ABBIATEGRASSO – E’ stato un onore incontrar, venerdì 1° luglio, Alberto Amodeo, campione di nuoto paralimpico italiano e, dal 12 giugno, campione del mondo.

Alberto, che ultimamente abbiamo visto spesso sulla carta stampata e in tv, è tornato a casa ad Abbiategrasso, lo abbiamo intervistato in piazza Marconi, gli abbiamo chiesto di raccontarci le sue ultime fantastiche imprese. Alberto è di ritorno da Funchal, nell’isola di Madeira, dove ha partecipato ai campionati mondiali dal 12 al 18 giugno.

Ci ritroviamo qui dopo un anno, dopo la partecipazione nel 2021 alle Paralimpiadi di Tokyo, da cui sei tornato con una medaglia d’argento, mancando di poco l’oro, meritando di essere definito da commentatori e giornalisti sportivi ‘la sorpresa più incredibile’ e ora, partecipi a Madeira e vinci subito, il primo giorno, la prima gara. Una medaglia d’oro nei 400 stile libero S8, bruciando tutti gli altri più forti del mondo.

Raccontaci tutto quello che ricordi, partendo dalle tue aspettative. “Sono partito da qui determinato a vincere, due mesi prima invece avrei detto ‘sto a casa’, poi nell’ultima parte della preparazione abbiamo trovato la quadra, con gli allenatori della Polha che è un’eccellenza italiana, abbiamo fatto un ottimo lavoro. A Tokyo eravamo in 7, ora 5 atleti e abbiamo portato a casa un po’ di medaglie…”. Sei entrato in acqua, prima gara, cos’hai pensato? “Volevo vedere cosa effettivamente potessi valere anche perché rispetto a Tokyo la preparazione è stata più breve, invece di un anno e mezzo, quest’anno solo 3 mesi… (intanto arriva un altro abbiatense a complimentarsi). Ero determinato, per la prima volta sono partito per vincere”. E hai vinto! “All’inizio c’è stata un po’ di confusione perché sia io che l’americano portiamo gli occhiali e il tabellone non lo leggevamo benissimo, pensavo di aver vinto ma ho visto lui esultare, poi ho guardato verso gli spalti dove i miei genitori stavano saltando dalla gioia e ho avuto la conferma di essere arrivato io primo”. Quando poi sei salito sul gradino più alto del podio ed è partito l’inno di Mameli grazie a te? “E’ stato molto, molto bello, di solito l’inno lo sentivo da spettatore, per festeggiare la vittoria di un amico, questa volta ero io sul podio a festeggiare…”. Ma non è finita lì, perché poi hai vinto ancora. “Fortunatamente dopo i 400 ho avuto un giorno di pausa per recuperare energia, poi sono arrivati i 100 delfino, una gara in cui dovevo riscattarmi e in cui c’è ancora qualcosa da sistemare…”. Sì, ma hai vinto un argento! Sei come al solito simpatico e molto umile. ma sei arrivato comunque secondo, gareggiando con i più forti del mondo della tua categoria.

E, a proposito di medaglie, chiediamo ad Alberto di mostrarle, intanto ci complimentiamo a nome di tutti i lettori dell’Eco e di tutti gli abbiatensi, Alberto commenta: “Mi fa un po’ strano che tanta gente che non conosco mi saluti e si congratuli…”. Gli rispondiamo: “Tu non li conosci ma tutti conoscono te e vogliono ringraziarti per le tante emozioni, perché sei il nostro ambasciatore sportivo ma anche un modello per tutti, perché testimoni che con impegno e passione si vince! Ultima domanda, Abbiategrasso ha finalmente una piscina, ti ci tufferai? “Sì, siamo già d’accordo con il Sindaco, sia io che Simo (l’altro super campione Barlaam) all’inaugurazione ci tufferemo”. Non ci perderemo i vostri tuffi, ancora complimenti!

Enrica Galeazzi  

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