ABBIATEGRASSO – Alziamo spesso la guardia nei confronti di persone che ci appaiono diverse da noi per la loro condizione sociale: lo straniero immigrato, il rom accampato alla periferia della città che ci avvicina per la strada tendendo la mano. Siamo invece disposti a dare fiducia a chi è in apparenza più simile a noi, ma sotto mentite spoglie intende raggirarci con l’imbroglio. Riconoscere il disperato è facile, più difficile smascherare il truffatore che si presenta a noi bello ed elegante. Per questo motivo, gli Assessorati alla Sicurezza dei Comuni di Abbiategrasso, Ozzero e Albairate, in collaborazione con la Polizia Locale e il Comando dei Carabinieri, hanno pensato ad un’iniziativa che possa aiutare i cittadini più anziani a difendersi da veri e propri delinquenti che approfittano della loro condizione di fragilità, organizzando una serie di incontri rivolti a persone over 65. Il primo di questi momenti si è tenuto ad Abbiategrasso venerdì 5 novembre alle ore 15.00 nella Sala Consiliare del Castello e ha visto la presenza, oltre che dell’assessore alla Sicurezza Bernacchi, del comandante della Polizia Locale Malini, del comandante della Compagnia dei Carabinieri Stefanelli, del comandante della Polizia Locale di Albairate Loda e di una giovane psicologa, che ha evidenziato i meccanismi su cui fanno leva i malfattori nelle loro azioni fraudolente. Con l’invito a fare il passaparola per raggiungere il maggior numero possibile di persone fragili, ai partecipanti all’incontro è stato regalato un opuscolo che descrive i vari tipi di truffa e un gadget, un aggeggio da tenere a portata di mano, in borsa o legato al portafoglio, un piccolo allarme da attivare in caso di necessità per attirare l’attenzione. Pochi, purtroppo, i cittadini diversamente giovani presenti, che hanno passato un’ora e mezza sorridendo, nonostante il tema trattato non fosse per nulla divertente, insieme alla Compagnia Teatrale “La Maschera”, che in modo ludico ha messo in scena varie tipologie di truffa, messe in atto da individui senza scrupoli utilizzando fantasiosi espedienti, non certo improvvisati ma studiati a tavolino. C’è chi si spaccia per impiegato di un pubblico ufficio, Comune, Enel o Amaga, chiedendo di visionare bollette e di versare soldi per quelle non pagate; attenzione: gli enti non mandano incaricati in casa a chiedere soldi. C’è chi al telefono crea preoccupazione e allerta per un parente che sta male o ha avuto un incidente e chiede soldi o beni, mandando un complice a ritirarli. Ci sono poi falsi corrieri per la consegna di pacchi o finti carabinieri con complici al seguito che s’intrufolano in casa e rubano oggetti preziosi o di grande valore affettivo. C’è chi entra in casa fingendo una dispersione di sostanze dopo aver buttato una fialetta odorosa, consiglia di mettere tutti i beni in una busta nel frigorifero, che poi viene prelevata dandosi alla fuga. Di fronte a chiunque si presenti alla nostra porta e non sia una persona più che conosciuta, bisogna insospettirsi, essere malfidenti, non dare informazioni su di noi, chiamare i vicini e telefonare agli uffici interessati e alle forze dell’ordine per segnalare il fatto. In giro al mercato e supermercato occhio alla borsa, da tenere chiusa e non lasciata sul carrello, nemmeno sul cestino della bicicletta o in auto aperta. A piedi è meglio tenere la borsetta a tracolla dal lato del muro, non avere orologi e catenine preziose in evidenza. Quando ci si reca in banca o a prelevare al bancomat, sarebbe meglio farsi accompagnare, se possibile, perché la persona sola è facile obiettivo dei truffatori, e fare prelievi quando la strada è affollata, entrando in un negozio o mettendo in atto una reazione se si viene avvicinati da sconosciuti. Se si usano carte di pagamento, coprire sempre il PIN. Le vendite porta a porta sono consentite, ma le aziende devono comunicare ai vigili il proprio nome e gli incaricati, che devono girare con il cartellino identificativo; prima di firmare un contratto verificare presso il Comando dei vigili. I delinquenti curano i percorsi e studiano i nostri comportamenti, scegliendo come obiettivo le persone più deboli, che colpiscono negli affetti, nell’amor proprio, nell’intimo della personalità, violando la privacy e commettendo furti di ricordi che nessuno mai potrà sostituire. La truffa è un reato ignobile che suscita vergogna, ma non dobbiamo aver paura di passare per ‘imbranati’, dobbiamo non tenerci dentro il fatto, ma parlarne e sporgere denuncia, collaborando così con le forze dell’ordine per catturare i malfattori. Non ci sono furbi e ingenui, ma solo delinquenti e vittime. Mariagrazia Broglia

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