A cura di Enrica Galeazzi

ABBIATEGRASSO – Ottavio Albini è ingegnere, è nato e vive ad Abbiategrasso ma è anche cittadino del mondo perché spesso in viaggio per lavoro. Dopo un periodo alle dipendenze di un’azienda abbiatense che progetta linee per la produzione di elettrodomestici, si è messo in proprio. Ottavio Albini è una conoscenza condivisa con il compianto Sante Padovese che lo ha sempre stimato e indicato come esempio positivo, un modello per altri imprenditori e sollecitato a mettere al servizio della collettività la sua esperienza, concretezza, buon senso. Gli chiediamo quindi di raccontarci quel che fa e come raggiunge risultati ragguardevoli in un momento generale di crisi.

Di cosa si occupa la sua azienda? “La mia azienda ‘Asservimentipresse’ si occupa dell’automazione di presse, impianti che servono alla produzione di componenti in lamiera, dalle forchette a parti di elettrodomestici o di automobili, ecc. L’azienda è nata nel 1989, ci sono entrato nel ’93, era una piccola realtà in cui ho però intravisto grandi opportunità in quanto i concorrenti si collocavano sul mercato in una fascia molto bassa o, al contrario, in una molto elevata. Non era coperta la fascia intermedia un buon prodotto a un prezzo interessante come richiesto per esempio dal mercato tedesco che conoscevo bene per esperienze precedenti”.

Quali strategie ha messo in campo?  “Innanzitutto una presenza costante sul mercato, partecipando a tutte le fiere e senza tralasciare alcuna occasione di incontrare clienti o partners, comprese conferenze o manifestazioni di settore. Molto importante è la comunicazione, per farmi conoscere sono stati molto utili articoli e interviste comparsi su riviste specializzate, soprattutto quando ancora non si parlava di web…”

Quali sono i Paesi che frequenta per lavoro? Come si è creato i contatti? “Frequento soprattutto Paesi europei ma anche il Sudamerica, Cina, Africa del nord, il Canada. I contatti nascono durante le fiere o sfruttando la filiera di aziende che hanno prodotti similari e complementari. Ottimi risultati sono dovuti alle relazioni create con questi partners. Le relazioni umane sono fondamentali per creare un rapporto di fiducia, di simpatia, stima”.

Quanto sono importanti i nuovi mezzi informatici? Come riesce a utilizzarli al meglio? “I nuovi mezzi di comunicazione sono importanti come riferimento e come primo contatto per essere ‘trovati’ da nuovi clienti. Resta inteso che bisogna far girare il proprio nome creando un ‘brand’. Il nostro settore si chiama ‘asservimenti per presse’, ebbene l’ho registrato come marchio dell’azienda e in questo modo risultiamo immediatamente visibili, è come dire ‘pasta’ e chiamare così la propria ditta che la produce. E’ importante che il nome ricalchi il prodotto, più difficile trasformare il prodotto in un nome che lo caratterizzi. Alla carta stampata, ossia il tipico catalogo che raccoglie tutte le produzioni aziendali ma che viene in molti casi cestinato o archiviato, abbiamo aggiunto e preferito il mezzo informatico che le persone utilizzano di continuo. Abbiamo creato delle APP che i clienti possono utilizzare sul proprio cellulare per svolgere alcuni compiti quali ad esempoio il calcolo del numero di pezzi ottenuti da una bobina. Un servizio ritenuto molto utile che non li costringe più a calcoli manuali o col pc. Questa APP che è stata una mia intuizione e creazione fa sì che chi la usa ogni giorno, visualizza e ricorda la mia azienda e di conseguenza quando necessita di un impianto che costruiamo, si rivolge a noi. L’APP infatti si aggancia immediatamente al nostro sito Web, informa delle novità che proponiamo e permette al cliente di inviare direttamente le sue richieste. Non per questo abbiamo eliminato il cartaceo che abbiamo trasferito in un block notes con immagini-icone che, inquadrate e ingrandite con qualsiasi cellulare, permettono di vedere gli impianti in funzione. Nell’ ultima edizione della fiera più importante del settore che si svolge in Germania è stata posta una gigantografia del catalogo ed i clienti avvicinandosi con i loro cellulari potevano visualizzare l’impianto di loro interesse  in funzione”.

Quanto è importante il rapporto con le banche per un imprenditore? Come impostare al meglio questo rapporto? “Le ritengo una ‘droga’ per gli imprenditori, bisognerebbe poterne fare a meno perché indebitando eccessivamente l’azienda si potrebbe creare una spirale distruttiva che porta le aziende alla loro fine, inoltre i costi per aziende non in buona salute diventano elevati. In ogni caso le banche sostengono le aziende che hanno una situazione economica favorevole, anche perché il loro compito non è quello di regalare denaro a chi non è in grado di restituirlo. Le banche devono tornare a fare le banche finanziando progetti di sviluppo a lungo termine e seguirne l’evoluzione”.

Quali i pregi e i peggiori difetti del nostro Paese per gli imprenditori? “Il peggior difetto dell’Italia è la burocrazia e il fatto che le realtà locali non si interessano al tessuto produttivo per  sviluppare opportunità. La classe politica dovrebbe non lasciare sole le aziende ed eliminare cavilli burocratici e ciò che crea disagio. Un mio cliente in Germania che doveva ampliare la sua attività produttiva ha trovato un supporto totale dall’amministrazione locale. Me lo ha riferito con orgoglio, sottolineando l’efficienza del sistema politico nel suo Paese”.

Se fosse al governo cosa proporrebbe? “Una tassazione certa e fissa. La polverizzazione del carico fiscale determina perdite di tempo e un maggior esborso per continui balzelli e richieste che non permettono previsioni e calcoli annui più precisi”.

Se fosse al governo della città quali sono le prime 3 cose che farebbe? “L’amministrazione locale dovrebbe impegnarsi per sviluppare le attività produttive, il commercio dei piccoli esercizi commerciali, cosi facendo, la citta tornerebbe a vivere e si  avrebbe anche il beneficio di ridurre il traffico dei pendolari costretti ad andare altrove. Dovrebbero essere migliorati i servizi per i cittadini a cominciare dall’ospedale e dal Pronto Soccorso, i più importanti per una popolazione che invecchia e ha difficoltà maggiori anche negli spostamenti. Una città ordinata, pulita e sicura è il desiderio di tutti”.

Ottavio Albini non ha mai fatto politica attiva ma dalle sue risposte si comprende perché il caro amico Sante Padovese mi ha suggerito di intervistarlo e lo ha stimolato a condividere la sua preparazione, le sue proposte innovative, il suo buon senso,  “ci vuole un politico diverso – diceva – per una politica diversa, concreta e utile alla gente”.

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