Perché secondo lei certi giornalisti e cittadini esprimono pareri negativi contro le Forze Dell’Ordine?

La sinistra non dice niente quando black bloc e centri sociali insultano, picchiano e sputano contro le Forze dell’Ordine e questo mi lasci dire è una vera e propria porcheria.
Un messaggio diretto e ben chiaro deve arrivare  a tutti quelli  a cui la sola idea di lodare un membro delle Forze Dell’Ordine gli provoca un’orticaria irresistibile e a tutti quelli sempre pronti a difendere i bravi ragazzi che manifestano contro i cattivi poliziotti che manganellano.
Lo sappiamo tutti, non c’è bisogno di ripeterlo alla fine è sempre colpa di chi indossa la divisa. E si perché anche quando le Forze dell’Ordine  fanno il loro dovere e consegnano  alla giustizia qualche delinquente il ritornello è sempre  il seguente: non sono eroi, hanno fatto il loro dovere e sono pagati per questo. Difficile rispondere quando il ragionamento appare così sciocco. Difficile ribattere a tale ignoranza. E invece no! Noi persone oneste e per bene, persone che credono e rispettano le istituzioni  dobbiamo ribattere ed incazzarci verso questi sinistroidi comunistacci e opportunisti che tutti i giorni offendono e criticano le Forze dell’Ordine. Dobbiamo difendere con tutte la nostre forze chi tutti i giorni rischia la propria vita per difendere la nostra. Dobbiamo lottare al loro fianco tutelarli tutti i giorni e difendere con tutti i mezzi a nostra disposizione i nostri eroi in divisa.
Ho letto articoli di giornalisti, se cosi si possono definire  o dichiarazioni di cittadini che sono a dir poco riprovevoli,  mirabolanti visioni su quello che sono o non sono gli appartenenti alle Forze dell’Ordine saccenti dissertazioni sull’assurdo concetto che se un Poliziotto, un Carabinieri, un Finanziere, un agente della Polizia Locale, un Militare o un Vigile del Fuoco o comunque un uomo in divisa  salva una vita è normale perché è pagato per farlo, mentre se lo fa un cittadino normale è un eroe.

Due pesi e due misure secondo lei Andrea Pasini ? 

Gli agenti sono  a mio avviso eroi silenziosi, professionisti al servizio del cittadino  che fanno tanto tutti i giorni con poco clamore.

Perchè  ad esempio entrare in due in una casa dove sono minimo in cinque che se le stanno suonando di santa ragione e riuscire a portare la situazione alla calma senza che nessuno si faccia male, per me è missione da eroi ; perché sedere per più di due ore al tavolo con un anziano che è rimasto solo ed ha bisogno, rassicurarlo, strappargli un sorriso e poi andarlo a trovare nei giorni seguenti diventandone amico, per me è missione da eroi ; perché convincere una donna maltrattata a denunciare il suo carnefice è indubbiamente una missione da eroe; perché ascoltare un minore picchiato e abusato, mantenendo la calma fargli una carezza, ricevere un suo disegno e rivedere il sorriso nei suoi occhi, per me è missione da eroe. E lo è anche ascoltare per ore le telefonate di persone sole o malate che chiamano perché non hanno nessuno con cui poter parlare e che potrebbe dargli un aiuto, la centrale Operativa ed un agente li ascolta e gli rivolge parole di conforto e di vicinanza è missione da eroi, oppure sedare  una rissa sempre in numero sicuramente inferiore rispetto ai partecipanti, entrare in case che bruciano o che crollano, incuranti di quello che accade solo per verificare che dentro non ci sia nessuno, strappare di mano un coltello od una lametta a chi ha deciso di salutare questa vita e scortare in ogni momento e ogni luogo chi è minacciato costantemente da mafie di ogni genere per me è missione da eroi.

Andrea Pasini Trezzano Sul Navigli,  le Forze Dell’Ordine per l’immaginario collettivo sono coloro che consegnano alla giustizia i delinquenti e che fanno le multe?

