ABBIATEGRASSO – Il colore rosso caratterizzerà questo Natale in tutta la penisola. Il colore rosso è il colore della festa e dell’amore per eccellenza ma quest’anno in particolare ha anche altre valenze. E’ il colore che corrisponde a una chiusura totale che, non pochi interpretano più come un’esigenza di questo governo che durerà fino a quando finisce l’emergenza e che quindi conviene mantenere il più possibile. Rosso è il colore del pericolo, il pericolo di un’emergenza sanitaria, difficile da affrontare ma senz’altro gestita in molti casi e regioni, con troppa superficialità e speculazioni. Sono sempre più in rosso i conti correnti di italiani che si vedono polverizzati i risparmi e i sacrifici di una vita. Tante le sfumature di rosso che si leggono sui volti di ristoratori, albergatori, taxisti…una lista molto lunga di persone deluse e arrabbiate, che si sentono offese e prese in giro per aperture e chiusure che sanno di sadismo. Tante sfumature di rosso che avremmo voluto evitare, preferendo riservarle a una luce calda sulla tavola, preparata con cura per accogliere finalmente i propri cari, perché il Natale è soprattutto ritrovare gli affetti, è condivisione, la festa più attesa dell’anno  dai piccoli per scartare i regali  ma anche dagli adulti che interrompono la routine quotidiana, che sono chiamati alla spiritualità o per lo meno a riflettere, a fare bilanci, che mai come quest’anno hanno bisogni di conversare, di ridere, di raccontarsi, e in tanti di piangere insieme chi non c’è più. Invece per molti non potrà accadere, soprattutto per scelte politiche, per un esercizio del potere che appare sempre più insensato, le regole ci vogliono ma devono essere chiare e di buon senso, invece c’è ancora chi, dopo l’ennesimo notturno DPCM, cerca di capire cosa potrà fare e quando. Dipendiamo da scelte incomprensibili che peraltro sembrano non servire per sconfiggere il virus ma a ridurre una moltitudine di famiglie in povertà oltre a limitare, come mai prima, la libertà individuale. Sarà un Natale diverso da sempre, un Natale in cui solo grazie alla solidarietà e, grazie a un diffuso volontariato, può diventare  comunque una giornata speciale. E per chi è solo, con parenti lontani, perché non si senta abbandonato, proponiamo di lasciare al n. 375.545 6298 dell’Eco, in forma anonima, il proprio numero di telefono, indicando se si ha piacere di essere chiamato o se si è disponibili a chiamare una persona sconosciuta, per uno scambio di auguri, per alleviare qualche tristezza, per sentirsi comunità, per aprire il cuore alla speranza, perché insieme ce la possiamo fare. E.G.

 

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