ABBIATEGRASSO – E’ successo ancora, lo stesso 19enne capo della baby gang arrestato a marzo perché accusato con altri 8 ragazzi di rapine, minacce, lesioni, estorsioni, è tornato a colpire. Venerdì 12 luglio verso le 17 i Carabinieri hanno arrestato I.V. nullafacente e pregiudicato agli arresti domiciliari, perché accusato di rapina e lesioni a un 15enne, a cui, con una minorenne di 16 anni e un 18enne, entrambi con precedenti, ha sottratto il cellulare e 50 euro che aveva nel portafoglio. Ma non si sono limitati alle minacce, lo hanno accoltellato a una spalla e all’avambraccio. Il ragazzo ferito è stato soccorso e portato in codice giallo all’ospedale Fornaroli di Magenta. I Carabinieri non ci hanno messo molto a risalire ai colpevoli, peraltro già conosciuti e riconosciuti colpevoli in varie occasioni. Dei tre che sono scappati a piedi, il 19enne durante la fuga mentre attraversava la strada probabilmente imprudentemente, è stato investito da un’auto e nonostante necessitasse di essere medicato non ha chiesto aiuto e si è rifugiato in casa sperando di farla franca, invece i Carabinieri lo hanno raggiunto ed è stato portato al P.S. dell’ospedale San Carlo di Milano dove è stato curato. Il giorno dopo, sabato mattina, è stato sottoposto al processo per direttissima ed è finito in carcere a Pavia. Il carcere, le comunità, le misure prese finora per indurre dei cambiamenti comportamentali in tanti giovani che delinquono non sembrano ottenere risultati soddisfacenti. Si assiste impotenti a una maleducazione imperante, comportamenti asociali, vandalismi inaccettabili per mancanza di rispetto dei beni comuni, del denaro e del lavoro altrui. Scorribande di ragazzini annoiati che si divertono, o pieni di rabbia per vissuti familiari di cui il prossimo con cui se la prendono non ha colpa. Un bisogno grande di approvazione e gratificazione che si vuole ottenere dal branco o band che dir si voglia, con azioni pessime, false dimostrazioni di “coraggio” che in realtà è codardia perché prendersela con persone più deboli, forti di essere in gruppo, come in questo caso, misurandosi  armati con un ragazzo più piccolo, un 15enne, non è certo da eroi. Anzi è da pusillanimi, sono reati, azioni da delinquenti. E.G.

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