GAGGIANO – Sabato 19 marzo presso la Biblioteca Comunale si sono incontrate la pittura e la poesia. A pochi giorni dall’inizio della primavera, stagione della fioritura, sono stati esposti i dipinti di Pierangela Bilotta. Filo conduttore delle opere in mostra è la rinascita di questa mezza stagione. Pierangela Bilotta è nata a Petilia Policastro, provincia di Crotone, nel 1973. Ha studiato al Liceo Artistico di Catanzaro. Grazie alla passione iniziale per la scultura, nel 1991 è entrata nell’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Nel capoluogo lombardo ha collaborato pure alla realizzazione di opere teatrali tenutesi al Teatro alla Scala. Sono intervenute, in ordine, le poetesse Agnese Coppola, Rossana Oriele Bacchella e Chiara Olivero. Entrambe hanno intrattenute il pubblico con la lettura delle poesie di Antonia Pozzi, una poetessa vissuta tra il 1912 e il 1938, morta suicida. Vissuta in pieno regime fascista, era figlia del podestà (erano chiamati così i sindaci durante il Ventennio) di Pasturo. Fin dall’adolescenza riesce a mostrare un carattere ribelle per il tempo, anche grazie alla nonna. Al Liceo Manzoni di Milano si innamora di un insegnante, che ricambia il suo sentimento, ma il padre decide di allontanarlo da lei. A soli ventisei anni compie l’estremo gesto “per disperazione mortale”, scrisse in un suo bigliettino. “Pierangela esprime attraverso l’arte un senso di rinascita e di trasformazione – ha detto Agnese Coppola – Noi siamo parte di questa natura e il mondo è una casa da abitare, perciò non va trascurata, né violentata, come siamo soliti fare. Abbiamo scelto come titolo della mostra ‘Dai vasti occhi’, un verso della poetessa Antonia Pozzi. Il senso di questo evento è unire le opere poetiche di quest’ultima con i lavori artistici di Pierangela”. Era presente Paolo Provasi, musicista che solitamente accompagna con la sua arte la produzione di autrici poco conosciute al pubblico. Così ha fatto durante l’incontro, intervallando con brevi ballate le poesie recitate. “È un’emozione condividere la mia arte. In questo periodo difficile ho tentato la realizzazione di fiori, un elemento naturale che non avevo mai riprodotto in vita mia, per arrivare ai frutti come in una sorta di metamorfosi”. Queste sono state le parole di Pierangela Bilotta. Paolo Borrelli

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