Sono italiano e rivoglio la mia Italia. Voglio un Paese di cui essere orgoglioso. Non di cui vergognarmi. Voglio lasciare ai miei figli un Paese diverso da quello in cui stanno crescendo. Voglio vedere un cambiamento reale, non un trionfante titolo sull’ennesimo giornale di partito. Sono italiano e sono pronto a lottare. Sono pronto a stringere i denti. Sono pronto a fare qualunque sacrificio per combattere questa classe dirigente che basa il suo ruolo sull’arricchimento del singolo e che di fatto ha impoverito e umiliato un intero popolo . Una classe politica che ha cancellato ogni concetto di meritocrazia a favore del personalismo. Perché in Italia grazie a questi politicanti inetti non va avanti chi merita, ma gli amici degli amici incapaci e ignoranti. I meritevoli e capaci devo scappare all’estero per essere valorizzati. Viviamo in un Paese dove la gente muore per un mal di testa. Dove i medici rispediscono i pazienti a casa, dopo una visita disattenta, solo per vederlo morire poche ore dopo. Siamo nell’Italia dei giudici e degli avvocati. L’Italia dove la legge si piega e si modella a seconda degli interessi dei potenti. Dove finisce in carcere chi si difende e agli assassini viene garantita la libertà. Dove nelle aule dei tribunali è presente una scritta molto importante che dice ” la legge è uguale per tutti” ma che noi sappiamo bene invece che “non tutti sono uguali di fronte alla legge”. Viviamo in un paese dove le forze dell’ordine che tutti i giorni rischiano la loro vita per difendere la nostra vengono pagate da questo stato canaglia con uno stipendio da fame, devono lavorare con dei mezzi obsoleti e senza nessuna garanzia di sicurezza. Anzi quando arrestano un delinquente alla fine succede che se quest’ultimo ed esempio dichiara che ha subito qualche ingiustizia lui ne esce pulito ed invece le forze dell’ordine vengono processate. Così quando un criminale viene tratto in arresto i carabinieri o la polizia devono anche offrirgli un caffè o chiedergli gentilmente se mettergli le manette turba la sua serenità perché se malauguratamente il delinquente dichiara che è stato trattato male mentre veniva tratto in arresto, apriti cielo per i poveri carabinieri o per i poliziotti. Il Paese della “buona scuola”. Quanto parlare di questa “buona scuola” che di buono ha solo il nome. Le aule cadono ancora a pezzi e sempre più ragazzi non possono permettersi di studiare. Scuole fatiscenti, dove gli insegnanti non possono svolgere il loro ruolo in completa serenità. Siamo l’Italia che non va al voto. La democrazia che non sceglie chi la governa. Il popolo che non conta più nulla. Monti, Letta e Renzi. Tre figure poste a capo di un Paese in crisi per accontentare le potenze delle lobby dell’Europa. Dove in un giorno qualche dittatore travestito da democratico decide illegittimamente di far cadere un governo bello o brutto che sia ma scelto dal popolo con un vero e proprio colpo di stato per metterci dei burattini al servizio dei potenti. Un Capo di Stato in cui nessuno si riconosce perché scelto non dal popolo ma sempre da quel gruppo di inetti e traditori politicanti. Siamo l’Italia della banche. Tutti i nostri contributi finiscono per finanziare queste realtà virtuali che non creano ricchezza e ci costringono a continue rinunce impoverendoci sempre di più . Dove per salvare una banca forzosamente hanno prelevato i risparmi di una vita dei poveri correntisti che si sono trovati senza più un euro e che addirittura si sono tolti la vita perché ridotti sul lastrico da questi vigliacchi porci politicanti e banchieri. E dove nessuno pagherà mai per questo. Viviamo in un Paese dove la religione non è più il perno della nostra morale, ma la distrugge. Moschee continuano a sorgere sui nostri territori, diffondendo messaggi probabilmente d’odio verso l’Occidente. E anche qua nessuno fa nulla. Come sono riusciti a distruggere un Paese così meraviglioso in così poco tempo? Come abbiamo potuto noi permetterlo per così tanto tempo? Io non voglio lasciare la mia Italia la nostra Italia in mano a queste persone, che possono essere definite in tanti modi ma non italiani. Ci ostacoleranno, ci sminuiranno con un numero infinito di epiteti, ma noi continueremo a lottare. Per noi stessi per le nostre famiglie e per tutti gli altri. Io voglio riprendermi la dignità di cui mi hanno privato, e voglio ridarla ai miei concittadini. Mi merito un’Italia migliore. Il popolo merita un’Italia migliore. E sopratutto i nostri figli meritano un paese migliore dove crescere e dove essere e sentirsi uomini liberi e non schiavi di questi infami traditori politicanti. Andrea Pasini, Trezzano sul Naviglio

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