Assolutamente no! Gli agenti delle Forze Dell’Ordine fanno moltissime altre cose. Non ci dimentichiamo di quando ad esempio durante i terremoti Scavano, a mani nude, per salvare vite; tirano fuori dalle macerie mamme, papà, vecchi e bambini; piangono, in silenzio, quando arrivano troppo tardi; non si riposano finché non sono sfiniti; presidiano ogni centimetro del territorio, liberano le strade, fermano gli sciacalli, proteggono le opere d’arte. Sono gli eroi in divisa, Poliziotti, Carabinieri, Vigili del Fuoco, Forze Armate, uomini della Guardia Forestale e della Guardia di Finanza. Sono migliaia. Loro ci sono sempre. Sono sempre là, dove di loro c’è bisogno. Oggi sono ad Amatrice, Accumoli, Arquata, Pescara del Tronto, ieri erano ad Assisi, Colfiorito e L’Aquila. Oggi sfidano la polvere e il rischio di rimanere sepolti sotto i massi se arriva un’altra scossa, ieri erano in mare a salvare gli immigrati dal mare grosso. Li possono insultare e infangare, bastonare quando fanno il loro dovere nelle strade, mettere alla gogna, ingiustamente, senza mai sentirsi chiedere scusa da quel partito dell’Anti Divisa che aspetta sempre l’occasione giusta per puntare il dito contro l’una o l’altro l’importante e che indossino una uniforme, per chiedere un’indagine o un processo, ma guardandosi bene dal dare una metaforica pacca sulla spalla, fosse anche solo d’incoraggiamento, dopo ore, giorni, settimane passate in mezzo alla devastazione, al sangue, alla morte, ai pianti dei bambini senza più genitori o di quest’ultimi senza più figli. Si ricordano di loro, per rimproverarli, solo quando chiedono ciò che gli spetta, una paga dignitosa e mezzi funzionanti, o quando protestano per un accorpamento che ritengono penalizzante. Se ne dimenticano quando diventano i nostri eroi. Lì, in mezzo al nulla, di giorno, al caldo, e di notte, al buio, i poveri disperati possono contare su di loro, le divise.
Loro, le divise, sono la salvezza, sono la spalla sulla quale piangere. Sono loro che assistono anche i terremotati, abbracciano chi, stremato, non ce la fa più e si sente perso. Sono loro che chiedono ai superiori di continuare a scavare perché qualcuno, là sotto, potrebbe essere ancora vivo, pretendono di non fermarsi, di non tornare in caserma a riposarsi. Ce la possono fare, hanno ancora energia, e se proprio viene a mancare, allora ci si siede per pochi minuti, per poi rimettersi in piedi e ricominciare a scavare, a implorare quel silenzio che permette di sentire le voci provenienti dalle case crollate. Di notte camminano fra le macerie, lentamente, senza far rumore. E sempre di notte gli uomini quegli stessi uomini si  occupano, di presidiare tutti i luoghi danneggiati dal terremoto per evitare episodi di sciacallaggio. E tutto questo è tutto quello che quotidianamente , avviene in un normale turno di una qualsiasi pattuglia, ma di tutte queste cose nessun giornalista deviato da una idea politica sinistroide o nessun cittadino fan del politicamente corretto  ne parla mai. Mai un ringraziamento. Mai un riconoscimento da chi è invece sempre pronto a sottolineare i difetti. Forse non conviene raccontare  quotidianamente di quanta umanità e dignità profuma questa gente in divisa, dove magari è vero non tutti son santi ma nemmeno sono tutti delinquenti.

Chi critica e cerca di screditare le forze dell’ordine  non sa che ogni qual volta ad esempio un Poliziotto o un Carabiniere  sente la sirena  suonare pensa al collega pregando per lui perché l’intervento  finisca tutto bene. Chi nascondendosi dietro ad una penna o chi accecato dall’ideologia comunista o di sinistra in generale dovrebbe avere il buon senso o quanto meno la decenza di tacere e accettare che ogni giorno una sorta di esercito di eroi silenziosi, indossando una divisa troppe volte oggetto di disprezzo, cerca di rendere un po’ più vivibile il posto in cui viviamo tutti anche voi che quando siete tranquilli e sicuri criticate le forze dell’ordine ed invece quando avete paura o vi trovate in situazioni di difficoltà sono i primi che invocate e cercate per aiutarvi. Per cui abbiate il coraggio e l’umiltà  di chiedere scusa per l’odio ingiustificato che provate per questi veri e propri eroi in divisa che sicuramente nel momento in cui anche voi che tutti i giorni li offendere ed odiate aveste bisogno di loro, sarebbero i primi a correre per darvi una mano ed aiutarvi.

Andrea Pasini  Trezzano Sul Naviglio  

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