ABBIATEGRASSO – Alle 14 di martedì scorso, per permettere ai commercianti di partecipare prima della riapertura dei negozi, Confcommercio ha organizzato nella sala consiliare del Castello il 1° confronto con i 4 candidati a sindaco. La presidente Losa ha introdotto l’incontro, annunciando domande su temi strategici per il commercio che, soprattutto dopo il Covid, necessita di tutela e supporto. Le regole per i 4 candidati per rispondere a 7 domande: 3 minuti per la prima, 2 per le altre. Proponiamo la seguente sintesi, è possibile seguire l’intero incontro dalla pag. fb dell’Eco. Nunzia Fontana, presidente di Iniziativa Donna e membro del Consiglio dei Commercianti ha chiesto ai candidati qual è la loro visione di città. Il primo, a rotazione, a rispondere Pietro Bernini di Italexit (nuovo partito di Paragone). Bernini, originario di Lainate, ora risiede a Robecco, è alla sua prima esperienza, ha affermato: “Abbiategrasso è un luogo dove sei contento di tornare a casa. Le vie d’accesso sono il biglietto da visita, ma non sono né ben tenute né sicure, come quella per Cascinazza, e non fanno pensare che Abbiategrasso sia un posto piacevole. Servono lavori di manutenzione efficienti e una adeguata programmazione. A proposito di sicurezza, occorre riaprire il P.S. anche di notte, è importante per il bacino di 80.000 persone che devono andare altrove. Gli uffici devono avere orari più flessibili. Occorre recuperare e valorizzare tanti luoghi che meritano di essere conosciuti”.

Luigi Tarantola (lista civica Ricominciamo Insieme) ha affermato: “La nostra visione è quella di una città in cui c’è la partecipazione attiva di tutti per tornare Abbiategrasso punto di riferimento del territorio, valorizzare il lavoro del commercio non solo in centro. Puntiamo sulla vicinanza con Milano, contiamo sul raddoppio ferroviario, vogliamo creare un ufficio di marketing territoriale per valorizzare Abbiategrasso e tutti i prodotti eccellenti del territorio. Con i commercianti occorre avere un dialogo costante e scelte condivise”.

Cesare Nai, sindaco uscente, ha detto che “i cittadini hanno potuto vedere cosa abbiamo realizzato in 5 anni, altro lo riproporremo, consci che oggi la realtà è diversa da quando c’erano aziende importanti e dopo il lavoro c’era più tempo per vivere la città, oggi il pendolarismo è patologico e chi è altrove non acquista e non consuma in città, che è meno vissuta. Serve uno sforzo per favorire occasioni di lavoro. Lo smart working è servito per far lavorare di più qualche attività”.

Alberto Fossati ha una visione che “non deve solo galleggiare ma aprire orizzonti. La città fa parte del sistema milanese di cui deve seguire l’evoluzione. Non possiamo invertire il corso della storia, dobbiamo valorizzare il territorio, il nostro patrimonio ambientale e storico monumentale. Candidare Abbiategrasso capitale della cultura è una proposta concreta, con Città Metropolitana e l’Università condividiamo il progetto l’uomo nella natura”. La seconda domanda, posta da Angela Manzoni de L’Altra Libreria, ha riguardato il progetto del mega centro commerciale sull’area Ats2 per cui i commercianti han fatto ricorso al Tar, che ha dato ragione ai proprietari dell’area, ora si attende l’esito del ricorso al Consiglio di Stato. Ai candidati è stato chiesto cosa pensano di fare in proposito. Primo a dover rispondere Tarantola che “se dovesse andar male il ricorso- ha detto- e fosse confermato il giudizio del Tar, intenderei riaprire un dialogo e con un diverso Pgt, avere uno strumento per ridiscutere il tutto. E’ importante riqualificare l’ex Siltal, per esempio, destinandola a un polo universitario…”.

Nai ha ricordato che “il ricorso al Tar ha dato ragione al lavorio degli uffici comunali, nessun sindaco ha mai messo in discussione l’edificabilità dell’area dove il Pagiannunz, venduto al Comune, rimarrà verde. Il giudizio è atteso per il 10 ottobre e concluderà la vicenda su cui comunque è il mercato a decidere”. Fossati ha risposto alla domanda che chiedeva ‘cosa farà se la sentenza del Tar sarà ribaltata?’ citando una ricerca di Confcommercio Mi sulla conseguente perdita di posti di lavoro soprattutto tra i negozi di vicinato se fosse realizzato il Parco commerciale, “una scelta urbanistica che va completamente rivista”. Bernini ha espresso contrarietà al centro commerciale e di voler sostenere i negozi già presenti: “Costruire sull’area Ats2 significa spostare i negozi dal centro, lasciandolo morto e spento”. Maria Bologna di Bologna Calzature ha chiesto:   “E’ favorevole alla pedonalizzazione del centro? Se sì, cosa farebbe?”.

