ABBIATEGRASSO – Spostata dal 12° all’11° posto dell’o.d.g. , forse per sottolinearne la priorità, la mozione-dibattito sulla “realizzazione di nuove strutture commerciali e residenziali nell’area Ats2” è stata presentata dal cons. Cattoni  che ha auspicato un dibattito partecipato “da tutti i consiglieri che di solito partecipano solo al voto. Mi aspetto – ha detto – anche il parere degli assessori a Commercio, Viabilità, Cultura, per sapere cosa pensano del Centro Commerciale”. Prima a intervenire la cons. Cameroni (Pd) che ha preso atto di “un silenzio sconcertante, visto che si parla del futuro della nostra città che ha bisogno d’altro: uno sviluppo sostenibile, più trasparenza…Si è chiusa la causa con Essedue perché revocata la variante al PGT, rimasta sulle scrivanie per troppo tempo…Ci sono tanti dubbi su questa operazione, vogliamo chiarezza”. Lovati (Nai Sindaco) ha specificato essere il suo “un pensiero personale, sono un anticonsumista, cambio quando un bene si deteriora o si consuma. I pochi acquisti che faccio, li faccio nei negozi di Abbiategrasso ma stiamo parlando di un’area da decenni edificabile, chiunque governi non può prescindere dal passaggio dell’agricolo al commerciale, ci sono diritti acquisiti e non si può secondo me calpestare un diritto. Siamo ancora in una fase preliminare, occorre capire cosa dicono gli uffici e la Sovrintendenza. Molti giovani  vanno in centri commerciali fuori Abbiategrasso”. Il cons. Tarantola (Ricominciamo I.) chiede a Bottene “quali in iniziative ha intrapreso per il commercio in città”. Ceresa (F.I.) si dice allineato con quanto espresso da Lovati, pensiero condiviso da tutta la maggioranza e aggiunge che “il territorio non è consumato e non trovo supportate le considerazioni di Cattoni quando dice che i centri commerciali distruggono i piccoli commercianti, perché non tiene conto che la realtà si è modificata… la Grande Distribuzione non ha causato la chiusura di negozi. Il Parco Commerciale propone medie superfici commerciali, porterà realtà come Obi, Decathlon, ecc”. Gallotti (Gruppo Misto) invita a ” volgere lo sguardo oltre Abbiategrasso. E’ un’occasione per attirare da Cusago, Albairate, da altri paesi per avere un bacino d’utenza nuovo”. Dopo di lui la cons. Valandro (eletta con Nai sindaco, passata ad Abbiategrasso Merita) che ha detto: “A me non piacciono i centri commerciali però porterà molta gente e 25 posti di lavoro per ogni struttura, ad Abbiategrasso mancano vari generi, per comprare un cellulare per esempio e per gli anziani…” Martina Garavaglia (Lega) crede che per Abbiategrasso il centro commerciale sia una risorsa. “Lavoro con soggetti fragili, difficile portarli ad Abbiategrasso, servono spazi protetti come il centro commerciale”. Tagliabue (Nai sindaco) ha detto che dopo 49 anni da commerciante può assicurare che “questi centri non fanno chiudere i negozi che chiudono invece a causa di tasse e affitti troppo alti. Buona parte dei negozi di mangiatoria hanno chiuso perché molta gente va al mercato. Se con il Parco.C. arrivassero anche 100 persone in più in centro a spendere, permetterebbero ai negozi di sopravvivere”. L’ass. Bottene ritiene il Parco C. un “atto dovuto, abbiamo un potere relativo per incidere su fenomeni come la crisi, solo Milano può reagire meglio, i trasporti, le infrastrutture, la crisi la possiamo governare solo in parte. Non sappiamo cosa verrà fatto in questo Parco C. se han fatto analisi di quello che manca”. Finiguerra (C.A.) ringrazia  la maggioranza “perché finalmente emerge la linea politica. Oggi però ci sono pareri della Corte Costituzionale sulla legittimità del cambio di destinazione d’uso, ogni Consiglio Comunale può fare la variante al PGT. Questa discussione certifica invece una resa culturale a un modello fallito, in America c’è ormai una politica di dismissione di strutture commerciali, qui si vogliono aggiungere altri scatoloni come quelli sulla vigevanese. Il nostro biglietto da visita dovrebbe essere l’Annunciata , ci riempiamo la bocca di ‘fiera agricola’ poi ci sdraiamo seguendo sirene che non esistono…” Gli interventi di Cattoni e Dell’Acqua  dello stesso gruppo (C.A.) aggiungono motivi contrari e Biglieri (Pd) chiede infine un consiglio comunale aperto sull’argomento oltre alla richiesta di avere l’intera documentazione sul Parco C. Pusterla (Abbiategrasso M.) è intervenuto, ha detto, solo dopo aver ascoltato tutti e ha specificato che “i dati portati dal Comune vengono da Regione Lombardia” e che “la realizzazione del Parco C. inciderebbe solo per lo 0,5% sul territorio di Abbiategrasso”. Ha sollecitato a valutare, “sto parlando di individuare un possibile sviluppo che magari tra 15-20 anni sarà superato ma intanto darà lavoro a diversa gente. Cerchiamo di fare la scelta migliore per la città”. Enrica Galeazzi

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