ABBIATENSE – I sindaci dell’abbiatense, giovedì 7 maggio, riuniti virtualmente in assemblea, hanno deciso di dare anche nei loro Comuni l’opportunità di scegliere di sottoporsi a un test sierologico che registra la positività o meno al virus e la presenza di anticorpi, e rimangono in attesa  dell’autorizzazione di Regione Lombardia, il sindaco  Luca Durè li ha iniziati da tempo a Cisliano  e ora ha presentato un esposto in Procura. Lo abbiamo intervistato. Perché ha deciso e quando di offrire ai suoi concittadini l’opportunità di sottoporsi a test sierologici? “Subito dopo il lockdown ho iniziato a pensare a come organizzarmi e ho contattato diversi laboratori che, pur  dichiarandosi  pronti, erano in attesa del benestare di Regione Lombardia. Ho sentito il sindaco di Robbio che aveva già iniziato nel suo Comune, mi sono rivolto allo stesso laboratorio privato di Milano che fa refertare i test in un’altra regione. Abbiamo iniziato ad eseguire test dal 14 aprile, abbiamo ancora 700 persone in lista d’attesa, dovremmo terminare entro il 25 maggio, se il laboratorio riuscirà a smaltire il lavoro. La priorità è stata data ai residenti poi si è offerta l’opportunità ad altri”. Di che test si tratta? “Un prelievo di sangue venoso”. Due i metodi usati, il test Elisa e quello a chemiluminescenza…”Perché ora un esposto alla Procura della Repubblica? “Perché una volta fatti gli esami ho chiesto ad Ats  a chi far arrivare i dati e come proseguire ma nessuno mi ha risposto. Ho sollecitato di nuovo, le Ats di Pavia e Varese per esempio, nel frattempo hanno preparato dei protocolli per disciplinare tamponi e quarantena. Con i test è possibile controllare tutta la popolazione e con successivi tamponi a chi è risultato positivo è quindi possibile isolare l’eventuale fonte di contagio. Il nostro test cerca gli anticorpi IgG (i cosiddetti anticorpi immunizzanti) e gli IgA che come gli IgM sono rilevabili già dopo 5/7 giorni dall’infezione, i test proposti dalla Regione invece rileva solo gli IgG che rendono più difficile capire in quale stadio si colloca la malattia, i test effettuati a Cisliano rispondono appieno alle richieste del ministero della Salute”. E ora l’esposto nei confronti di chi? ” Non avendo ricevuto risposte da Ats, porto a conoscenza delle autorità competenti il mio operato e segnalo la non presa in carico da parte di Ats delle persone risultate positive al test e  in attesa di tampone. Tra quanti sono risultati positivi a Cisliano, anche un volontario che si occupava di anziani e che poteva diffondere il contagio tra la popolazione più fragile. Poter fare test e tamponi il prima possibile significa prevenire e monitorare, è un dovere del sindaco tutelare la salute dei cittadini” . E.G.

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