferroviario dissolti nel fumo della locomotiva.
L’evento è stato organizzato dalla Fondazione FS in collaborazione con Treni Turistici Italiani, con il supporto dell’Assessorato ai Trasporti della Regione Lombardia. Per l’occasione è stato utilizzato un treno storico composto da carrozze Centoporte degli anni Trenta e Corbellini degli anni Cinquanta, trainate da una locomotiva a vapore in doppia trazione asimmetrica.
Sfilando nella pianura padana, il vecchio treno a vapore ha simbolicamente salutato la nuova locomotiva di Trenord, pronta a raccoglierne l’eredità. Un passaggio di testimone che chiude un capitolo importante della storia ferroviaria lombarda, lasciando dietro di sé emozioni profonde e un patrimonio di memoria condivisa.
Laura Cittar

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