L'eco della città

Chiusura di piazza Castello: perché non vogliono ascoltare?

Ritorno a parlare dalle colonne di questo giornale sul tema che ormai da un anno occupa la vita della nostra città: la chiusura di Piazza Castello. Ho assistito, da semplice cittadina e senza alcun interesse personale, al consiglio comunale del 24.06 u.s. durante il quale si è manifestata, a tutta la cittadinanza, la spaccatura interna alla maggioranza: la mozione proposta dall’opposizione non è stata approvata solamente per uno scarto minimo di 2 voti.
E’ frustrante vedere che, nonostante la maggioranza abbia vinto dal punto di vista del mero calcolo, abbia – in realtà- perso in termini di credibilità, ragionevolezza e pragmaticità.
Infatti, a fronte delle evidenti e concrete problematiche rilevate dai cittadini (non solo economiche ma anche in tema di sicurezza delle strade), l’atteggiamento del Sindaco e dell’assessore alla viabilità Granziero continua ad essere lo stesso: ovvero persistere sulla strada intrapresa (chiusura di Piazza Castello) pur senza aver effettuato alcun monitoraggio di nessun genere, come chiaramente dagli stessi dichiarato in occasione di pubbliche udienze. Tutti sappiamo che la sperimentazione prevede un percorso monitorato per valutare costi –benefici. Percorso che non vi è stato. Allora perché ostinarsi a mantenere chiuso il centro? Credo fermamente che il problema sia di mancanza di volontà, pura e semplice. Sostengono di non poter adottare soluzioni diverse es. telecamere) per mancanza di soldi.
Perchè allora non riaprire subito e poi valutare, con cognizione di causa, se e come intervenire? Perché continuare su un percorso che non piace a nessuno? Quali pro ne hanno tratto i cittadini? NESSUNO! Il Sindaco deve ascoltare i propri cittadini. E’ un amministratore di interessi altrui e non può esimersi dal farlo!
Lodevole, invece, l’atteggiamento dei consiglieri Ceretti, Bulzi e Balzarotti che, pur appartenendo alla maggioranza, hanno votato favorevolmente alla mozione relativa alla riapertura del centro storico, proposta dall’opposizione (Gornati ), dimostrando così di comprendere e rappresentare le necessità e le richieste formulate sinora dai cittadini e dai commercianti del centro. A nulla rileva chi abbia proposto la mozione. Ciò che deve contare su tutto è l’interesse pubblico. Il mutamento di posizione dei predetti consiglieri, che in prima battuta avevano approvato la chiusura, non è indice di “tradimento politico” bensì di lungimiranza ed ascolto: qualità che ogni politico dovrebbe avere. All’assemblea cittadina del 3 giugno us, alla quale ho presenziato personalmente, convocata proprio per ascoltare le esigenze dei cittadini in merito a questa tematica (in vista del successivo Consiglio comunale) non c’era il Sindaco, non c’era l’assessore alla viabilità ma era presente il consigliere Ceretti, il quale ha potuto ascoltare i fondati e provati disagi conseguenti alla nuova viabilità che -da ottobre 2014 ad oggi – ha portato solo chiusure di esercizi commerciali, criticità notevoli e mancanza di sicurezza per tutti. A chi ha giovato questa chiusura? Quali sono le ragioni oggettive che, ad oggi, giustificano il persistere di questo assetto viabilistico che – introdotto come sperimentale- sperimentale non è visto che nessuno ha monitorato nulla, come candidamente affermato nel consiglio comunale del 24.6 e prima ancora nella riunione cittadina del 03.6 us., tra lo sconcerto di tutti i presenti, me compresa?
La parte politica che – nonostante l’evidenza e la richiesta corale – si ostina a non ritornare sulle proprie posizioni (pur avendo constatato che la c.d. “fase di sperimentazione”- priva di riscontri oggettivi perché non monitorata- non ha passato il vaglio più importante, quello dei cittadini in beneficio dei quali era stata introdotta) dimostra di non essere ragionevole e di voler persistere per ragioni che sfuggono alla comprensione. E’ evidente che così facendo è destinata a perdere consensi. Almeno questo dato dovrebbe farli riflettere. Avv. Manuela Cuia, Abbiategrasso

Exit mobile version