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Lo stalking e i suoi pericoli, all’Itis un importante convegno con esperti

ABBIATEGRASSO – Lo stalking, derivante dall’inglese “to stock”, significa inseguire e pedinare un soggetto limitandone il benessere psico-fisico. Questo fenomeno, ormai in pieno sviluppo, è stato il protagonista del convegno “Orizzonti e Scuola verso la Libertà”, organizzato grazie alla collaborazione tra l’associazione “Orizzonti” di Vermezzo e la Scuola Secondaria IIS “Emilio Alessandrini” e tenutosi presso l’aula magna dell’Istituto stesso. Un’attività di ampliamento formativo per gli alunni, che necessitano di essere consapevoli e sapersi tutelare da un fenomeno quanto mai giornaliero. “Sono orgogliosa di presentare un progetto così importante per trasferirlo ai più giovani, la loro crescita personale ed umana è sempre stata la nostra finalità” interviene così Gina Arielli, presidente dell’associazione “Orizzonti”. Dopodiché il dott. Alberto Dones, vice-procuratore della Repubblica di Milano, ha introdotto la storia legislativa dello stalking: nel 1930 di fatto non esisteva una legge che tutelasse a pieno il reato di persecuzione, solo dopo un’attesa di 79 anni si è inserita nell’ordinamento una norma capace di sanzionare il reato persecutorio. L’illiceità dello stalking è di fatto strettamente legata ad altri tipi di reato, tra cui il bullismo, il cyberbullismo ed il femminicidio. I casi più gravi di stalking si sono riscontrati negli ambienti famigliari, anche se il fenomeno si è progressivamente diffuso anche nel contesto sociale: si pensi solo alle numerose star di Hollywood che vengono perseguitate dai fan. Alcune statistiche del 2014, derivanti da un’analisi sul territorio nazionale: il 91% degli autori del reato sono uomini, la durata media è di 14,6 mesi, nel 64% dei casi alla prima denuncia ne seguono almeno altre due, ed infine un dato traumatizzante è che nel 73% dei casi tra la vittima ed il carnefice c’è stata una relazione amorosa. Il fatto di conoscere l’identità del proprio carnefice è l’elemento più pericoloso per la vittima, poiché inizialmente si tende a minimizzare l’enfasi delle minacce, fino al momento in cui diventano realtà. Questo dato dimostra come la maggior parte delle vittime uccise o sfregiate siano diventate tali proprio per aver concesso la possibilità di avvicinamento allo stalker. Non appena si percepisce la situazione di pericolo è necessaria l’immediata denuncia, che molto spesso è frenata in primis dalla vergogna delle vittime ed infine dalla loro paura che le sovrasta completamente. Purtroppo i casi di stalking coinvolgono qualsiasi età; un esempio recente raccontato dalla dott.ssa. Annamaria Gatto, presidente del Tribunale di Pavia, riguarda un’adolescente diciannovenne che attraverso i social network perseguitava ed obbligava ben sei ragazze minorenni alla totale clausura nella loro abitazione con continui messaggi minatori; una situazione di estremo stress che ha portato all’allontanamento dalla città di una delle ragazze e al tentativo di suicidio di un’altra. “Non sottovalutate mai chi si introduce in modo subdolo nelle vostre vite, ed è molto importante parlarne con i genitori perché, superato il momento di vergogna iniziale, la via della libertà è poi sicura e certa” conclude così l’intervento la dott.ssa Cavassa. L’ultima tematica, affrontata dal dott. Pucci, riguarda il cyberbullismo; lo stalking infatti può avvenire esclusivamente attraverso applicazioni o social network, dove la vittima è continuamente bersagliata da messaggi minatori. Attenzione quindi alla linea sottile tra scherzo e bullismo, non sempre compresa. Durante il convegno è intervenuta anche l’assessore Graziella Cameroni, che ha espresso la vicinanza del Comune alle vittime di persecuzione attraverso lo Sportello Antenna del Centro Antiviolenza, che ha sede in via Cantore 2 (primo piano sopra la farmacia). E’stato, infine, presentato lo spettacolo “Laboratorio teatrale sulla legalità” organizzato dagli alunni dell’Istituto Lombardini, che attraverso alcune scenette hanno espresso le tematiche del bullismo, cyberbullismo e stalking. Un intervento che si spera possa essere il primo di una lunga serie di incontri sul tema della legalità, da portare in altre scuole e ad altri giovani, per sensibilizzarli prima che entrino nella vita adulta. Ilaria Scarcella

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