L'eco della città

“Le sette cose che non abbiamo ancora capito della Cina”. Ospite del Rotary Abbiategrasso l’ing. Paolo Borzatta, imprenditore e consulente internazionale

ABBIATEGRASSO – Un relatore poliedrico come conferma il suo curriculum. Laureato in Ingegneria nucleare, specializzato in Fisica ha lavorato al CERN di Ginevra, poi direttore della Dalmine. Ma anche Amministratore delegato di Ambrosetti Group Limited di Londra, coordina le attività estere in qualità di consulente di strategia aziendale per l’internazionalizzazione, l’innovazione e il new business developement. E’ autore di numerosi articoli e rapporti scientifici pubblicati su giornali europei e asiatici, autore di libri sulla Cina. E in particolare di Cina ha parlato ai soci rotariani: “Mi occupo di internazionalizzazione e business. – ha esordito l’ing. Borzatta – Ho fondato dall’85 aziende in Cina, mi rendo conto che facciamo ancora fatica a capire questo Paese tanto diverso, per questo citerò sette delle cose che l’Occidente e l’Italia non hanno ancora capito della Cina. Inizio dalla lingua che è specchio di una cultura, è dimostrato che per la lingua cinese, contrariamente alle indoeuropee, funziona la parte destra del cervello, il sinologo Francois Jullien in  ‘Pensare l’efficacia in Cina e in Occidente’ tratteggia i due modi di pensare. Il secondo elemento è la coesione, la Cina oggi è una nazione coesa, 1 miliardo e mezzo di persone che vogliono riscattarsi, la loro civiltà è molto antica, ci considerano dei barbari e vogliono essere riconosciuti, l’Italia non ha invece una visione altrettanto condivisa per il suo futuro. La terza cosa è che la Cina diventerà il mercato più grande del mondo, il loro reddito procapite, anche se ancora basso, in 20 anni si quadruplicherà e moltiplicato per numero di abitanti significa che hanno molto più di noi la possibilità di crescere e investire. Sono già i primi produttori di acciaio, energia elettrica… o ci siamo oggi in questo grande mercato o non ci entreremo più e vuol dire escluderci dal futuro. In Cina hanno investito 100 milioni di dollari in una scuola per preparare i futuri leader politici del mondo, il 60% e più dei frequentatori non è cinese. La quarta cosa che constato è che la Cina si sta chiudendo, i Cinesi sono oggi tra i più grandi produttori in diversi settori, dove stanno primeggiando, vedi gli elettrodomestici alimentati via onde, senza fili…non fanno più solo prodotti di basso prezzo ma di alta qualità. Dobbiamo batterli sulla velocità. Quinto: la Cina compete in tempi lunghi, la leadership è stabile, conservano a lungo la stessa visione anche se con qualche variazione. E’ il partito che decide la strategia, la scala gerarchica è doppia, governo e partito comunista e quest’ultimo è superiore. E’ anche meritocratico, per entrarci bisogna superare diversi esami, in Cina c’è corruzione ma è una sorta di benefit per chi ha fatto bene. Non ho mai trovato da nessuna parte uomini politici preparati quanto i cinesi, il sindaco di una città conosce tutto della realtà che amministra. Il presidente Xi Jinping, personaggio di notevole caratura, ha capito che deve ripulire il Paese, la speranza è che porti la legge, il consenso e la libertà, democrazia nel lungo periodo. Settima e ultima cosa: nessuno batterà la Cina,in un mondo multipolare con Stati in competizione amichevole, cosa dobbiamo fare per non farci sorprendere? Un’azienda quando cambia il mondo deve cambiare organizzazione, l’ultimo vero cambiamento dell’Occidente risale alla rivoluzione francese, non abbiamo mai cambiato il sistema di governo… Libertè, egalitè, fraternitè, erano il sogno nel ‘700, ora a cosa puntiamo? La mia personale convinzione è che se non ci poniamo degli obiettivi alti e condivisi, un sistema sociale migliore… diventeremo una colonia cinese”. E.G.

 

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