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P.S. chiuso di notte, perché?

ABBIATEGRASSO – Venerdì 3 maggio, il sindaco Cesare Nai, il vicepresidente dei sindaci Pioltini, con diversi cittadini dell’abbiatense hanno atteso davanti all’ospedale la consigliere regionale Elisabetta Strada che, dopo l’audizione in Commissione Sanità, non essendo stata accolta dal presidente Monti l’invito a venire a conoscere la realtà del P.S. e dell’ospedale Cantù per poterla valutare con cognizione di causa, ha deciso comunque autonomamente di venire e ha invitato anche i colleghi. I colleghi che hanno accolto il suo invito sono stati Carlo Borghetti del Pd e Gregorio Mammì del Movimento 5 Stelle. Nessun consigliere dei partiti di maggioranza si è presentato, nonostante i colleghi che li hanno preceduti nella Commissione, dopo il sopralluogo nel novembre 2017, abbiano votato all’unanimità la riapertura notturna del P.S. e il ripotenziamento dell’ospedale. Un incontro comunque importante quello di venerdì, soprattutto perché ha permesso, ai numerosi presenti, di conoscere il nuovo Direttore Generale, Fulvio Odinolfi, che gestisce i 4 ospedali della nostra ASST. Lo accompagnavano il Direttore Socio Sanitario dott.Cesare Candela, il responsabile dei P.S. di Abbiategrasso e Magenta dott. Dello Russo e il capo dipartimento dell’Emergenza-Urgenza dott. Minuto. La visita è iniziata con una breve sosta al Cup, con la notizia che per Abbiategrasso sono stati stanziati ulteriori 15.000 euro per potenziare alcuni servizi, il d.g. Odinolfi ha assicurato che nei prossimi 5 anni intende incrementare i servizi di tutti e 4 gli ospedali dell’Azienda che fa capo a Legnano. Il passaggio dalla radiologia ha confermato spazi adeguati e la presenza di macchinari di ultima generazione. E’ stato fatto notare che purtroppo, l’attesa Risonanza Magnetica, per cui era stato predisposto un apposita stanza, non è mai arrivata. La visita è poi proseguita in Pronto Soccorso, è stato descritto il triage, ovvero la presa in carico da un infermiere del paziente dalle 8 del mattino alle 20, quando chi non è stato dimesso o ricoverato viene spostato a Magenta e registrato, pare, sia a Magenta che ad Abbiategrasso mentre ad alcuni presenti risulta che vengano registrati solo a Magenta. Vero è che i due ospedali risultano accorpati ma se così fosse, gli accessi del Cantù diminuirebbero a favore del Fornaroli. Vista la presenza di utenti in attesa, dopo un passaggio nella stanza calda, chiamata così perché le ambulanze vi possono sbarellare i pazienti evitando gli sbalzi termici, si è poi passati direttamente alla Sala Rossa, quella attigua in cui si trattano le emergenze più gravi. Sono presenti infatti macchinari per monitorare, un robot collegato con Magenta e Legnano per trattare h.24 soprattutto le patologie tempo dipendenti, quelle per le quali pochi minuti possono costare la vita. Ovvie  a questo punto le domande sulla contraddittoria dichiarazione della presunta mancanza di sicurezza, motivazione principale per giustificare la chiusura del P.S. di notte. I medici hanno risposto che manca l’emodinamica, una cardiologia adeguata, suscitando però altre domande da parte soprattutto dei  consiglieri regionali che non sono riusciti ad avere risposte puntuali e precise sul perché quello che si fa di giorno non si può fare di notte se venisse reintrodotto l’anestesista di notte e la situazione precedente. Non sono mancati scambi vivaci con i presenti, che hanno più volte rilevato contraddizioni soprattutto nelle risposte del dott. Minuto, il sindaco Nai ha ringraziato in particolare i consiglieri regionali presenti al sopralluogo, la disponibilità del nuovo direttore generale Odinolfi e ha sottolineato con forza l’importanza dell’ospedale di Abbiategrasso per il territorio. Pioltini a sua volta ha ricordato la presenza di tanti piccoli comuni, distanti da Magenta e quanto, soprattutto per la popolazione anziana, conti avere un P.S. il più raggiungibile possibile la notte, una percezione psicologica importante. Ma si è parlato anche di molto altro, i 20.000 accessi richiesti dal DM70 che c’erano nel 2009 e improvvisamente non c’erano più  nel 2016 quando è stata decisa la chiusura notturna, più d’uno ha fatto presente ai massimi dirigenti presenti che non si chiede un Dea ma un P.S. base come descritto proprio dal DM70 e che il Cantù ha sempre avuto. La cons. Strada di Civici Lombardi Europeisti ha più volte sollecitato risposte più precise, ammettendo come tutti i presenti, di non riuscire a capire… perché la notte il P.S. non può restare aperto e ha chiesto un ulteriore incontro tra un mese, per conoscere nei dettagli cosa prevede l’Azienda Ospedaliera per il futuro del Cantù. (Il sopralluogo di venerdì è stato ripreso in diretta, il video è disponibile sulla pagina Facebook dell’Eco). E.G.

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