L'eco della città

Non ascoltati

ABBIATENSE – La Consulta con i sindaci dell’abbiatense aveva chiesto un’audizione ad Emanuele Monti, presidente leghista della Commissione Sanità regionale, per permettere ai Commissari, all’80% nuovi eletti e quindi all’oscuro dei problemi del Cantù, di ricevere informazioni per poter esprimersi e decidere con cognizione di causa, sulle sorti del nostro ospedale. Ebbene, alle ore 10 di mercoledì 10 aprile, in aula i commissari erano pochi, il presidente Monti ha concesso non più di 5 minuti a ciascuno dei 4 ammessi a parlare: il sindaco Nai, il presidente dei sindaci Marelli, la sottoscritta portavoce del Movimento dei Diritti del Malato e il consigliere Domenico Finiguerra. I nostri interventi sono disponibili nella diretta Facebook dell’Eco della città e dai verbali della Commissione III Regione Lombardia. Non riporterò quindi quelle che sono le nostre richieste di sempre: riavere i servizi  di base che avevamo fino al 2016 e che, compresa la presenza dell’anestesista rianimatore, rispondevano  a numeri e indicazioni previsti  dal DM70 per avere un ospedale e un P.S. aperto 24 ore. Abbiamo invece servizi depotenziati per rendere il più possibile non idoneo il nostro ospedale e declassarlo a semplice Presidio ospedaliero, un poliambulatorio e cronicario accorpato al Fornaroli di Magenta. Forse ci saremmo rassegnati se il Cantù non fosse stato, solo pochi anni fa, costruito nuovo e dotato di attrezzature eccellenti, ma ora non possiamo accettare di rinunciare ad avere un ospedale costato 30 milioni di euro, da sempre fondamentale per un territorio vasto, con strade problematiche perché o molto trafficate o di campagna. Quest’ultimo, tra l’altro, è uno dei motivi per cui il DM70, sempre citato dall’ass. Gallera, permette alla Regione una deroga per mantenere servizi  come i P.S. Siamo andati in Commissione a chiedere ai Commissari di credere ai propri occhi, li abbiamo invitati ad un sopralluogo, come avevano fatto i loro predecessori. Peccato che tanti Commissari, soprattutto di maggioranza, risultassero assenti, li abbiamo visti entrare solo ad audizione conclusa, compreso l’ass. Gallera. In difesa e condivisione delle preoccupazioni dell’abbiatense sono intervenuti i consiglieri di minoranza: Elisabetta Strada (Lombardi Civici Europeisti), Carlo Borghetti ( Pd), Gregorio Mammì (M5S), per la maggioranza solo Luca Del Gobbo che ha ripetuto sostanzialmente le motivazioni dell’ass. Gallera: l’ospedale Cantù deve trovare una nuova vocazione, 4 ospedali nell’ASST sono anacronistici, mancano medici e ha redarguito il sindaco Nai  dicendo che  l’ospedale è inadeguato anche perché non ci sono parcheggi. Abbiamo chiesto qualche minuto per replicare ma il presidente Monti ha concesso solo un minuto a Domenico Finiguerra che ha chiesto a Del Gobbo dove sono finiti i 6 milioni di euro,  stanziati  da anni, che devono servire anche per abbattere il vecchio ospedale e dotare di parcheggi interni il nuovo. Il leghista Monti ha frettolosamente chiuso l’audizione, sottolineando di aver dato “importanza e luci” all’argomento, di ritenere che il compito della Commissione Sanità sia esaurito e chedovrà essere il Consiglio Regionale a riprendere il documento della precedente Commissione che invitava alla riapertura e al potenziamento, “in ovvia prosecuzione del documento agli atti”. Ai numerosi sindaci e al pubblico presente è parso evidente che la Lega, anche se finora silente sull’argomento, sembra  d’accordo con Gallera, rendendo più che mai plausibile quello che ha sostenuto in audizione il cons. Mammì dei 5 Stelle: “La Sanità regionale è commissariata da Gallera”. Noi tutti continuiamo a sperare che così non sia e che la politica che decide, ascolti i bisogni dei suoi elettori, rispondendo concretamente, cambiando rotta.  Assessori  e  consiglieri regionali  arrivano a percepire 10.000 euro al mese, per risolvere i problemi, non per crearli. Il 7 maggio dobbiamo essere in tanti a chiedere  che il Consiglio Regionale ci restituisca il nostro ospedale che da 137 anni svolge un ruolo importante di cura per tutto il territorio. Enrica Galeazzi

 

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