ABBIATEGRASSO – Le sorprese non mancano di certo in questa tornata elettorale, a parte i candidati a sindaco che già si sono presentati e che lavorano alacremente per la loro campagna elettorale e che sono in ordine cronologico Domenico Finiguerra (lista civica Cambiamo Abbiategrasso), Barbara De Angeli (Movimento5 Stelle), Cesare Nai (centrodestra) a cui si è aggiunta l’ufficialità per Luigi Tarantola, quinto candidato con la civica Ricominciamo Insieme, il già dato per scontato candidato del Pd, l’ass. Granziero, in settimana è stato invece messo in discussione. A dir il vero dallo stesso Pd da mesi giungevano avvisaglie di malcontento e la richiesta di ricorrere alle primarie per scegliere il candidato sindaco, voci e domande che avevamo riportato e rivolto al segretario Biglieri che le aveva categoricamente smentite. Recentemente, dopo che il sindaco Arrara ha deciso di non ricandidarsi, è stata ufficializzata la candidatura di Emanuele Granziero, sostenuta anche dal segretario provinciale Bussolati. Mentre si attendeva di conoscere la data di presentazione del candidato e delle liste rappresentative del centrosinistra, venerdì scorso 37  politici e cittadini  hanno invocato con un comunicato le primarie del centrosinistra. Tra i 37 l’attuale presidente del Consiglio comunale Adriano Matarazzo con gli ex sindaci Fossati e Ceretti, i consiglieri Buzzi e Balzarotti, diversi giovani come Michele Fagnani e Angelo Nigro. Un comunicato a cui è seguito poco dopo l’appello di Claudio Pirola, a nome dell’associazione Zyme, “E’ un’iniziativa inclusiva – scrive Pirola – e non escludente quella che anche alcuni membri della nostra Associazione hanno sottoscritto a favore di Primarie cittadine. L’iniziativa è anzitutto un invito ad un confronto comune per cercare di far sintesi rispetto a metodi e contenuti al fine di offrire alla città un progetto condiviso e non divisivo come alternativa a tanti frazionamenti e protagonismi personalistici che stanno popolando lo scenario ‘politico’ abbiatense. Naturalmente questo appello è rivolto senza alcun pregiudizio anche al Pd, che delle Primarie ha sempre fatto un proprio cavallo di battaglia, con l’auspicio che, al di là dell’attuale presa di posizione di alcuni membri della propria classe dirigente locale, possa contribuire nel suo insieme a rafforzare questa idea in un’ottica di libero e costruttivo confronto nell’esclusivo interesse della città di Abbiategrasso”. Se la richiesta di primarie dei 37 firmatari non ha sorpreso chi ha seguito la cronaca politica della legislatura che sta per finire, il comunicato successivo ha ‘scoperchiato’ e dimostrato quel che bolliva in pentola da tempo anche tra gli iscritti al Pd e che era stato smentito dai dirigenti. Sei nomi di peso, per lo più di persone che hanno svolto ruoli istituzionali, un gruppo di iscritti al Partito Democratico comunica che in questi mesi ha avuto una posizione diversa dalla maggioranza del Partito. Giuseppe Curatella, Alessandro Mola, Leonardo Cognetti, Roberto Porati, Francesco Lampugnani, DeGiovanni Roberto scrivono che (il comunicato è pubblicato per intero in questa pagina) è ancora possibile “intervenire  con le primarie, lo strumento che ha contraddistinto la selezione delle candidature del Pd dalla sua nascita e che oltre ad un leale e aperto dibattito,   produce a nostro avviso l’allargamento del consenso”. Le primarie appaiono come un estremo tentativo di riunire un centro sinistra in difficoltà, basteranno a superare le ‘scaramucce’ continue, le scelte della maggioranza o meglio del Pd, spesso criticate dalle liste civiche che pure la compongono? Domenica 19, un’assemblea degli iscritti per decidere, nel pomeriggio il commento di chi si definisce ‘da sempre comunista’: “Non hanno accettato le primarie, hanno sbattuto la porta ma vanno a sbattere” lascia intendere  anche una frattura interna e mette in dubbio il sostegno unanime dei Pd a Granziero. Intanto i richiedenti le primarie si accingono ad organizzarle per esprimere un altro candidato che sarebbe il sesto in corsa per la poltrona di sindaco e si arriverà a 7 se l’Officina decidesse di non appoggiare Granziero. E.G.

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