Che strano paese che è il nostro. Che strane persone lo amministrano da decenni. L’ultimo esempio di totale incoerenza e trasformismo a convenienza ce lo mostra il neo presidente del Cnel che, udite udite, voleva abolire il Cnel. Il Consiglio dei ministri ha deliberato la nomina di Tiziano Treu a Presidente del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro. Una nomina destinata a far discutere: Treu, ex ministro del Lavoro e delle Infrastrutture, già membro del Cnel, è tra i 200 giuristi che nel 2016 firmò il manifesto a favore del Sì al referendum del 4 dicembre sulla riforma costituzionale voluta dal Governo Renzi e poi bocciata giustamente dai cittadini italiani. In compagnia di altri illustri colleghi,  Treu decise di schierarsi a favore del ddl Boschi che, tra le tante cose, prevedeva l’abolizione del Cnel, organo di rilievo costituzionale bollato, durante le settimane che hanno preceduto il referendum, come inutile e dispendioso. Nel manifesto firmato da Treu si leggeva: viene operata una decisa semplificazione istituzionale, attraverso l’abolizione del CNEL e la soppressione di qualsiasi riferimenti alle province. Secondo i giuristi, in sintesi, l’abolizione del Cnel rientrava in una “decisa semplificazione istituzionale, contribuendo ad affrontare efficacemente alcune fra le maggiori emergenze istituzionali del nostro Paese, le meno dispendiose logicamente. Non solo: intervenendo qualche giorno dopo la vittoria del No al referendum costituzionale disse: “Adesso il problema è diverso, attualmente si tratta di decidere cosa fare, di ucciderlo di nuovo o dargli un senso, per esempio: la composizione, le parti sociali, se ritengono che il Cnel sia una loro voce sociale devono metterci delle persone all’altezza e non quelli che sono usciti di scena, rivitalizzare una funzione di camera sociale per raccogliere le istanze per fare una specie di orecchio sul paese”. Prima dicono una cosa è poi fanno tutto il contrario. Se ne fregano totalmente di palesare in qualsiasi momento gli convenga la loro arte di trasformisti incoerenti. Tira più una poltrona ben pagata che un carro di buoi. Alla faccia della coerenza! Tanto quella per questa gente vale come carta straccia. Ed intanto l’Italia va a rotoli, gli italiani continuano ad impoverirsi e questi si spartiscono le poltrone che prima volevano abolire perché rappresentavano uno spreco per la comunità e che poi si trasformano magicamente in  un’opportunità ben pagata. Mi raccomando cari elettori italiani alle prossime elezioni, se mai ci saranno, continuate a farvi prendere per i fondelli  da questa gente che da decenni vi chiedono sacrifici mentre loro non sanno neppure dove stanno di casa. Percepiscono stipendi pagati da noi cittadini più che dignitosi oltre tutte le agevolazioni che conosciamo. Questa purtroppo è l’Italia! Continuando solo a lamentarci, giustamente direi, ma non facendo nulla di concreto per cambiare realmente le cose, mai nulla cambierà. Ed alla fine anche lamentarsi e gridare a vuoto contro il sistema non farà cambiare nulla concretante. L’unica soluzione sarebbe una rivoluzione, pacifica si intende ma che dia un segnale importante, palesando il fatto che il popolo si è stancato e non ce la fa più a vivere solo di sacrifici e rinunce continuando ad impoverirsi per arricchire solamente questa classe politica di anti italiani. Andrea Pasini