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Migranti e nuove generazioni, convegno al Bachelet

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ABBIATEGRASSO – Lunedì 9 aprile all’IIS Bachelet di Abbiategrasso si è svolto il Convegno sul tema “Migranti e Nuove generazioni: problematiche e prospettive”. Il Convegno si è svolto in un auditorium affollato, circa duecento gli studenti presenti, ad ascoltare il prof. Alberto Fossati che ha svolto una interessante relazione sulla cittadinanza e i due giovani stranieri, Marouen Bejaoui e Tawfiq El Sayed, che hanno portato la loro esperienza di integrazione, con gli aspetti drammatici vissuti e gli incontri positivi fatti. Il Convegno è stato organizzato dalla Commissione Cultura del Bachelet, ben coordinata dalla prof.ssa Anna Ricotti che ha introdotto il Convegno spiegandone le motivazioni educative e culturali. Uno è stato il filo rosso di tutto il Convegno, che la questione non è innanzitutto quella di definire un’idea, ma di entrare in rapporto con delle persone. Non vi è la questione delle migrazioni, vi sono persone che migrano, bisogna entrarvi in rapporto! La prima relazione è stata svolta da Alberto Fossati, avvocato e già sindaco di Abbiategrasso, che ha fatto una precisa e puntuale analisi storica, dall’editto di Caracalla ad oggi, fino ad arrivare a trattare  della discussione attuale dello IUS SANGUINIS e IUS SOLI, identificando la questione culturale di oggi, che è sempre più una visione aperta all’altro e non più su una astratta difesa della nazionalità. Hanno di seguito preso la parola  Marouen Bejaoui e Tawfiq El Sayed, due ragazzi stranieri che hanno raccontato la loro vicenda umana. Il loro racconto ha coinvolto gli studenti e le studentesse presenti, tanto che gran parte di loro ha voluto continuare l’incontro con loro oltre il tempo fissato. Marouen e Tawfiq hanno coinvolto tutti raccontando la loro esperienza umana, i drammi attraversati e le risposte incontrate grazie a chi li ha trattati come persone. In entrambi i casi è stata sia la loro determinazione sia l’aver incontrato uno sguardo umano ad aprire una prospettiva di vita positiva. Il Convegno al Bachelet ha così messo in evidenza che non esiste la questione dei migranti, ma vi sono persone, con una umanità e una storia, e che quindi bisogna fare una cosa molto semplice, incontrarle, conoscerle e vivere assieme a loro. Così si scopre che ciò che uno “straniero” porta è una ricchezza con la quale dà un apporto positivo alla nostra vita sociale. Questa è anche l’ipotesi della mostra “Nuove Generazioni. I volti giovani dell’Italia multietnica” che è allestita al Bachelet in questi giorni e che verrà presentata alle classi che hanno scelto di vederla. G.M.

 

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