ABBIATEGRASSO – È andato avanti. Così si riassume quello che è un evento tragico, la morte di Alfonso Latino, non una persona qualsiasi ma un Uomo che ha avuto sempre a cuore la propria comunità. Il suo valore come cittadino è direttamente proporzionale alle centinaia e centinaia di persone che martedì 10 settembre si sono raccolte nella chiesa di San Pietro per i funerali. Il suo valore come persona è inestimabile, non basterebbe un intero giornale per elencare tutto ciò che di buono ha fatto in questi anni, a partire dalla solidarietà per Accumoli dove ha portato un grande aiuto, solo uno dei tanti gesti che Alfonso con i suoi Alpini è riuscito a rendere unici. Alfonso anche nella morte è riuscito ad essere sé stesso: niente fiori per lui, forse inutili e dispendiosi, ma piuttosto donazioni, libere offerte da destinare all’Hospice, la stessa struttura che lo ha accompagnato nel viaggio più difficile. Riportiamo le parole dello staff dell’Hospice che su Facebook ha scritto: “Ha tagliato chili di formaggi, ha girato quintali di polenta, ha affettato salami interi per sostenere molte associazioni di Abbiategrasso. Tra le tante c’era anche la nostra: l’Associazione Amici dell’Hospice di Abbiategrasso. Noi però abbiamo avuto la fortuna di sdebitarci con lui, siamo riusciti a dirgli grazie a modo nostro. Abbiamo assistito Alfonso nell’ultima salita, quella più dura. E lui stesso, meno di tre settimane fa, ci ha confessato: ‘solo adesso capisco davvero il valore del vostro lavoro, comprendo appieno la qualità della vostra assistenza. In questi anni noi Alpini vi abbiamo aiutato, ma avremmo potuto fare di più. Se vi serve un’attrezzatura, se avete bisogno di qualcosa chiedetelo a noi. Sto anche pensando di organizzare un’iniziativa a vostro favore’. Noi lo sapevamo che il tempo era scaduto ma abbiamo annuito ugualmente. Eravamo colpiti, e un po’ divertiti, dalla sua voglia di aiutare gli altri. Lui, che in quella situazione aveva bisogno di aiuto, voleva spendersi per gli altri. Incredibile”. E’ stato celebrato Alfonso come persona ma tutti sappiamo che era molto di più, il capogruppo dell’associazione Alpini, capace di rendere Abbiategrasso una città unica, generosa, solidale, migliore. Rincuora, in parte, il fatto che Alfonso sia riuscito a celebrare, assistere e vedere la grande festa del centenario lo scorso maggio; nonostante la sua malattia, Alfonso ha promosso e organizzato l’evento con un’energia invidiabile, come solo lui sapeva fare. Lui che per distribuire fino all’ultima porzione di polenta ha preso acqua, pioggia e vento. Lui che ha creduto fortemente nella necessità di avere un presepe sotto l’albero di piazza Marconi, lui che ogni Vigilia di Natale stava fino alle tre inoltrare per offrire vino, the caldo e panettone ai ragazzi che uscivano dalla Messa, per tenere viva la tradizione, per creare comunità, legami. Lui che era sempre presente per chi si trovava in difficoltà, aiutando anche altre associazioni e altri paesi come quelli colpiti dal terremoto, lui che lottava per il suo parco, lui che nei primi di giugno era sempre pronto a farci gustare le ciliegie al parco degli Alpini… e noi non potremo più vederlo così ma ricorderemo come ci siamo sentiti, ben accolti e grati per la sua presenza e il suo impegno costante per il Bene comune. Spesso lo abbiamo intervistato e se avesse letto questo articolo avrebbe sicuramente detto “il ringraziamento più importante va ai miei Alpini, è grazie a loro che riusciamo a fare tutto questo”. Gli stessi Alpini che, ne siamo sicuri, non smetteranno mai di ricordarlo come non smetterà mai la nostra città. Ilaria Scarcella

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