TREZZANO S/N – Ad Andrea Pasini, imprenditore trezzanese che si interessa di attualità e politica, chiediamo, a poche settimane dall’inizio del nuovo anno scolastico: cosa ne pensa della scuola italiana?

“Lucio Anneo Seneca diceva: ‘Gli uomini non vivono, ma sono sempre in attesa di vivere: rimandano tutto al futuro’. Questa rappresentazione plastica della realtà può rispecchiarsi nelle scuole italiane. Dentro c’è il futuro delle nazione, i nostri figli, l’avvenire dell’Italia. Ma in tutto questo gli edifici sparsi da Bolzano a Palermo come stanno? Male, malissimo. Le strutture cadono letteralmente a pezzi. Fatiscenti, inquinati e ad altissimo rischio sismico. La paura fa 90. Il quadro che emerge è spaventoso. Una vergogna tutta tricolore che si aggiunge alle disgrazie, illimitate, che funestano il Paese. All’interno del sito Legambiente si può leggere: ‘Su 43.072 scuole in Italia solo il 9,2% degli interventi ha inciso su questi temi negli ultimi dieci anni. In particolare, sono 382 gli interventi di adeguamento sismico, 1960 quelli di efficientamento energetico, 423 quelli per l’installazione di rinnovabili realizzati, e infine, 1216 i Mutui Bei che tra gli interventi ammissibili prevedono anche l’adeguamento alle norme antisismiche e l’efficientamento energetico. Nonostante i finanziamenti, gli edifici scolastici italiani rischiano di a rimanere insicuri e di continuare a spendere ogni anno 1,3 miliardi di euro per l’energia’”.

 

Ci dà qualche dato in più?

“Scartabellando tra i numeri troviamo che il 65% delle scuole è stata costruita prima della legge, attualmente in vigore, sulla normativa antisismica, datata 1974, ed il 90,4% ha visto l’inaugurazione prima della legge inerente all’efficienza energetica del 1991. ‘L’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare’, direbbe Gino Bartali. Scatole della morte, potenziali castelli di carta pronti ad accartocciarsi. Una moneta tirata in cielo, una sfida – a perdere – con la sorte. In ballo quanto di più importante ci sia, l’istruzione e la sopravvivenza della gioventù italica. Rossella Muroni, presidente di Legambiente, ha dichiarato: ‘Le scuole italiane possono e devono diventare un grande cantiere di innovazione diffusa, uscendo così da una situazione di arretratezza e insicurezza, di sprechi in bolletta, per restituire alle città e agli studenti spazi sicuri e adatti a una moderna didattica. Abbiamo deciso di organizzare un Forum sull’edilizia scolastica proprio per mettere queste sfide al centro del dibattito nazionale, coinvolgendo i diversi attori per spingere l’adeguamento sismico e l’efficientamento energetico del patrimonio edilizio’. Il tutto mentre all’appello, davanti alla cattedra, mancano 18mila professori per garantire un pacchetto informativo degno della nostra cultura”.

Scuola significa futuro, l’Italia di domani…

“Sul sito Agi, Agenzia Italia, leggiamo: ‘In definitiva, aver messo a posto poco più di 7.100 scuole su 42mila, poco più del 15%, è senz’altro un risultato importante, considerato che sta avvenendo quasi tutto negli ultimi tre anni (tra il 2003 e il 2014 sono state sistemate appena 1500 scuole). Ma non basta e soprattutto non è sufficiente, per quanto apprezzabile, lo sforzo di trasparenza che Miur e Presidenza del consiglio dei ministri stanno facendo anche sul fronte dell’apertura dei dati al pubblico’. Quando parliamo del domani dell’Italia non esistono mezze misure, esiste e deve esistere solamente il bicchiere pieno. Senza sbavature. Troppo spesso si discute sul sesso degli angeli, mentre le rovine hanno preso il posto delle certezze che arrivano dal passato. Una scuola solida, attraverso la quale rilanciare le speranze di una nazione capace, nell’ultimo decennio, di navigare a vista. ‘La scuola fa molto più male che bene ai cervelli in formazione. Insegna moltissime cose inutili, che poi bisogna disimparare per impararne molte altre da sé’. Giovanni Papini vergò queste parole. Parole da scolpire nel marmo, mentre tutto crolla. Abbiamo bisogno che la scuola torni ad essere fucina di talenti, espressione dell’italianità ed orgoglio di una nazione che vuol tornare a ruggire”.

Cosa si può fare?

“Legambiente ha sottoscritto quattro punti, promulgati attraverso le proprie piattaforme telematiche, per fermare lo sfacelo degli edifici scolastici. ‘1) Completare l’anagrafe dell’edilizia scolastica per avere entro il 2020 un fascicolo del fabbricato per ognuna delle 43mila scuole esistenti in Italia, con tutte le informazioni e certificazioni indispensabili a individuare problemi e priorità di intervento; 2) Ridurre e semplificare le linee di finanziamento per superare le difficoltà di accesso ai bandi e di realizzazione degli interventi; 3) Cambiare il ruolo della Struttura di missione per supportare i Comuni a superare i problemi di accesso ai bandi; 4) Coinvolgere l’ANAC per individuare procedure efficaci e trasparenti e le Esco, per coinvolgere risorse e imprenditori privati nel processo di riqualificazione’. Dobbiamo tutti insieme, sopratutto in qualità di genitori, genitori di figli in età scolare, spronare il Ministero a muoversi. Non possiamo pregare ogni mattina e sperare che l’Altissimo ce la mandi buona. Un proverbio della nostra tradizione recita: ‘Una scuola senza un buon maestro è come una casa senza tetto’. Proprio l’esempio calzante contro questa buona (?) educazione, facendo il verso alle ultime riforme inerenti all’istruzione. Del resto il Ministro Valeria Fedeli, complice di questa situazione raffazzonata tra i banchi, è stata duramente attaccata dall’associazione Blocco Studentesco: ‘Se a ciò si aggiunge che, sempre secondo l’Eurostat, solo il 53% di chi ha conseguito una laurea riesce a trovare un’occupazione dopo 3 anni dall’ottenimento, il quadro è tutt’altro che roseo’. Tra un crollo ed un mancato controllo lo studio deve tornare al centro del tempio”.