Secondo Nai  “la pedonalizzazione non è né buona né cattiva, sono per procedere a gradi, non in tutto il quadrilatero, in piazza Marconi estesa a corso XX Settembre. Anche sulla Ztl non tutti la pensano allo stesso modo, occorre valutare i pro e i contro. Occorre trovare il modo di far parcheggiare il più possibile vicino al quadrilatero. Piazza Castello è stata chiusa, poi si è dovuto valutare diversamente…”. Fossati pensa a “una pedonalizzazione dinamica, in occasione di manifestazioni, il nostro problema è far tornare le vetrine accese in centro per renderlo più vivibile. Dobbiamo dare possibilità di sviluppo a chi c’è…”. Secondo Bernini invece “il centro va pedonalizzato, non avere le auto per rilassarsi. Lasciare aperto l’accesso solo per chi deve scaricare merci e per i mezzi di soccorso”. Tarantola pensa a una pedonalizzazione dalle 18 del venerdì alle 24 di domenica e solo in occasione di manifestazioni, chiusure da condividere con i commercianti, dopo aver reperito quanti più parcheggi possibile. Maura Cittadinetti, ambulante, ha chiesto: “Intende mantenere il mercato in centro? Dove e con quali interventi per una sistemazione definitiva?”. Fossati ha risposto: “Sì, deve rimanere dov’è perché crea indotto e favorisce le relazioni sociali. Occorre un posto unico e migliorare l’aspetto sanitario”. Bernini si dichiara d’accordo con Fossati e afferma che il mercato deve rimanere in centro perché è un fulcro della città. Tarantola ritiene che deve rimanere in centro, ma ritiene che vada reso sicuro, “in corso San Martino ora non c’è spazio per i mezzi di soccorso, in via sperimentale propongo di occupare di martedì e venerdì il tratto di viale Cattaneo dal semaforo, per liberare corso San Martino”. Anche Nai conferma il mercato in centro perché favorisce socialità, vitalità e porta gente da fuori. Silvia Invernizzi, commerciante, ha fatto riferimento a un bando per i Distretti commerciali d’eccellenza e ha chiesto ai candidati cosa intendono fare in proposito. Bernini è disponibile ad accogliere le proposte dei commercianti e propone di “andare anche all’estero con il Distretto per far conoscere il territorio”. Tarantola ritiene i Distretti importantissimi, intende accogliere le istanze dei commercianti e anche per questo vuole utilizzare un ufficio marketing. Nai ha detto che il bando regionale citato dalla domanda scade in autunno, mette a disposizione risorse non inferiori a 400.000 euro. Occorre una sinergia tra tanti soggetti e consulenti, chi vince le elezioni deve darsi subito da fare. Fossati fa notare che il bando premia progetti che producono uno sviluppo nel lungo periodo, coerente quindi con la sua strategia che ha già previsto e ottenuto sinergia con Milano e l’Università. Franco Portaluppi ha parlato di immobili e del cambio di destinazione d’uso che ad Abbiategrasso ostacola le nuove attività e lascia molti spazi sfitti. Tarantola in proposito dice che bisogna ridurre la burocrazia e rivedere le tariffe per il cambio di destinazione d’uso. Nai sottolinea che sono poche le realtà commerciali storiche rimaste, ora c’è un turn over notevole. Da settembre metterebbe mano a questo problema con una deroga se possibile, poi con la revisione del Pgt. Fossati ritiene che sia possibile intervenire fin da oggi, come spiegherà durante la presentazione del suo programma venerdì 13. Bernini è propenso a sburocratizzare e a facilitare le attività commerciali. Loris Moja, titolare dell’omonimo panificio, ha chiesto come pensano di rendere attiva e in sicurezza la città anche di sera.  Nai ha ricordato che la sicurezza è un problema di tutti i Comuni, ad Abbiategrasso ci sono i Carabinieri, la Polizia Locale non ha ancora un organico pieno, sono state posizionate delle telecamere. ma la città più è vissuta più è sicura. Fossati ritiene che “il solo controllo non basta, c’è un compito più difficile per affrontare il disagio minorile, le amministrazioni possono fare prevenzione tramite i Servizi Sociali. Serve anche un rapporto proficuo con scuole e famiglie”. Bernini vorrebbe più forze dell’ordine a presiedere il territorio e dice che bisogna investire soprattutto sulla formazione dei giovani. Tarantola ritiene che servano più telecamere, controllate da vigili e carabinieri, e che occorra intervenire sul disagio. E.G.

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