ZELO – In questi giorni di fusione per i comuni di Zelo e Vermezzo, abbiamo deciso di accogliere e
dare la giusta eco all’urlo e la rabbia di alcune famiglie zelesi che si sentono abbandonate e ignorate
dal loro Comune. Lo sdegno è quello dei genitori di due ragazzini con disabilità, che da alcuni mesi
non ricevono i servizi che per legge andrebbero loro garantiti dal Comune di residenza.
Roberto Guarino ci ha parlato delle problematiche di suo figlio che, terminate le scuole elementari,
ha iniziato da qualche settimana le scuole medie a Vermezzo, ma questo passaggio, già difficoltoso
di suo, è stato reso ancora più problematico. In modo dettagliato e con documenti alla mano, i
genitori hanno esposto il problema ricordando che per legge, nell’orario scolastico, ogni bambino
disabile o affetto da autismo ha diritto ad un certo numero di ore di assistenza garantite dal
provveditorato, e un certo numero di ore di assistenza garantite dal Comune di residenza, per un
totale di 36 ore. A quella di Roberto Guarino si è aggiunta la testimonianza di un altro papà, Paolo
Ceccoli, anche lui zelese, alle prese da tempo con lo stesso problema: i loro figli hanno diritto a 18
ore settimanali di assistenza statale, regolarmente fornita, e altre 18 ore che dovrebbero essere
garantite dal Comune. Negli scorsi anni, quando c’era l’Unione tra Vermezzo e Zelo, i due ragazzi
sono stati assistiti sostanzialmente nel modo corretto, ma da quest’anno, decaduto l’accordo
presente con l’Unione, sono iniziati i problemi. Come ci raccontano Paolo e Roberto, “le ore
garantite ai due minori non sono più nemmeno 15, facilmente compensabili fino a 18 con terapie ed
altre attività, ma bensì meno della metà: 7 ore”. Crediamo sia doveroso da parte dell’informazione
accendere i riflettori su questo grave problema. Le ripercussioni gravano tutte sulle famiglie, sia a
livello economico che pratico, ma il problema deve riguardare tutti i concittadini e gli
amministratori. Paolo e Roberto ci hanno raccontato i numerosi tentativi di ottenere soluzioni o
soltanto risposte concrete e sincere alle loro problematiche: hanno spedito e-mail, lettere e richiesto
incontri. “La risposta è che ormai il bilancio è stato fatto e che non ci sono i fondi per poter
aumentare le ore. – afferma Roberto – Oltre al disappunto di sapere che la nostra situazione non è
caduta sulle spalle del comune improvvisamente, che quindi un sindaco attento e capace avrebbe
dovuto saper affrontare la questione al momento della compilazione del bilancio, mi fa e ci fa
ancora più rabbia sapere che la sua scusa è che non si possa metter mano al bilancio, cosa che non
mi risulta… Si tratta di scelte. Si può scegliere ad esempio di spegnere prima i lampioni, piuttosto
che organizzare meno iniziative… Penso ci siano i modi per dare a chi ne ha bisogno ciò che per
legge gli va dato, nulla di più!” Un disagio grave che riguarda diverse famiglie, ci assicurano Paolo
e Roberto. “La questione è stata superficialmente affrontata, o meglio quasi dimenticata, dalla
giunta zelese. Più volte abbiamo contattato il sindaco e più volte si è rimandato ad una prossima
decisione o trattativa con Vermezzo”. Roberto Guarino già questa estate (in cui suo figlio ha dovuto
rinunciare al centro estivo perché il servizio di assistenza non è stato più garantito, costringendolo a
numerosi sacrifici) aveva avvisato più volte il sindaco Raimondo, già preoccupato che la stessa
problematica si presentasse a settembre in orario scolastico. Come difatti è avvenuto. “Il Comune ha
il dovere di garantire queste ore e molti Comuni in Italia sono stato condannati per queste
inadempienze”, sottolinea Paolo. Ora la questione, approvata la fusione, passerà al prossimo
sindaco, ma i figli di Paolo e Roberto non possono aspettare, meritano e hanno diritto a risposte e
soluzioni nel più breve tempo possibile. Domenica in occasione del voto sulla fusione abbiamo
presentato il problema ad Andrea Cipullo, il quale ci ha confermato che esaminerà la questione ma
che per ora sarà ancora una questione da risolvere a Zelo. Col nuovo anno, anche grazie al
passaggio della fusione, con l’approvazione del nuovo bilancio si impegnerà per quanto possibile a
risolvere la questione. Ma per ora è il Comune di Zelo a cui fare riferimento. E per questo giriamo

all’Amministrazione zelese l’ennesima richiesta di soluzioni da parte di queste famiglie, sperando
che magari attraverso il giornale abbia più “Eco”. Luca Cianflone

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