Si può negare il depotenziamento?

ABBIATEGRASSO – Claudio Martelli, direttore del giornale “Avanti”, martedì sera, durante un programma di Rete 4 in cui si parlava di Covid, in un intervento ha citato come esempio anche l’ospedale di Abbiategrasso che si sta smantellando, affermava che ai territori si tolgono importanti presidi. Perché questo riferimento al politico e giornalista Martelli? Perché mercoledì mattina, 21 ottobre, è stata convocata una conferenza stampa nella Sala delle Bandiere del Cantù “per smentire voci di chiusura dell’ospedale”, questa la motivazione accennata in apertura e in chiusura dall’addetto stampa dell’Asst ovest milanese, Bessi. A rappresentare l’azienda ospedaliera la dott.ssa Chiara Radice, neo direttore medico degli ospedali di Magenta-Abbiategrasso, e il dott. Mummoli, primario di medicina dei due ospedali accorpati, il Cantù infatti dipende ormai da Magenta che, a sua volta, cede servizi a Legnano, il grande ospedale costruito grazie a un “project financing” che ora assorbe la maggior parte delle risorse dell’Asst ovest milanese che comprende gli ospedali di Cuggiono, Magenta, Abbiategrasso, lontani qualche decina di chilometri da Legnano e privi di collegamenti con mezzi pubblici. Ma tornando alla conferenza stampa (è possibile seguire la diretta Facebook sulla pagina dell’Eco) è sembrato da subito, dagli interventi dei due medici, che l’intento fosse quello di smentire la “chiusura”, enfatizzando “novità” che riguardano il Cantù. La dott.ssa Radice ha esordito annunciando che “da ieri è stato aperto il nuovo reparto sub acuti con 28 posti letto e con la possibilità di riabilitazione, vengono trasferiti da Legnano pazienti Covid in condizioni stabili”. Il collega Mummoli ha aggiunto che è stato acquistato “un ottimo ecografo che permette di effettuare l’ecografia al letto del malato”. E’ stato fatto loro notare che si tratta di una riapertura del reparto destinato a pazienti Covid in via di guarigione, reparto che era  già stato allestito subito dopo il lockdown, utilizzando, proprio come ora, il reparto al secondo piano, destinato alla degenza del Piede Diabetico, degenza ora accorpata al primo piano con l’ambulatorio. E’ stato confermato che la terapia intensiva  per l’Asst ovest milanese è a Legnano, che il Fornaroli di Magenta si occupa dei Covid acuti e che ad Abbiategrasso vengono ricoverati i pazienti positivi prossimi alla guarigione. E’ stato chiesto quanti posti letto in totale offra la struttura del  Cantù e quanti siano ora complessivamente i  degenti di tutti i reparti, ma questa e altre domande  sono  rimaste senza risposta. Di chi fossero le  “voci sulla chiusura dell’ospedale”, è stato chiaro quando su Facebook sono stati condivisi stralci degli interessanti interventi in tv di Claudio Martelli che citava anche il Cantù. Claudio Martelli in realtà non ha parlato di chiusura ma di smantellamento di ospedali, da sempre come il Cantù, importanti per quella sanità territoriale venuta a mancare e di cui ora si comprende l’importanza. Non è riuscito il tentativo, in conferenza stampa, di rassicurare e smentire lo smantellamento, iniziato con la chiusura nel 2016 del P.S. notturno e proseguito con una costante perdita di servizi di un ospedale storico, rifatto completamente di recente con una spesa di 30 milioni di euro. La realtà la conoscono bene gli 85.000 abitanti dei 14 comuni dell’abbiatense che vivono sulla loro pelle i disagi conseguenti a scelte politiche contrarie alle loro esigenze. E.G.

 

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