L'eco della città

Profughi, al confronto Acli cos’hanno detto i 7 candidati sindaci

ABBIATEGRASSO – Il Prefetto di Milano, Luciana Lamorgese, ha proposto ai Comuni di sottoscrivere un protocollo per l’accoglienza profughi che prevede in questo momento di emergenza di utilizzare il Sistema di Protezione per  Richiedenti Asilo e Rifugiati  (SPRAR) che ha il compito di  realizzare progetti di accoglienza integrata. Con l’aiuto del terzo settore nelle realtà locali, oltre a vitto e alloggio, sono previsti l’accompagnamento, l’assistenza individuale e l’inserimento socio-economico. Sono state messe a disposizione dal Ministero dell’Interno risorse pubbliche agli enti locali che aderiranno alla proposta in sinergia con enti gestori, ossia soggetti del terzo settore che realizzeranno quanto richiesto. Per ora, ai Comuni che accettano la proposta arriveranno la metà dei profughi conteggiati secondo il numero di abitanti. Ai Comuni che non aderiscono potrebbe arrivare  il numero totale di profughi previsto. Un tema che sta facendo molto discutere, affrontato la scorsa settimana dalle Acli che hanno chiesto agli aspiranti sindaci di esprimersi anche sull’accoglienza profughi. Negli 8 minuti a disposizione ciascuno ha risposto alle domande su lavoro, migranti, welfare, territorio, sviluppandole secondo la propria sensibilità e priorità. FINIGUERRA, chiamato a rispondere per primo, è partito dal tema che ritiene ‘più caldo’, i migranti, che vengono percepiti come una minaccia. “Non basta l’accoglienza – ha detto – è un disagio che va accompagnato, le migrazioni avvengono, non è questione di essere favorevoli o contrari, all’Europa occorre chiedere reciprocità. Occorrono risorse però anche per gli altri cittadini  per evitare una lotta tra poveri”. PIROLA ha preferito mettere al primo posto il lavoro e punta a realizzare un polo tecnologico sulle aree dismesse. Per quanto riguarda i migranti ritiene che occorra gestirli coinvolgendo le associazioni cittadine che già si occupano di stranieri. FLORIO considera lavoro e territorio strettamente legati e si ripropone una ulteriore revisione del Pgt. “Abbiategrasso dev’essere una città aperta – ha detto poi a proposito dei profughi – dobbiamo insegnare  l’italiano e lo stile di vita a chi arriva”. DE ANGELI propone di incentivare il lavoro assecondando la vocazione agricola del territorio, dice No alla strada che ‘taglierebbe i campi’, punta sul microcredito fino a 25.000 euro per avviare imprese. Per i profughi, per dare loro dignità propone il reddito di cittadinanza. GRANZIERO ha detto “non si possono fermare le persone che scappano dalle guerre e non bisogna subire ma gestire. La paura è data dalla non conoscenza, bisogna accogliere e affidare lavori socialmente utili”.  TARANTOLA si impegna a “far tornare Abbiategrasso comune capofila. Per quanto riguarda i migranti, dice che “al Prefetto non si può dire no ma gli si può chiedere di modificare le regole, non possiamo accoglierli tutti e dobbiamo anche pensare agli abbiatensi che non hanno un lavoro”. NAI ritiene fondamentale il lavoro perché “se manca il lavoro c’è la disgregazione sociale. Alle imprese servono le infrastrutture. I migranti sono una responsabilità dell’occidente, vedi Trump che esporta armi che non servono alla pace. Abbiategrasso è una città accogliente ma occorre gestire bene”. E.G.

 

 

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