ABBIATEGRASSO –  Ma che cos’è il Portico della Solidarietà?  E’ un negozio dove i generi alimentari vengono distribuiti gratuitamente a persone singole o a famiglie in difficoltà. E’ un progetto che l’associazione “Andrea Aziani”, che  si è avvalsa dell’esperienza 20ennale del Banco Alimentare che distribuiva pacchi a famiglie bisognose, ha proposto all’Amministrazione comunale precedente che ha accolto l’invito. La crisi e il conseguente disagio economico ha investito sempre più famiglie, sempre più difficile riuscire ad aiutare tutti. Così pubblico e privato insieme ci stanno provando, possono accedere a questo particolare negozio persone seguite dai Servizi Sociali  che presentano una tessera a punti, spendibili mensilmente, persone segnalate dalla Caritas  e da altre associazioni abilitate. Le derrate alimentari che si trovano nel negozio sono raccolte principalmente da Banco Alimentare, in questo momento sono in arrivo i rifornimenti. Da dove? Lo chiediamo a Gino, uno dei volontari, che risponde: “I prodotti arrivano, come oggi, dal Banco Alimentare che ha sede a Muggiò dove noi ci riforniamo quindicinalmente per soddisfare i bisogni delle persone che assistiamo”. A queste derrate si aggiungono le raccolte di gruppi parrocchiali, di privati cittadini. Anche da supermercati e aziende? “Da associazioni o singoli abbiatensi che portano secondo le necessità che indichiamo, anche per l’igiene personale oltre a riso, pasta zucchero. Siamo in contatto con un supermercato e dovremmo ricevere quello che hanno in surplus…Mensilmente riceviamo un’offerta di yogurt, latte, merendine da Ossona, sede della Scaldasole che  fornisce gratuitamente”. Accoglienza e gratuità quindi. Quante sono le persone e famiglie accolte? “102 famiglie, 66 inviate dal Comune e 36 gestite dalle associazioni di riferimento, per un totale di 312 persone”. Quanti i volontari ? “Circa 25/30, dipende dai periodi e dalle disponibilità”. In che giorni e orari apre il negozio? “Apre al pubblico il lunedì pomeriggio dalle 14.30 alle 18.30 e al giovedì mattina dalle 9.30 alle 12.30, in altri giorni come oggi ci sono solo i volontari per i rifornimenti”. Come fare per potervi accedere? “L’accoglienza è riservata a persone che hanno difficoltà ad arrivare a fine mese e che il Comune ha individuato come persone indigenti. Famiglie che non hanno persone occupate, un nucleo familiare numeroso, per esempio aiutiamo una famiglia egiziana, il padre lavora 3 ore al giorno in una cascina, la madre è disoccupata e ha 6 figli da accudire tra i 14 e i 6 anni. Famiglie in condizioni precarie che cerchiamo di assistere non solo con alimenti ma con quello di cui han bisogno, elettrodomestici e altro. Anche suppellettili e arredi per la casa, abbiamo famiglie che vivono senza nessun arredo…”  Cercate di rispondere a tutti i bisogni. “E’ un gesto che facciamo, cerchiamo di capire i bisogni, mensilmente facciamo un report che pubblichiamo sul sito ‘Il Portico della solidarietà’ per comunicare direttamente la situazione”. Intanto ci avviciniamo a uno scaffale per capire come funzionano i ‘punti’. Leggiamo ad esempio: riso 1 kg punti 0,99, ½ kg punti 0,49. Come funziona? Una famiglia quanti punti ha? “E’ il Comune che decide quanti punti assegnare alla famiglia, si parte da 50 fino ad arrivare a 200. Un punto equivale a 1 euro. Noi diamo una tessera alla persona segnalata che non la può cedere, semmai può delegare…” Intanto arrivano prodotti freschi che i volontari posizionano nei frigoriferi. Chiediamo, cosa fare per diventare volontari? “Cerchiamo altre persone per poter fare una terza apertura, perché per ora non abbiamo forze sufficienti. In futuro vorremmo fornire anche carne e formaggi, una richiesta del Comune, ma anche per questo servono altri volontari, aumentando la quantità di prodotti da reperire, andare a prendere, stoccare e distribuire”. Ha citato il Comune, cosa vi dà? “Ci ha assegnato questi locali, non abbiamo spese altrimenti non riusciremmo a dare questo servizio avendo 66 famiglie di cui il Comune si fa carico e altre 36 di cui gestire anche le spese. Un carico notevole, sempre in aumento, in un anno siamo passati da 20 famiglie a 102. Non sempre riusciamo a reperire i prodotti di necessità primaria. Il banco Alimentare da cui attingiamo 2 volte al mese ci fornisce quantità che a volte non bastano e dobbiamo acquistare frutta e verdura o altri prodotti necessari, tutte le persone hanno bisogno quotidianamente di latte, pane… di tutto. Da pochi giorni abbiamo un accordo con il panificio Moja che ci conserva il pane che non vende e noi lo proponiamo il giorno successivo. Finora una parte lo  potevamo avere solo da Muggiò quando c’era…” Vuol fare un appello? “L’appello oltre a nuovi volontari è ai fornitori locali che ci possono aiutare nella gestione e approvvigionamento dei prodotti che servono ogni giorno a tutte le famiglie. Il clima che si è creato tra noi volontari e le famiglie è…fraterno, un rapporto cordiale. Una vita sociale e di relazione con altre realtà come gli oratori che ci hanno fornito nei mesi scorsi molti prodotti, avendo fatto raccolte apposite anche attraverso le scuole. Quindi anche aiuti particolari e speciali, con il coinvolgimento della comunità locale, parrocchie e altri, oltre al Comune”. L’unione fa la forza e insieme si fanno buone cose. Complimenti e buon lavoro! Enrica Galeazzi

 

 

 

 

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