TREZZANO S/N – Attento a ciò che succede in Italia e nel mondo, partecipe alla vita civile del nostro Paese, cittadino e imprenditore trezzanese, Comune dove in passato si è impegnato anche politicamente, Andrea Pasini ci invia periodicamente lettere e contributi. Scritti che trovano spesso larga condivisione, una voce informata che con coraggio dice ciò che tanti italiani, ormai stanchi di certe scelte politiche, pensano da tempo. Lo abbiamo intervistato, per affrontare una delle questioni “calde” degli ultimi anni. “Torno a parlavi di Rom. Mi è già capitato in passato di affrontare questo tema, anche nel recente trascorso, ma alla luce di alcune rivelazioni torno a fiondarmi sull’argomento. Partiamo da quanto emerso nelle ultime ore. Leggo su Il Giornale: ‘Non era bastato lo scandalo sui soldi pubblici finiti alle associazioni che organizzavano orge omosessuali. Ora l’attenzione si rivolge nuovamente all’Unar, l’Ufficio nazionale anti-discriminazioni razziali di Palazzo Chigi, ente che dipende (di fatto) da Maria Elena Boschi. Nei giorni scorsi infatti è stato emanato un bando da 475.400 euro per finanziare progetti che favoriscano ‘la partecipazione dei Rom alla vita sociale, politica, economica e civica’ dell’Italia’. Mezzo milione di euro volatilizzato in pratiche, sostanzialmente, inutili. Parliamo di uomini e donne che non vogliono integrarsi. Lo conferma quanto riportato dal Tg Vicenza di alcuni giorni fa. ‘Per vivere rubiamo’. Ammissione di colpa, ma i fondi statali continuano ad arrivare. La mano tesa per gli aiuti non manca mai. Il sentimento di sottomissione verso questo popolo non viene meno da parte delle nostre istituzioni. Prostrazione. Inginocchiamento. Senso di colpa. Chi lo sa, sappiamo solo che milioni di euro vengono sperperati in direzione di chi non se li merita. Senza stare a citare i mental coach che ha fatto intervenire sul comune di Roma, qualche mese fa, la sindacA pentastellata Virginia Raggi. Si salvi chi può”.

Nei suoi interventi lei spesso parla di rom e stranieri…

 

“Qualcuno può pensare che la mia sia un’ossessione. La ricerca razzistica dell’errore, del peccato capitale, del marcio pur di discriminare. Nulla di più errato. Da imprenditore ho una visione privilegiata della società italiana. Mi raffronto, spesso e volentieri, con chi lavora insieme a me. Incontro, giornalmente, ceti sociali agli antipodi e vedo la difficoltà dell’uomo della strada. E non posso accettare da italiano, da cittadino e da pagatore di tasse (per lo Stato sono essenzialmente questo) che i fondi UE e quelli nazionali vengano sperperati in questo modo. Vuoi integrati? Hai un lavoro? Mandi a scuola i tuoi figli? Hai il desiderio di avere una casa e non di vivere come un nomade? Troverai tutto l’aiuto possibile, ma se la tua esistenza è basata su escamotage di ogni tipo, le porte sono chiuse. Dobbiamo invertire la rotta per dare un segnale, forte e chiaro, agli italiani in difficoltà. Come si può chiedere sacrifici, mentre tutto crolla, sempre ai soliti? Questo atteggiamento finirà per incenerire la spina dorsale dell’Italia”.

 

Può farci qualche esempio concreto?

 

“In un servizio di qualche mese fa, esattamente ottobre 2016, Il Giornale, ripescando negli archivi de La Stampa, usciva con un articolo dal titolo: ‘I rom hanno milioni di euro all’estero. Ma in Italia vivono grazie a sussidi e case popolari’. Spieghiamoci meglio, leggendo le parole vergate dal giornalista Sergio Rame: ‘Grazie a un’operazione congiunta tra i pm torinesi e i magistrati croati, sono venuti alla luce conti correnti milionari intestati a rom che nel Belpaese godono di sussidi, case popolari e aiuti economici di ogni tipo. Tra questi furbetti, come rivela la Stampa, ci sono personaggi come Raselma Halilovic, bosniaca 66enne che vive tra le baracche di via Germagnano a Torino e che sul un conto corrente in Croazia ha depositato un milione e 35mila euro’. Ma pensate finisca qui? L’inchiesta, con la collaborazione di Eurojust, rivela che la famiglia Halilovic può contare su un tesoro di 5 milioni di euro. Bronzo Halilovic possiede 900mila euro. Angela Halilovic, ricevente un sussidio di 245 euro al mese, conserva gelosamente 392mila euro. Naim Halilovic? Casa popolare e ‘solo’ 60 mila euro. La moglie Susanna Salkanovi? 108mila euro. Con buona pace dei veri poveri italiani. Questo clima di guerra tra disgraziati mi fa venire il vomito. Il governo, in ogni singolo istante, mette in difficoltà i nostri connazionali accantonandoli senza pensarci due volte. Gli italiani vengono fatti passare per ospiti indesiderati. Veri e propri cittadini di serie B. E questo mi fa ribollire il sangue. Lo stesso sangue che condivido con la mia gente. ‘Sena Halilovic ha destato sospetto quando ha provato a prelevare 220mila euro alla Société Générale Splitska Banka dopo che ne aveva già portati all’estero 330mila’. Intanto tutto affonda”.

 

La politica italiana cosa fa? E i cittadini italiani cosa possono fare per impedirlo?

 

“Ma ci rendiamo conto? La politica avvantaggia questo marasma, vuole incentivare, coscienziosamente, un malcontento popolare che si riversa in frustrazione e teste chinate per il popolo italiano. Invece dobbiamo ribellarci alle logiche anti-nazionali. Dobbiamo smascherare questi altarini, portarli alla luce, evidenziarli mostrando a tutti la realtà dei fatti. Solo così riacquisteremo la lucidità per riprenderci il nostro caro ed amato Paese. La sinistra ci ha venduto per un tozzo di pane, parla solo di diritti civili dimenticandosi di quelli sociali. Da anni mi batto cercando di rimanere voce libera nel mucchio selvaggio della politica. Dobbiamo, tutti insieme, denunciare questi soprusi. I sinistrati sostengono chiunque basta che sulla carta non abbia scritto cittadino italiano. Sono disgustato. Tanti, troppi nostri connazionali si fanno incantare dalle parole boldriniane, fianesche e renziane. Un richiamo sinistro, un richiamo che ci vuole tutti uguali, tutti in fila, tutti a bocca aperta per ingoiare il malcontento e risputarlo come asservimento. Il voto è un’arma, dobbiamo imparare a non usarlo contro noi stessi. Ogni errore costa cinque anni di pentimento e non c’è più margine d’errore. Ora o mai più. Avanti Italia. Avanti italiani”.

 

 

 

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