L'eco della città

Il Rotary Club Abbiategrasso ha incontrato il prof. Gianni Mereghetti per conoscere Portofranco

ABBIATEGRASSO – Martedì 9 gennaio, il consueto appuntamento per i soci del Rotary Club Abbiategrasso è stata l’ennesima occasione per conoscere meglio realtà solidali e importanti per il territorio, quali la Onlus Portofranco che offre sostegno didattico gratuito ai ragazzi delle scuole superiori. Un sostegno non solo didattico, ben descritto dall’autorevole rappresentante di Portofranco, il prof. Gianni Mereghetti. “Si tratta di un’esperienza iniziata a Milano nel 2000, proposta da un prete che una sera durante un incontro disse che ‘nella scuola italiana un ragazzo che non va bene viene lasciato ai margini’, parlava delle scuole superiori, di ragazzi che non hanno voglia, capacità o altri problemi e che la scuola non tenta di recuperare. L’idea di Portofranco è nata lì, l’idea di volontari che offrono lezioni gratuite ai ragazzi, che pagano solo 10 euro iniziali per l’assicurazione. Ad Abbiategrasso 7 anni dopo, ad ottobre abbiamo festeggiato i 10 anni, riscontrando lo stesso problema, con un gruppo di insegnanti abbiamo importato e iniziato questa esperienza in una villa di via Ticino. Da una trentina i ragazzi sono diventati 80, poi 100 e 150, ci siamo trovati in difficoltà e reclutato insegnanti tra pensionati e diverse persone disponibili, il tam tam cresceva anche tra i ragazzi. Poi ci siamo spostati da via Ticino in via Giramo, nella palazzina che ospitava l’ex dispensario, ricevuta in concessione prima dall’Asl. Divenuta poi di proprietà comunale, abbiamo vinto il bando della durata di 6 anni, fino al 2023, dobbiamo sopperire alle spese senza però far pagare ai ragazzi, mantenendo la gratuità che da sempre ci contraddistingue.  I ragazzi che frequentano quest’anno sono per ora un centinaio ma, dopo le pagelle del primo quadrimestre, aumenteranno e servono altri volontari. Il metodo che usiamo non è del tipo collettivo ‘corsi di recupero’ ma ad personam, al massimo riuniamo 2 o 3 ragazzi se sono della stessa classe. Ci siamo accorti che il loro bisogno più grande è quello di uno sguardo, di qualcuno che dedichi loro attenzione, hanno problematiche di diverso tipo, spesso anche in famiglia non si sentono ‘guardati’, prima ancora di un insegnamento tecnico conta che ci sia qualcuno che sia lì per ciascuno di loro”. Il prof. Mereghetti, che insegna Storia e Filosofia al liceo scientifico Bachelet, ha citato alcuni esempi, soprattutto di ragazzi stranieri che, anche se in numero minoritario a Portofranco, 15 su 100, portano nuove esigenze e costringono a interrogarsi su come sia possibile, a chi non possiede al meglio lo strumento della lingua italiana e arriva da Paesi con storie, usanze, realtà molto diverse, comunicare chi erano Mazzini e Garibaldi, fargli assimilare queste ed altre nozioni. Ora ci sono alcuni ragazzi e ragazze egiziani, marocchini, della Costa d’Avorio, a Portofranco ed è sempre più evidente che lo frequentano perché si sentono considerati, più che per l’aiuto scolastico che ricevono. Il problema della lingua è fondamentale, se un ragazzo non riesce a relazionarsi con i compagni rischia di chiudersi in sé stesso, non solo di venir bocciato ma di essere emarginato con conseguenze sociali e problemi per mancata integrazione. Per questo a Portofranco è stato fatto partire anche un corso di italiano per stranieri. Un’altra emergenza riscontrata è la crescita esponenziale di ragazzi ‘dislessici’ che esprimono bisogni educativi speciali e richiedono agli insegnanti strumenti adeguati. Per far fronte al meglio a questa problematica i volontari di Portofranco seguono un corso apposito. Le materie per cui servono sempre altri volontari sono principalmente matematica, fisica, latino. Un’esperienza importante per i volontari come hanno testimoniato anche alcuni rotariani che collaborano come insegnanti a Portofranco e che invitano altri a condividere un’esperienza che arricchisce il nostro bagaglio di umanità. E.G.
 

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