ABBIATEGRASSO – Nel 18° anniversario della strage di Nassirya, venerdì 12 novembre in città si sono ricordate le vittime di quell’evento tragico e doloroso della nostra storia. L’Amministrazione Comunale l’ha fatto con un omaggio al Monumento eretto in memoria di quei Caduti nel Parco dell’Associazione Nazionale Carabinieri. AssoArma, come ogni anno, ha proposto un momento di preghiera, invitando Associazioni Combattentistiche e d’Arma, autorità religiose, militari, civili e semplici cittadini a partecipare alla celebrazione della Messa alle ore 18.00 in Basilica. Il sacerdote celebrante, don Pierangelo Pigliafreddo, ha offerto nell’omelia qualche spunto di riflessione: “Pregare per i morti in tempo di pace sembra una contraddizione, perché la pace dovrebbe portare serenità, gioia, bellezza di vivere insieme. La storia di questo millennio ci ha messo di fronte alla fragilità della pace. Uomini mandati a servire il bene comune, in difesa dei valori di un popolo, hanno incontrato la morte. Preghiamo perché sia il Signore a rafforzare la nostra debole volontà di costruire la pace. E come nella pagina del Vangelo Gesù dà la ricompensa a chi l’ha accolto senza chiedere alcuna referenzialità di fede, così riconosce il gesto di chi ha messo la vita al servizio di un bene in cui credeva, di chi ha fatto del bene al di là della propria fede, di chi, al di là di tenere a bada i conflitti, ha servito le popolazioni, le categorie più fragili, come i bambini e gli anziani. Eleviamo una preghiera di gratitudine per uomini e donne che si spendono ancora oggi nelle missioni di pace. Preghiamo per i familiari dei defunti che si sono spesi lontano da casa, perché abbiano coraggio e forza di continuare a sperare pur in mezzo al dolore e alla sofferenza, pensando alla dedizione di un proprio caro che dovrebbe essere sorgente di vita e invece è spesso causa di morte”. Prima che fosse impartita la benedizione, dal pulpito si è levata la preghiera per i militari caduti nelle missioni di pace: “Signore Gesù, ti preghiamo per i nostri militari caduti nell’adempimento del loro dovere, nei cieli, in terra, sui mari. Per il loro supremo sacrificio, per la fede, la speranza e l’amore che li animarono nel servire la patria, dona a loro la vita eterna, a noi il conforto, all’Italia e al mondo la prosperità e la pace. Fa’, o Signore della vita, che il nostro popolo accolga il loro esempio e sia sempre degno del loro sacrificio, nella fedeltà alle nobili tradizioni e nell’amore ai valori umani e cristiani della nostra storia. Amen”, conclusa dalle note del “Silenzio” suonate dalla tromba. Don Pierangelo ha, quindi, invocato la benedizione del Signore soprattutto su coloro che sono ancora oggi impegnati nelle missioni di pace nelle varie parti del mondo e su coloro che piangono i loro cari morti in servizio nelle diverse spedizioni umanitarie. “Chiediamo al Signore di essere testimoni di una pace vera – ha concluso – per costruire un mondo dove è bello abitare tutti potendo guardarci in faccia, fidarci gli uni gli altri e sentirci davvero fratelli”. Mariagrazia Broglia

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