ALBAIRATESugli stand ormai rimangono pochi abiti incellophanati con cura come sempre è stato fatto da quarant’anni: è l’ultimo giorno di lavoro e la Stella, “Stellina” per tutti, è commossa: “Tutte ‘ste donne che mi hanno emozionato con le loro confidenze, con le loro storie”. Perché quando si va dalla Stella non si va solo per portare gli indumenti a lavare, ma anche per chiacchierare e lei ha sempre saputo ascoltare “le sue donne”: la tintoria come luogo di confidenze, cosa molto comune nei negozi dei piccoli centri. La Stella però non è stata solo chiacchiere&confidenze, ma anche professionalità e passione iniziate in una lavanderia di Porta Genova nel lontano 1964 e che col suo modo di fare, sempre sorridente e allegro, l’hanno resa un’istituzione albairatese. All’età di 13 anni da Cisliano tutti i giorni si reca a Milano dove fa la “piccinina” di tintoria e dove, tra l’odore della terribile trielina, impara a fare tutto: dalle consegne allo stiro professionale fino alla conoscenza dei tessuti e all’arte di fare sparire le macchie, anche le più indelebili. “Poi – prosegue – ho dovuto interrompere perché ho avuto la Carolina, mi limitavo a stirare in casa. Ho deciso di aprire un negozio tutto mio e ho scelto Albairate perché a Cisliano all’epoca c’erano due recapiti: due punti che ritiravano i capi sporchi. Con un leasing ho comprato la macchina per il lavaggio a secco, prima ero in via Marconi, poi da 35 anni sono stata qua in Pisani Dossi. Non ho mai messo l’insegna e tanta gente, soprattutto i nuovi abitanti, spesso non mi trovava: percorreva la via due, tre volte prima di vedermi” racconta divertita. Una vita dura e faticosa sia a livello di salute (respirare il cloro etilene l’ha resa asmatica) sia di famiglia: nel negozio albairatese la Stella, con sacrificio, ha dovuto crescere i suoi due figli e ultimamente capitava di vederla tenere a bada i suoi nipotini, Alberto e Lorenzo, mentre scorrazzavano tra le ceste e gli stand. Sul bancone, fino all’ultimo, ancora le schede dei clienti che lei per 40 anni, dato che non le trovava a misura, ha sempre compilato a matita: cancellava e scriveva, scriveva e cancellava sorridendo e senza perdere mai un colpo. E poi la mitica bomboletta di profumo che la Stella spruzzava sugli abiti prima di chiuderli nel cellophane per togliere il forte odore del lavaggio a secco, gesto raro e gentile che nelle lavanderie dei centri commerciali forse non hanno mai fatto. “Io sono un po’ più cara, ma la mia è sempre stata una lavanderia tradizionale e ormai siamo rimasti in pochi. Quando stiro controllo il capo ed eventualmente lo rilavo, invece nei centri commerciali fanno tutto di fretta e non ci mettono l’attenzione necessaria”. Scrivendo di questo incontro, tra passato e presente, c’è spazio anche per il futuro: da metà luglio arriverà Sabrina, giovane e volenterosa che ha studiato alla scuola della Stella. Intanto, in questo interregno fatto di passaggi di consegne, la Stella saluta, bacia e abbraccia chi la viene a trovare portandole fiori e anche i libri della storia di Albairate perché lei, forse, è stata più Albairatese che Cislianese. “Che tristezza!” continua a ripetere durante il nostro incontro, ma poi, pensando all’arrivo del terzo nipote, il volto le si illumina e la tristezza per un po’ se ne va. Ciao Stellina, benvenuta Sabrina! Simona Borgatti

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