L'eco della città

Che fine ha fatto la Consulta per l’ospedale?

ABBIATEGRASSO – Martedì scorso sono state trattate l’interrogazione la mozione dibattito presentate il 20 settembre da Cambiamo Abbiategrasso e rimandate per due volte. L’interrogazione presentata dal cons. Cattoni (Cambiamo Abbiategrasso) ha messo in risalto la tempistica della Consulta per l’ospedale, “istituita da Nai, nonostante il problema  del depotenziamento in atto, molto sentito dalla popolazione, solo nel 2018, un anno dopo il suo insediamento e, dopo averne preteso la presidenza, annunciare le sue dimissioni il 6 febbraio 2019, rinunciando di fatto a far valere con Regione Lombardia, forse per salvaguardare i suoi contatti, il diritto a riavere un P.S. h24 e un ospedale funzionante”. Nai  gli ha risposto: “Rigetto completamente queste considerazioni. Non devo rendere conto a nessuno in Regione, sono stato votato dagli abbiatensi. La Consulta ha ottenuto risultati ma si dice che ho rallentato i lavori. Il P.S. è stato chiuso nel 2016, non è facile riaverlo ma non mi arrendo. Nel prossimo Consiglio porterò una base di nuovo regolamento della Consulta, al fianco di tanti cittadini, con il Comitato Intercomunale, nell’interesse dell’intera città. E’ stata ottenuta una delibera importante dalla Regione che non ha avuto seguito, siamo andati a Roma ma non si è mosso niente. L’ospedale Cantù ha tutte le caratteristiche per fare bene, vedi il reparto Covid”. Cattoni ha affermato: “I fatti, sig. sindaco, dicono che la Consulta in tre anni e mezzo ha lavorato solo un anno e mezzo con  forti discussioni al suo interno  ma si poteva fare di più. Rimetta subito in funzione la Consulta”. All’interrogazione è seguita subito la mozione-dibattito sullo stesso argomento. Il cons. Cattoni ha ricordato la vicinanza di Nai all’assessore lombardo alla Sanità, Gallera, l’incontro in Annunciata in cui Nai non ha aperto bocca per il Cantù, ecc… Cattoni ha proseguito con “Mi aspettavo delle scuse da Nai e non l’arroganza con cui ha parlato ora e aspetto di ascoltare i consiglieri di maggioranza”. De Marchi (Cambiamo Abb.) ha testimoniato che : “Avendo sempre partecipato alla Consulta dico, sindaco Nai, che non è vero che si è impegnato e quando gli è stato chiesto di alzare la voce con la Regione, lei e la sua maggioranza avete preferito non disturbare Gallera…” Cameroni (Pd): “La Consulta è stata abbandonata da 8 mesi da Nai mentre sarebbe servita in modo particolare in questa emergenza sanitaria per supportare la medicina territoriale ma c’è un immobilismo totale”. Denari (M5S) ha contestato al sindaco “dalla Consulta solo chiacchiere, ricordo che la mozione in Consiglio Regionale  è stata presentata da un consigliere regionale 5 Stelle. Il sindaco annuncia le sue dimissioni in febbraio e tutto tace per 9 mesi, mi è difficile pensare che non ci sia malafede”. Serra (G.Misto) ha proposto  di “fare rete con gli ospedali di Cuggiono e Magenta perchè Legnano assorbe tutte le risorse”. Finiguerra (Cambiamo Abb.) ha rilevato il tentativo di Nai di sconfessare il suo legame con Gallera, documentato da foto e interventi in campagna elettorale. “Il sindaco – ha detto Finiguerra – si è sempre barcamenato da un lato per non mettere in difficoltà Gallera e dall’altro per far figurare in città che si dà da fare per l’ospedale che, intanto, ha continuato a perdere pezzi, col suo silenzio”. Lovati (Nai sindaco) si è detto indignato: “Gli interventi di questa sera hanno passato il limite, ringrazio il sindaco per la calma che riesce a mantenere. Solidarietà al sindaco, sappiamo le difficoltà che sta vivendo dovute anche all’incapacità del governo centrale”. Solidarietà al sindaco anche da Magnoni (Lega) “per quanto si è sentito stasera, che è incommentabile”. Biglieri (Pd) ha invece ricordato che “la Sanità è prevalentemente di competenza regionale e che la chiusura del P.S e il depotenziamento del Cantù è una decisione regionale”. Ha quindi proposto “una discussione pubblica con i sindaci del territorio” e ha invitato Nai ad occuparsi dell’attuale assetto dell’ospedale e della medicina territoriale, visto che come sindaco è il primo responsabile. Ha concluso il dibatto il cons. Cattoni (Cambiamo Abb.) dichiarando la sua delusione  per il mutismo sull’argomento dei consiglieri di maggioranza: “Lasciate che Regione Lombardia faccia quello che vuole, a pagare sarà la città”. E.G.

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