L'eco della città

Contro il depotenziamento dell’ospedale

Studio Sally Abbiategrasso - Organizzata dal movimento per i diritti del cittadino ammalato una serata di confronto pubblico sul tema dell'ospedale Cantu' nella foto Marco Bessi presidente del movimento legge la relazione introduttiva foto Roberto Garavaglia - Studio Sally

ABBIATEGRASSO – Il Direttivo del Movimento per i Diritti del Cittadino Malato riunitosi il 22 settembre comunica la decisione di continuare la raccolta firme contro il depotenziamento dell’ospedale C. Cantù e per chiedere, al contrario, il suo rilancio. “Un rilancio doveroso visto l’impiego di oltre 20 milioni di euro di soldi pubblici, spesi per la nuova struttura che comprende le nuove sale operatorie, apparecchiature d’avanguardia vedi la radiologia e non ultimo il nuovo P.S. con 4 letti di Osservazione Breve Intensiva. Una struttura nuova per continuare l’importante e  irrinunciabile servizio che dal 1910 viene offerto non solo ai cittadini abbiatensi ma anche ai cittadini dei paesi limitrofi. – spiega il presidente del MDCM, Marco Bessi – Le firme raccolte saranno consegnate in Regione Lombardia oltre che al Direttore Generale dell’ASST da cui dipendono gli ospedali di Legnano, Magenta, Cuggiono e Abbiategrasso. Il Direttore Generale, seppure autonomo si appella alle regole della Riforma Sanitaria Lombarda per giustificare le sue scelte contenute nel POAS che presto presenterà in Regione, scelte peraltro non condivise da molti operatori sanitari, con gli utenti del territorio, e che risulteranno quindi calate dall’alto. Scelte che, temiamo, politici e dirigenti ci presenteranno come definitive appellandosi a logiche economiche, citando flussi e numeri che, peraltro, dipendono da situazioni e loro scelte precedenti, in un disegno stabilito ad hoc. Ci riferiranno alla scelta degli accorpamenti, vedi Abbiategrasso con Legnano o Trezzano con Garbagnate, ospedali di riferimento lontani decine di chilometri, senza mezzi pubblici di collegamento”. Accorpamenti che spostano migliaia di utenti variando i “flussi” e quindi facendo mancare o potenziando i numeri secondo un obiettivo predeterminato. Le voci raccolte in questi mesi si fanno sempre più frequenti e preoccupanti. Voci riportate anche dalla stampa. Il Dirigente medico Responsabile della Medicina dr. Lanzetti tra 10 giorni andrà in pensione. “Ringraziamo del lavoro svolto e chiediamo che il suo posto non rimanga vacante. Da tempo si vocifera della perdita della Pneumologia che sarà spostata al Fornaroli di Magenta.  Da ottobre sembra che per l’Ortopedia, reparto finora ritenuto d’eccellenza, dovrà funzionare dal lunedì al venerdì e che gli interventi di protesi, nonostante il numero elevato e con esiti più che soddisfacenti, saranno eseguiti presso la struttura di Magenta. La motivazione sembra essere sempre la stessa: al Cantù manca la Rianimazione per la sicurezza del paziente e si deve andare al Fornaroli. Ma a questo proposito, operatori sanitari con memoria storica non ricordano nessun paziente con frattura al femore che abbia necessitato della rianimazione poiché l’intervento viene eseguito in anestesia spinale, di per sé meno rischiosa. Lo stesso motivo della ‘sicurezza’ viene addotto per la chiusura del Pronto Soccorso notturno. Si arriverà ad avere un rianimatore solo diurno e, come è logico immaginare, quando il PS di Magenta sarà ristrutturato, porterà di questo passo la chiusura diurna del nostro PS (motivandola con la mancanza di numeri)  e ad avere solo il rianimatore in reperibilità da Magenta

Voci e segnali inquietanti, come evidenziato dal silenzio del Direttore Generale dell’ASST che ad una testata giornalistica che intendeva proporre alcuni di questi quesiti, ha fatto rispondere dall’ufficio stampa che ‘è prematuro parlarne’. Non ci conforta neanche che il Sindaco di Abbiategrasso sdrammatizzi chiedendo di ‘non fare allarmismi’, così come preoccupa il silenzio della neo eletta Consulta sanitaria comunale, le organizzazioni politiche e sindacali.

Riteniamo doveroso informare e aggiornare i quasi 10.000 firmatari della petizione e rinnovare l’appello a firmare, chi ancora non l’ha fatto, per richiedere, come dice il sindaco di Trezzano che sta raccogliendo firme per il Cantù: ‘Non ci sono Ospedali di serie A o B, bisogna rendere tutti gli ospedali sicuri’. Diciamo NO a un inesorabile e continuo impoverimento del Cantù, a un destino di struttura secondaria di servizio, una lungodegenza a cui sembra destinato, con il solo spostamento da Magenta, forse, del reparto di Geriatria in cambio di perdite importanti.

Poiché si tratta di scelte amministrative e politiche, chiediamo a Amministratori, Politici che ci rappresentano, di ascoltare le migliaia di voci che difendono l’ospedale Cantù come struttura sanitaria importante per il territorio, e che al contrario di quanto si sta facendo, si investa per migliorarne i servizi, a tutela della salute dei nostri concittadini e quelli dei paesi afferenti”, conclude il presidente del Movimento, Marco Bessi.

 

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