L'eco della città

Quale commercio per Abbiategrasso? Lungo confronto tra i sette candidati a sindaco

ABBIATEGRASSO – Mercoledì 3 maggio in tanti si sono presentati all’Annunciata per ascoltare le risposte dei 7 aspiranti sindaci alle domande poste da Brunella Agnelli, segretaria di Ascom, sulle problematiche legate al mondo del commercio. Il primo a cui è capitato di rispondere a “cosa intende fare per valorizzare il commercio” è stato Domenico Finiguerra  che ha sostenuto che “il commercio vive se la città brulica di attività”, più attività ed iniziative quindi, di qualità e ben gestite, al servizio anche dei commercianti. Emilio Florio al contrario ha detto di non credere alla “strategia degli eventi ma alla sempre maggiore capacità che viene chiesta ai commercianti”. Occorre inoltre rendere il centro “un salotto e dare una propria connaturazione alle periferie per essere attrattivi”. Lele Granziero conterebbe su “un assessorato al marketing che si occupi di commercio e cultura e la creazione di un brand che caratterizzi il centro commerciale naturale”. Barbara De Angeli ritiene che “il comparto del commercio non sia slegato da altre realtà, la città non è bella come dev’essere. Bisogna valorizzare il centro storico chiedendo ai proprietari di intervenire”. Claudio Pirola propone un pool qualificato per far conoscere la città e le sue bellezze. Luigi Tarantola ha suggerito tavoli dove i  commercianti devono portare le loro istanze all’amministrazione comunale. Cesare Nai ha detto che opererebbe con un “colloquio costante e aperto con i commercianti perché occorre ascoltare chi apre la ‘clèr’ al mattino e la chiude la sera”. Alla domanda “centro commerciale minaccia o opportunità”, ha risposto per primo Florio che crede non serva più “perché c’è la crisi e la gente risparmia”, Granziero in risposta a quanto detto prima da Finiguerra ha detto che la variante ha dovuto prevedere “diverse realtà commerciali da 2500 mq perché la legge 31 di R.L. lo impone” e che bisogna favorire l’apertura di negozi di vicinato anche per rendere la città più sicura. De Angeli ha risposto: “Né una risorsa né una minaccia, anche se non c’è un centro commerciale qui il commercio non è fiorente”. Pirola ritiene che non ci sia bisogno di un centro commerciale, ha fatto l’esempio del declino delle  gallerie e della chiusura del Vivo e di altre realtà e della percezione di insicurezza in crescita mentre bisogna valorizzare i nostri prodotti concertando un  mix di proposte tra arte, cultura, enogastronomia. Tarantola ha ribadito che non si vogliono i centri commerciali ma tutti ci vanno e che bisogna gestire cosa metterci. Nai ha affermato che non ama quel tipo di strutture ma che non bisogna dimenticare eventuali ricadute positive, come quelle che con il PGT prima della variante avrebbe permesso di realizzare la cittadella dello sport e molto altro. Finiguerra invece ritiene in genere  i centri commerciali “degrado anche culturale perché luoghi anonimi che si ripetono uguali senza identità” e invita “a partire dalle nostre peculiarità”. La domanda seguente ha riguardato gli oneri di urbanizzazione da ritenere come unica risorsa oppure no. Granziero ha detto che non  potendo contare sugli oneri occorre ridurre la spesa corrente, De Angeli che punterebbe al recupero crediti e la partecipazione ai bandi, Pirola ha criticato la concessione dell’Annunciata a Cracco a titolo gratuito, mentre occorre incamerare denaro e risparmiare. Tarantola punterebbe su un commercio e servizi di qualità, Nai ha ricordato che dal 2008 la crisi ha comportato una diminuzione notevole degli oneri e che occorre riportare lavoro per far crescere l’economia. Finiguerra invece ha criticato come sono stati spesi i 40 milioni di euro entrati in 10 anni nelle casse comunali che andavano usati per piscina, scuola, teatro. Ma ha criticato anche le scelte recenti: oltre 1 milione di euro all’anno ad Amaga per la pulizia delle strade, 650 mila per il verde, Annunciata e bocciodromo concessi gratuitamente. Florio invita  invece a fare “una forte opposizione al governo come fa Rifondazione Comunista contro tagli e Patto di Stabilità”. Alla domanda dove deve stare il mercato, De Angeli  ha risposto “Noi 5Stelle crediamo che il mercato dove si trova ora crei problemi di parcheggio ai pazienti dell’ospedale, costretti ad andare a Magenta, vorremmo trovare un posto che tenga conto delle esigenze di tutti”, Pirola lo vuole dov’è ma con una viabilità diversa, un ring a senso unico per snellire la circonvallazione, un’altra uscita in corso Italia e un trasporto pubblico. Tarantola vedrebbe il mercato in centro ma anche a rotazione nelle periferie. Nai lo manterrebbe in centro cambiando però la viabilità. Finiguerra ritiene debba essere confermato dov’è perché “rende vivo il centro storico”. Florio apprezza l’idea del ring ed è per lasciarlo in centro. Granziero conferma la volontà dell’attuale amministrazione di spostarlo da corso S. Martino dove è stato messo “per ricatto politico”. Si è poi parlato anche di centro e periferie terminando intorno alla mezzanotte quando ormai il pubblico si era dimezzato, perché soprattutto i commercianti si alzano presto per preparare il negozio e alzare la saracinesca, come ogni giorno, spesso da una vita. E.G.

 

 

 

 

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