ABBIATEGRASSO – Martedì 17 aprile una serata speciale con il pluricampione di pallavolo Andrea Giani, ora allenatore della PowerVolley Milano, e il capitano della nazionale Matteo Piano. Invitati dal presidente del Rotary Club Abbiategrasso Lucio Fusaro, che è anche presidente della squadra, hanno parlato delle loro esperienze ma soprattutto del valore educativo e formativo dello sport. Andrea Giani, allenatore ed ex giocatore, ha raccontato di aver iniziato a 7 anni con il canottaggio in cui suo padre Dario è stato campione olimpionico, uno sport molto faticoso che gli  richiedeva 3 allenamenti a settimana dalle 15 alle 19, 10 km di corsa e 8 di barca. A 11 anni quando essendosi ritrovato da solo ad allenarsi non si divertiva più, ha seguito il consiglio del professore di educazione fisica che, visto quant’era già alto, lo ha indirizzato verso la pallavolo. “Ho sempre praticato sport per divertirmi – ha assicurato Giani – ora che ho quasi 48 anni voglio che i miei ragazzi si divertano, solo così si ottengono i risultati, certo non manca mai la componente del sacrificio nello sport, se impari il sacrificio impari ad andare sempre avanti e ad affrontare le difficoltà. Lo sport ha una componente educativa importante, vivo a Parma dove lo sport ora però sembra morto, a Milano il Palalido dopo 9 anni non è ancora terminato, sono spesso all’estero, lo scorso anno sono stato in Slovenia, ero prevenuto invece ho trovato una realtà sorprendente, tutti fanno sport e ogni paese e scuola ha una struttura sportiva, i genitori non si sognano di dire qualcosa all’allenatore o all’arbitro, in Italia ora manca addirittura l’educazione. Lo sport è formativo ma non abbiamo strutture che aiutino i nostri figli a crescere, non investiamo sui nostri giovani, sono stato invitato a parlare ad un convegno sull’alimentazione, c’erano  il Ministro e relatori illustri, il convegno era rivolto…alla terza età. Mi sono chiesto perché non farlo per i ragazzi che non hanno la cultura alimentare straordinaria di chi ci ha preceduto, tanto che siamo uno dei Paesi con la più alta percentuale di giovani obesi. In Italia abbiamo strutture disastrose, con spogliatoi e impianti vetusti, quando rientro dall’estero e faccio paragoni mi vergogno e sono preoccupato, dipende da chi ci comanda. Assistiamo anche a genitori che si scannano e i ragazzi crescono con reazioni sbagliate. Nella nostra squadra facciamo in modo che i giocatori condividano, che imparino una disciplina e che giochino come squadra dando sempre il massimo. Si vince e si perde, fa male perdere ma è una ripartenza, lo sport insegna questo, se viene fatto in un certo modo”. Il presidente Fusaro ha confermato e rafforzato questi importanti concetti, annunciando di essere costretto a rinunciare alla campagna abbonamenti “perché non so dove potremo giocare, non sono in grado di indicare in quale struttura, ho da poco ricordato a Fontana, neo governatore della Lombardia, che lo sport fa bene e che non c’è niente di meglio di una palestra o un campo sportivo per presidiare una periferia disastrata. Non c’è niente di meglio di un’associazione sportiva per formare e integrare i ragazzi, ma ci sono poche e mal progettate strutture. Sono orgoglioso dei ragazzi della mia squadra che, in ogni caso, a fine partita, anche se stanchi, prima di farsi la doccia, parlano con i ragazzi e firmano autografi”. Il giovane capitano Matteo Piano è un vero gigante, è alto 2 metri e 10 cm ed è un gigante in tutti i sensi, un gigante in gentilezza, disponibilità, semplicità, buon senso, anche nei momenti difficili, come testimoniano i presidenti Fusaro e Giani, sa tenere unita la squadra, qualcuno fa notare che indossa una maglietta con motivi etnici disegnati sulle maniche che fa parte di una sua campagna di raccolta fondi per i ragazzi in Africa. Campionissimi nello sport, Giani ha vinto tanto, è plurimedagliato e detiene ancora il record di presenze, 474 in nazionale, ma entrambi sono ancora più e ancora prima, campioni di umanità, esempi purtroppo sempre più rari nello sport ma utili a indicare ai ragazzi la strada per il successo che prevede divertimento ma anche fatica, sacrificio e spirito di squadra. E.G.

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