Riceviamo e pubblichiamo da Andrea Pasini, giovane imprenditore di Trezzano sul Naviglio: “Negli scorsi giorni ho rivisto il film intitolato 300 che narra della vicenda dei valorosi guerrieri di Sparta, guidati dal loro re che risponde al nome di Leonida. Combattevano per la libertà, perché senza libertà non ci poteva essere futuro per il loro popolo, per le loro mogli, per i loro figli e per la loro Grecia. Combattevano contro un dittatore chiamato Serse che imponeva alle genti con l’ausilio della violenza, la sottomissione e l’inginocchiarsi al suo volere. Voleva conquistare le terre del mondo emerse rendendo ogni abitante schiavo, inoltre poteva contare su di un esercito mille volte più numeroso di quello degli spartani. Quest’ultimi sono partiti, guidati da Leonida, per affrontare il vile dittatore e le sue immense milizie in appena 300. Solo Trecento ma pronti a tutto. Uomini uniti dal coraggio, dalla forza, dalla determinazione e con la voglia di difendere la propria indipendenza, compresa quella dei propri cari. Uomini che hanno affrontato a testa alta le mastodontiche forze armate nemiche. Gli spartani non si sono piegati e hanno inflitto pesanti perdite agli avversari per poi cadere valorosamente con lo sguardo rivolto verso il sole. Caduti per seguire il proprio condottiero, prostratosi al suolo solo per morire, come il rivoluzionario Filippo Corridoni deceduto durante la Prima Guerra Mondiale cimentandosi sempre oltre ogni limite, capace di morire in “un assalto, ma se potrò cadrò con la fronte verso il nemico, come per andare più avanti ancora”. Come Enrico Toti, eroe del primo conflitto su scala globale, invalido che scaglio la sua stampella contro le forze ostili all’Italia nell’atto di perire. Uomini morti solo nel fisico non nello spirito del loro esempio. E allora le parole di Leonida, interpretato su cellulosa da Gerard Butler, devono rimanere scolpite nella mente di ognuno di noi: “Il mondo saprà che degli uomini liberi si sono opposti ad un tiranno, che pochi si sono opposti a molti e, prima che questa battaglia sia finita, che persino un dio-re può sanguinare”. Marciando ancora, sempre più lontano per dimostrarsi uomini. Al grido di “A-UH!, A-UH!, A-UH!”, perché essere guerrieri deve diventare un’attitudine, uno spirito capace di spronarci davanti ad una vita vuota che ci atrofizza. Io Andrea Pasini sono un giovane imprenditore di Trezzano Sul Naviglio e non mi vergogno di dire che dobbiamo essere Pronti a lanciarci nella nostra santa guerra contro il Moloch, chiamato Stato, che uccide ogni sogno di rivalsa, ogni sogno di vittoria.
Noi italiani dobbiamo pensare a questo racconto, trasportarlo ai giorni nostri, paragonando il perfido dittatore Serse alla paralizzante burocrazia, alle tasse arrivate a livelli vessatori ed a una classe politica di incapaci, opportunisti e anti italiani di sinistra che vogliono schiacciarci come popolo, ucciderci come individui. Il coraggio che serve in questo periodo storico deve essere lo stesso coraggio che misero in campo gli spartani, perché per conquistare la libertà bisogna sudare, mettersi in gioco e non avere paura di nulla. Tornare uomini liberi e consapevoli che non esiste nulla di più bello che poter decidere delle proprie sorti, che segnare il proprio destino deve spronarci a lottare. La schiavitù, voluta da questi politicanti inetti, dovrà cadere, cadere sotto i colpi della nostra volontà. Ancora un film può guidarci alla ribalta e farci prendere il coraggio per poter iniziare a lottare per difendere la nostra libertà. Il titolo è Ogni maledetta domenica ed il protagonista Al Pacino. L’attore statunitense interpreta il ruolo di un allenatore di football americano, duro e scorbutico, ma capace di accarezzare le coscienze per elevarle. – afferma Andrea Pasini – In un discorso che diventa memorabile, per la storia del cinema, ci sprona a non chinare la testa: “In questa squadra si combatte per un centimetro, in questa squadra massacriamo di fatica noi stessi e tutti quelli intorno a noi per un centimetro. Ci difendiamo con le unghie e con i denti per un centimetro, perché sappiamo che quando andremo a sommare tutti quei centimetri il totale allora farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta, la differenza fra vivere e morire. E voglio dirvi una cosa. In ogni scontro è colui il quale è disposto a morire che guadagnerà un centimetro”. Dobbiamo guardarci l’un l’altro, spingerci a conquistare ogni spazio a noi concesso e riprenderci quelli che ci sono stati negati a priori. Una storia millenaria non può morire nell’anonimato. Chi pensa di arrendersi è un disertore nella battaglia per riconquistare un paese in mano a degli incapaci e a dei giullari di corte dell’Unione Europea. Andrea Pasini Trezzano Sul Naviglio”

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