ABBIATEGRASSO – Giovedì sera in Castello la Commissione Consiliare I°, presieduta dalla cons. Donatella Magnoni, ha invitato il presidente della Commissione Antimafia del Comune di Milano David Gentili e il consigliere Manuel Imberti del Comune di Buccinasco per conoscere quali strumenti amministrativi sono stati adottati in altri Comuni per contrastare la criminalità organizzata. Magnoni ha detto che si tratta di “un percorso dì lavoro fortemente voluto e condiviso con il consigliere Biglieri e che se si deciderà dì adottare questo strumento solo se condiviso sarà un segnale forte per la cittadinanza”. Le testimonianze e il confronto sono stati decisamente molto interessanti. David Gentili, essendo stato presidente della Commissione Antimafia di Milano dal 2012 fino all’ottobre scorso, aveva molto da dire visto che la mafia risulta radicata in Lombardia con risvolti criminali, soprattutto l’ndrangheta è presente in tanti piccoli Comuni, il relatore l’ha definita in queste piccole realtà “una sorta di quarto potere: oltre a carabinieri, sindaco, parroco, anche un referente mafioso, rispettato, temuto, che porta voti, che fa gli affari propri ma è un interscambio criminale”. Dalle inchieste emerge una presenza intimidatoria in realtà quali ristoranti, società sportive, ecc. Il tema principale dell’incontro è stato il ruolo della politica e delle istituzioni nei confronti delle mafie. Un Consiglio Comunale può combattere questo fenomeno criminale? La risposta di Gentili è stata un sì, suffragato dall’esperienza della Commissione che ha presieduto per quasi un decennio e che ha prodotto atti amministrativi per contrastare il radicamento mafioso e prevenire la corruzione. Ogni Comune ha il dovere di cercare di difendere nel suo territorio la sana e libera concorrenza contro il riciclaggio e può farlo con atti amministrativi che difendono l’imprenditore onesto da chi invece ricicla. Il Comune di Milano è stato il primo in Italia a istituire un ufficio che incrocia dati anagrafici con le licenze commerciali, i permessi a costruire, i tributi. Si è anche convenzionato con l’Agenzia delle Entrate per incrociare i dati con le dichiarazioni dei redditi e capire quindi se c’è un’operazione sospetta. Sono misure preventive previste dalla legge. E’un obbligo istituzionale tenere informative negli appalti pubblici sopra i 150.000 euro e ancor più oltre i 5 milioni, informative che rilascia la Prefettura, per conoscere eventuali contatti con la malavita. Si possono utilizzare protocolli, per esempio per distinguere le vere cooperative dalle false, una garanzia sul servizio e contro il riciclaggio. Si può aprire uno sportello di ascolto, fare convenzioni con ConfCommercio per informare, formare e tutelare gli imprenditori locali. Un’attenzione particolare la merita il ‘trasporto terra’, la Prefettura fornisce un elenco di aziende libere da legami mafiosi. Importanti sono anche i regolamenti per le assunzioni delle municipalizzate, perché non ci sia arbitrarietà. Il Consiglio Comunale controlla l’operato della Giunta e la Commissione Antimafia è giusto che sia, secondo Gentili, all’interno dello stesso Consiglio. Manuel lmberti, segretario cittadino della Lega a Buccinasco, è il consigliere comunale che, con un collega 5Stelle, ha promosso nel 2019 la Commissione Antimafia nel suo Comune, dove c’è una forte colonizzazione della mafia, che da Trezzano e Corsico si è sempre più espansa. La Commissione a Buccinasco si è trovata a parlare soprattutto di ambiente e di ‘movimento terra’ da parte dell’ndrangheta. 63000mq. sono risultati da bonificare, Regione Lombardia per bonificarne solo 7000mq. ha stanziato 2.400.000 euro. Quello che viene detto durante la Commissione, così come le votazioni, vengono secretate. L’11 ottobre scorso, dopo che hanno ucciso un boss del narcotraffico a Buccinasco, c’è stata una Commissione aperta al pubblico ed è nata in questa occasione una Commissione Intercomunale, perché il fenomeno mafioso non conosce confini ed è importante per le Commissioni dei Comuni fare rete. Mario Turla, esperto in antiriciclaggio, ha ricordato che “fin dal 1991 si prevedeva di contrastare il riciclaggio con segnalazione, ma le amministrazioni non hanno fatto nulla fino a quando non è stata istituita la Commissione Antimafia, il denaro si muove anche per essere riciclato, per esempio i rifiuti interrati producono un giro di soldi, si intrecciano una serie di convenienze, c’è un imprenditore che evade le tasse e deve smaltire, un professionista e i criminali che risolvono i problemi”. Una norma del ’91 si è potuto applicarla solo nel 2013 quando è stata istituita la Commissione Antimafia. La Pubblica Amministrazione quindi può dare un contributo importante per contrastare l’illegalità che c’è in tutti i territori. A questo punto è intervenuto il Segretario Generale Olivieri del Comune di Abbiategrasso, che ha raccontato come viene applicata la norma dagli uffici comunali. Ha citato il Piano triennale anticorruzione, uno strumento che dal 2013 viene approvato dalla Giunta che fa capo all’Anac, l’autorità per l’anticorruzione, un Piano preventivo per contenere i fenomeni corruttivi. Tra gli ambiti a rischio le gare d’appalto, sono previste verifiche e informative per eventuali infiltrazioni. Ad oggi, però, non sono state evidenziate anomalie. Ora il Piano anticorruzione è inserito nel Piao, strumento organizzativo integrale. L’informatica offre un controllo maggiore, gli appalti hanno un codice identificativo che li rende tracciabili. Ma, per questi aspetti, il Segretario ha invocato un giusto equilibrio, un controllo fatto con cautela e attenzione che non fermi o rallenti le iniziative. Il cons. Pusterla ha motivato la bocciatura, da parte della maggioranza del Consiglio Comunale, della proposta di istituire la Commissione Antimafia, ritenendo tale Commissione “simbolica mentre si intende fare qualcosa di concreto”. La sua domanda sulle competenze specifiche che deve avere chi fa parte della Commissione è stata poi ripresa dal cons. Ceresa che, visti i pochi mesi che mancano al termine della legislatura, non ritiene utile istituire tale Commissione. Donatella Magnoni si è detta convinta che istituire una Commissione Antimafia sia importante e un segnale anche per la cittadinanza, ma supportata da una Consulta di esperti con cui predisporre un regolamento che possa servire alla prossima amministrazione”. Più volte i relatori, rispondendo a domande e obiezioni, hanno confermato l’importanza di una Commissione Antimafia comunale e hanno sollecitato a istituirla anche ad Abbiategrasso. Enrica Galeazzi

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