Io Andrea Pasini sono un giovane imprenditore di Trezzano Sul Naviglio e senza paura ma con grande convinzione dico che l’imprenditore Angelo Peveri ha fatto bene a sparare a dei delinquenti  per difendere la sua priorità e non doveva assolutamente finire in galera per aver difeso la sua proprietà.  L’imprenditore di Piacenza Angelo Peveri ha visto schierarsi dalla sua parte, sindaci, sindacati delle forze dell’ordine, centinaia di persone sui social e ora anche il grande ministro degli interni Matteo Salvini; contro Peveri però c’è una sentenza della Cassazione che lo ha condannato a quattro anni e mezzo per avere sparato a un ladro entrato in un suo cantiere, sentenza che ha escluso sussistesse la legittima difesa. Salvini sabato pomeriggio si è recato nel carcere di Piacenza, dove da quattro giorni si trova Peveri, dopo che la condanna a suo carico è diventata definitiva. La visita e la solidarietà del vicepremier è destinata a suscitare polemiche proprio perché la vicenda che vede protagonista l’imprenditore piacentino è considerata molto «border line». – afferma Andrea Pasini  – Non doveva neppure entrarci in carcere questo onesto imprenditore. Solo in paese malato come il nostro possono accadere questo tipo di situazioni. I delinquenti liberi e la parte offesa in galera. Roba da pazzi ! Al termine della visita alla Casa Circondariale di Piacenza dove è stato rinchiuso Angelo Peveri proprio Matteo Salvini  mette bene in chiaro la decisione di andarlo a trovare pochi giorni dopo la condanna della Cassazione: questa visita porta con sé la promessa di cambiare, quanto prima, la legge sulla legittima difesa, affinché non si aprano più le porte di un carcere per persone che si sono difese durante una rapina o un furto a casa propria o nella propria proprietà. “Cercheremo di fare di tutto perché stia in galera io meno possibile”. I fatti risalgono al 6 ottobre 2011 quando Peveri sorprese una banda di tre ladri romeni mentre stavano rubando il gasolio nel suo cantiere. Esasperato dai continui furti, non ci pensò troppo su: sparò e ferì gravemente uno dei banditi, finendo così in un lungo calvario giudiziario che lo scorso 17 febbraio lo ha portato davanti alla Corte di Cassazione. Il giudice lo ha condannato a quattro anni e sei mesi di carcere per tentato omicidio, mentre i tre malviventi, avendo patteggiato, dovranno scontare dieci mesi e venti giorni per tentato furto. “Come volete che mi senta?”, ha raccontato ai microfoni della Zanzara  prima che lo portasse in carcere. “Mi sento un coglione. Uno che lavora onestante oggi cos’è? Un coglione. Ho sempre lavorato, mi hanno derubato 90 volte e vado in galera”. I numeri parlano chiaro: 50 furti in cantiere, non denunciati ma documentati in caserma e 41 denunce firmate dopo i fatti dello sparo. Non solo. – continua Andrea Pasini  – Da quella notte, in cui ha subito l’incursione dei tre romeni, è stato derubato almeno altre tredici volte. Un vero e proprio inferno, insomma. Che sembra non finire nemmeno con la galeraPerché i tre ladri romeni hanno anche avanzato una richiesta di 700.000 euro di risarcimento danni. Perveri è già stato condannato a dargliene 30. Non solo. Dovrà pure rifonde le spese legali. “Sono stanco. Dice ora l’imprenditore. “Ho cominciato a lavorare a 14 anni mungendo le mucche di mio papà. A 16 anni il libretto, poi mi sono creato una piccola impresa, bella e sana”. Ora ha 57 anni. “Lavoro da più di 40 conclude con amarezza e devo andare in galera mentre i ladri sono fuori”. Oggi Salvini è andato a trovarlo nella Casa Circondariale di Piacenza insieme ad alcuni esponenti della Lega. Si sono parlati per un’oretta. E il vicepremier gli ha promesso che a breve arriverà la riforma della legittima difesa e che si spenderà in prima persona perché possa ritrovare la libertà. Adesso il leader del Carroccio vuole parlare con l’avvocato di Peveri per capire come intendono muoversi e, se servirà, andrà dal capo dello Stato per chiedere la grazia anche per lui. Le toghe progressiste hanno già polemizzato per questa presa di posizione, ma Salvini non intende arretra di un millimetro: “Ci sono alcuni magistrati  di sinistra che la pensano così.. io faccio il ministro dell’Interno e  il mio dovere è prevenire i reati e diminuirli. Rispetto il lavoro dei giudici, loro rispettino il lavoro del ministro”. Andrea Pasini Trezzano Sul Naviglio 

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