L'eco della città

Giovani “Musica dal cuore…alle mani” (dalla videointervista a Marianna Combi)

ABBIATEGRASSO – La scorsa settimana avevamo scritto e postato su Facebook una notizia che subito ha coinvolto e avevamo invitato Marianna Combi a venirci a trovare all’Eco della Città. Ci ha raggiunti giovedì 11 gennaio col suo ragazzo Alessandro che è anche autore di alcuni suoi brani, riportiamo l’incontro  nell’articolo che segue. Abbiamo letto di te sul quotidiano Il Giorno di domenica 7 gennaio che sarai a Sanremo Young dove canterai anche…con le mani e la tua canzone che hai composto e postato su Fb si intitola “La voce nelle mani” ovvero affidi testo e ritmo al lingua dei segni per i non udenti, ai segni delle tue mani… Vogliamo conoscerti meglio e farti conoscere, partendo col chiederti cos’è per te ‘cantare’? Marianna: “Per me cantare è un’emozione che porto con me da 10 anni, ho iniziato quand’ero molto piccola, è iniziato come un gioco ma ora è l’unica realtà che desidero vivere per sempre. Cantare è il mio sogno è l’obiettivo di vita ed è un’emozione che non potrà mai finire. Vivere emozioni così belle soprattutto alla mia età non ha prezzo”. Che cosa canti? Qual è stato il tuo percorso musicale? “Canto tanti inediti che scrivo da 4 anni, da quando mi sono dedicata anche da un punto di vista autoriale grazie alle esperienze che ho avuto vincendo una borsa di studio del Cet di Mogol. Un percorso faticoso, di sacrifici, con il grande appoggio di mia madre e con la fortuna di lavorare con persone che l’hanno reso fantastico, persone come la vocal coach Paola Folli di X Factor, da Ron stesso, ho frequentato la sua scuola per 4-5 anni, fino al mio attuale insegnante di canto che mi porterà, spero, lontano…” Quanto conta il talento, una bella voce e quanto lo studio? “Nel mondo della musica conta essere bravi ma soprattutto essere riconoscibili, è un mondo per tutti e non per pochi,a porte aperte ma bisogna saper coinvolgere, emozionare, essere il cambiamento che il mondo vuole vedere. Ho 17 anni, ho molto da imparare, quanto dico si basa su quanto mi è stato insegnato”. Come sei  arrivata alle audizioni e alle selezioni di Sanremo? “Ci sono arrivata…per caso, mi sono iscritta all’area Sanremo, un concorso, ho partecipato alle  selezioni di luglio a Legnano fino a frequentare a ottobre e novembre una settima di Accademia Sanremo. Sono arrivata in finale ma il destino non ha voluto che fossi tra gli 8 finalisti. E’ stata comunque una bellissima esperienza, ho incontrato produttori e discografici che mi han fatto capire che questa può essere veramente la strada giusta per la mia vita, quindi non canterò a Sanremo. Dopo questa sorta di sconfitta che ho messo nel mio bagaglio di esperienze, mi sono candidata a Sanremo Giovani, un talent show diretto da Antonella Clerici. Mi sono iscritta per portare avanti il mio progetto LIS, cerco ogni volta di usufruire di un canale, di una trasmissione televisiva con un indice di visibilità alta il mio progetto di portare la musica anche alle persone sorde, con disabilità, a chi è meno fortunato…” Come ti è venuta l’idea di usare la LIS, lingua dei segni? “Ho iniziato a usare la lingua dei segni quando la città di Abbiategrasso ha organizzato un corso di sensibilizzazione che si chiama ‘Comunicando’ e in quel frangente ho conosciuto Lisanna, una ragazza sordomuta con cui oltre a un rapporto di lavoro è nata un’amicizia e, volendole bene, durante la nostra frequentazione ho capito che tra le sue difficoltà c’era la mancanza della musica. Allora mi venne in mente questa idea e lei ne fu felice. E’ per lei che ho scritto la canzone che ho pubblicato qualche giorno fa sul mio profilo Fb. L’idea nasce dal desiderio di rendere la musica un’emozione per tutti…” Ti sei già esibita per un pubblico di non udenti? Quali le reazioni? “Sì, mi sono esibita e ho avuto molti riscontri  soprattutto sui social. Sono molto contenta perché la comunità dei sordi attendeva questo cambiamento. Ci sono tante barriere sociali nella nostra vita e ciascuno di noi può fare tanto, con poco…” Alessandro che cosa ci puoi dire di Marianna, che cosa scrivi per lei, quali messaggi..? “Io per Marianna cerco sempre di usare le parole migliori, anche se non è facile trovare l’ispirazione specialmente quando si deve scrivere per una cantante che ha una voce fuori dal comune e soprattutto bisogna cercare di stare dentro al suo progetto. Bisogna ricercare le emozioni più grandi per trasmetterle attraverso il testo e comunicarle al pubblico”. Auguriamo a Marianna e Alessandro un grande, meritato successo! E.G.

 

 

 

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