ABBIATEGRASSO – Andrà in scena venerdì 4 novembre alle ore 21.00 al CineTeatro “Al Corso” in corso San Pietro lo spettacolo “Delirio a due”, sotto la regia di Lorenzo Cordara, che vedrà sul palco Chiara Maganza e Andrea Fabbri, già applauditissimi nell’assaggio che di questo spettacolo hanno dato durante la passata edizione di “Rebelot”. In molti ricorderanno quel “delirante” continuo (e divertente) battibeccare tra una giovane coppia, brillantemente interpretata appunto da Chiara e Andrea, protagonisti dello spettacolo che si ispira ad un’opera di Eugène Ionesco, celebre drammaturgo francese del ‘900 che privilegiava il tema dell’assurdo. E difatti “Délire à deux”, una sua opera minore datata 1962, è perfettamente collocabile nel teatro dell’assurdo, che non dà risposte ma pone molti interrogativi sul mondo, sulla vita, su noi stessi. I due protagonisti, che non hanno nome (hanno valore simbolico, chiunque potrebbe essere uno di loro ed entrambi), in un incalzante botta e risposta continuano a rimproverarsi, criticarsi, discutere su tutto…senza mai raggiungere una “soluzione”. Sta proprio qui l’assurdo, l’incapacità di trovare punti di incontro (se non per brevissimi attimi e contatti fisici che lasciano ben sperare il pubblico, che sembra quasi attendere con ansia la “pace”). Lascia spiazzati l’inutilità delle loro discussioni che non portano a niente… Ognuno di noi si potrà facilmente immedesimare, attingendo esempi dalle proprie esperienze personali.  “Lo spettacolo – ci spiega il regista Cordara – si basa su tre conflitti. C’è un conflitto esterno, forse una guerra, non specificata, di cui non si sa niente… ma gli scoppi che si avvertono danno modo ai due protagonisti di avvicinarsi oppure far nascere nuovi rimproveri. Gli altri due conflitti sono tra lei e lui e con sé stessi. Abbiamo lavorato molto su questo spettacolo, lo stiamo preparando da dieci mesi, è stato impegnativo ma appassionante e interessante. Abbiamo deciso di usare pochi elementi in scena, un teatro povero ed essenziale. Ci sono dei parallelepipedi e dei cubi che continuano a trasformarsi… un po’ come i protagonisti, uno vestito di bianco con un dettaglio nero e viceversa. Ogni 4 minuti la scena cambia e tutto si ribalta nuovamente. Poco per volta abbiamo sviscerato il testo, cercando di capire il ‘mondo interno’ dei due personaggi, perfezionandolo man mano fino a definire ogni piccolo dettaglio, a calibrare ogni stato d’animo. Le emozioni sono in continua trasformazione ed evoluzione. Uno spettacolo degli anni ’60 ma che è sorprendentemente contemporaneo”. La rappresentazione è impreziosita dal commento musicale a cura di Alberto Pagani, musicista tastierista. Si è lavorato non solo sulle parole ma anche sui suoni, che si incastrano perfettamente, in simbiosi tra gli attori e il musicista. Un’opera che si presta a diverse letture e in cui tutti possono ritrovare e “riconoscere” qualcosa di sé e delle proprie relazioni con gli altri e con il mondo. Una provocazione rivolta all’indifferenza verso ciò che accade fuori di noi, guerre e conflitti ben più gravi ma che per qualche ragione “non ci tangono”; una riflessione sull’assurdità di combattere situazioni complesse senza soluzioni, quando l’unica vera soluzione sarebbe non combatterle ma accettare la contraddittorietà del mondo e di sé stessi, per poter ritrovare un’autentica “pace” interiore. Uno spettacolo imperdibile. Per informazioni e prenotazioni. 348.4749641 o delirioadue@gmail.com. Posti numerati, ritiro biglietti prenotati dalle 19.00 alle 20.30. S.O.

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