L'eco della città

Lettera/ Nuovo ospedale “part time”

Nelle manifestazioni che hanno portato alla ribalta della opinione pubblica le vicende del nostro  ospedale, negli interventi tra i comuni cittadini e i rappresentanti del nostro territorio, le frasi che più si rincorrevano sia in incontri pubblici che in lettere ai giornali erano “non riesco a capire” oppure “mi piacerebbe capire”. In effetti, non si riesce a capire come mai, dopo avere costruito i nuovi reparti ed essere stati completamente arredati, dopo avere inaugurato un nuovo pronto soccorso con una superficie di 900 mq con adeguati strumenti medicali di primo ordine, dopo avere attrezzato di tutto punto quattro nuove sale operatorie, dopo aver collocato il reparto di radiologia adiacente al nuovo P.S. e al Cup, dove hanno trovato collocazione nuove apparecchiature: una tac a 16 strati, due diagnostiche e un mammografo, tutto questo rimane sottoutilizzato. Dopo la costruzione dei due edifici nuovi con tutto quello che contengono in strumenti ed in tecnologie avanzate, un ospedale così importante, costato 30 milioni di euro, perché rimane semi vuoto o con servizi a part  time? Interrogativo a cui non si riesce a dare risposta. Mi ricorda una storia di alcuni anni fa quando ancora c’era l’Unione Sovietica che avevano costruito una linea ferroviaria attraverso la Siberia, con un lavoro eroico, che però non portava da nessuna parte. Forse anche qua da noi abbiamo barriere  da abbattere che ci dividono dall’essere cittadini ascoltati protagonisti del nostro tempo! Pierino Pedroni, Abbiategrasso

 

 

 

 

 

 

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