ABBIATEGRASSO – Sabato 23 novembre nei sotterranei del Castello, è stato proposto dal Comune lo spettacolo teatrale “Ricorditi di me, che son la Pia”, una replica da replicare ancora, a partire dalle scuole, per prendere coscienza, attraverso il racconto di Pia de Tolomei che Antonio Carnevale riprende da un canto della Divina Commedia e reinterpreta, per rilevare che le dinamiche tra uomo e donna, a distanza di secoli, sono cambiate di poco. Un lungo prologo (di cui trovate una diretta video sulla pag. Fb dell’Eco), prima dello spettacolo per parlare della realtà locale grazie a Giulia De Vincenzi responsabile dello Sportello Donna comunale, che ha fornito dati che riguardano il territorio. Nel 2018, 164 donne si sono rivolte al servizio Antiviolenza, di queste 45 sono abbiatensi, un centinaio hanno contattato lo Sportello Donna. Nel 2019, ad oggi risultano 21 al centro Antiviolenza, 16 le abbiatensi. La violenza di genere è un’emergenza mondiale di cui l’Italia è tutt’altro che esente. Ogni giorno la cronaca dà notizie di violenze e femminicidi, 88 al giorno, una ogni 15 minuti scrive il quotidiano La Repubblica. “Pia” attraverso l’attrice Elena d’Agnolo si racconta durante lo spettacolo, racconta le sue emozioni, che trasmette con il dialogo ma anche con diverse efficaci sfumature di voce, sguardi, gesti. Racconta il suo amore per il marito che la confina in una stanza di un castello lontano, chiusa a chiave e condannata per gelosia o forse chissà, per disfarsi di lei. Non è dato saperlo come dei tanti modi e “motivi” di violenza, fisica o psicologica, che ogni giorno troppe donne subiscono fino a morirne, per mano di un uomo che dice di amarle. Ma, come dice Pia e come ha ricordato l’attore che è anche l’autore del testo teatrale, Antonio Carnevale: “L’amore non può essere violento”. Se è così non è amore. Il rapporto tra uomo e donna sembra essere lo stesso dal 1300, un rapporto che, nonostante le molte faticose conquiste femminili, non è equilibrato e, altro messaggio importante, richiamato dalla consigliere Sara Valandro con delega alle Pari Opportunità per il Comune di Abbiategrasso, la chiave è “il valore delle parole”. Parole che spesso non sono dialogo, che sminuiscono la donna, la fanno sentire in colpa, le fanno perdere l’autostima, feriscono l’anima, parole che si tramutano anche in dramma, in morte. Ci vuole molto coraggio da parte delle donne a denunciare per difendere sé stesse e i figli, per cambiare in meglio la propria vita e per dare una possibilità di cambiare anche a chi è violento. Gli strumenti ci sono, dagli sportelli di ascolto che possono accompagnare in un percorso protetto, assicurando anonimato, tutela giuridica. Da luglio c’è una nuova legge, conosciuta come “Codice rosso” che accelera i tempi di intervento e inasprisce le sanzioni, un deterrente per chi commette reati di violenza di genere. Se Pia dei Tolomei riteneva di non avere alternative e giustificava il comportamento del marito, per tutte le “Pie” di oggi è possibile fermare la violenza, il primo passo è chiedere aiuto. E.G.

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