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A teatro, la donna discriminata nello sport

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ROBECCO S/N – Riflessivo e divertente, queste le parole migliori per descrivere l’interessante spettacolo “Confessioni di una donna arbitro” ospite del CineTeatroAgorà di Robecco nella serata di venerdì 11 maggio. Per più di un’ora il pubblico si è immedesimato nella storia di Federica, una ragazza che fin da piccola è appassionata di calcio, affascinata in modo particolare dalla figura dell’arbitro. Crescendo decide di diventare un direttore di gara professionista e grazie al sostegno del padre riuscirà a superare i pregiudizi di un ambiente misogino. Ma quando una tragedia incombe sulla sua vita decide di mollare perché stanca delle continue discriminazioni. La pièce teatrale affronta quindi una delle tematiche più attuali ovvero la discriminazione della donna nell’ambiente di lavoro. Una bravissima Vincenza Pastore è riuscita a tenere alta l’attenzione in uno spettacolo molto fisico e discorsivo, il coinvolgimento del pubblico è una delle soluzioni più apprezzate per permettere all’esibizione la giusta concentrazione. “Avevo la necessità di parlare di come le donne sono trattate con disparità negli ambienti professionali. Ho deciso dunque per un lavoro difficile di per sé, quello dell’arbitro, e di inserire la donna in uno degli ambienti più maschilisti – racconta Vincenza Pastore, attrice e ideatrice dello spettacolo – Per creare il pezzo ho intervistato delle ragazze che arbitravano fondendo le loro testimonianze con tanta improvvisazione”. Federica nel corso della sua carriera di arbitro subisce gli insulti dei tifosi, dei calciatori, i pregiudizi delle giornaliste donne che sminuiscono il suo lavoro portandolo ad un livello puramente sessuale, ma continua ad inseguire il suo sogno. “Confessioni di una donna arbitro” vuole anche spronare le persone, in particolare le ragazze, ad inseguire i propri sogni superando qualsiasi tipo di ostacolo. A fine spettacolo i presenti hanno potuto dialogare partecipando al dibattito sulle tematiche proposte dallo spettacolo. È poi intervenuto Andrea Noè, ex ciclista e membro dell’amministrazione comunale di Robecco, che ha parlato della condizione del ciclismo femminile. “Pur essendo il ciclismo un ambiente meno discriminatorio, comunque le donne trovano poco spazio – afferma Noè – Nei tre sport più importanti a livello europeo, si parla di  basket, ciclismo e calcio, non esistono dei contratti professionali per le donne. Solo ultimamente la presenza delle donne è aumentata all’interno dello staff tecnico come fisioterapiste o preparatrici atletiche”. Uno spettacolo che unisce le due situazioni peggiori per la donna ovvero l’ambito sportivo e quello lavorativo, proponendo una riflessione non indifferente, il cui obbiettivo è senz’altro quello di incitare a seguire i propri sogni, soprattutto se si è donne. I.S.

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