Le indagini e gli arresti che coinvolgono l’ambiente terroristico islamico continuano ad aumentare. Così come gli sbarchi clandestini che il premier Matteo Renzi e il ministro dell’Interno Angelino Alfano continuano a permettere, se non incoraggiare con i loro comportamenti. Le moschee continuano a sorgere sul nostro territorio e, nonostante le discussioni a riguardo si facciano sempre più accese, questi luoghi di culto sorgono senza che vengano amministrati controlli per garantire la sicurezza dei cittadini italiani. Ancora il nostro governo pare non essersi reso conto che lo Stato si trova in un reale pericolo. Una vera e propria guerra. Ogni attentato fallito o riuscito sul territorio sarà colpa di un gruppo di politici che non è in grado di proteggere i suoi cittadini, perché non è in grado di capire quanto il pericolo sia vicino, e quanto questo sia stato aiutato dalle loro leggi permissive. L’unico organo che si frappone tra noi italiani e la minaccia del terrorismo islamico sono le forze dell’ordine, che con senso di abnegazione rischiano la loro vita per proteggerci. E lo fanno senza neppure un ringraziamento dagli organi statali, anzi si trovano con uno stipendio minimo e con mezzi non idonei a gestire situazioni d’allarme. Bisognerebbe prendere esempio dall’Austria, che pochi giorni fa ha varato una legge che regoli la presenza degli islamici sul territorio. Una riforma alla legge sull’Islam del 1912, che riconosceva la religione come legale nel paese, e che rende l’Austria il primo paese ad aver preso posizione riguardo il problema dell’estremismo islamico nei paesi dell’occidente. Se da una parte il parlamento viennese si impegna a riconoscere e tutelare le festività religiose musulmane, dall’altra ogni imam dovrà seguire un addestramento regolato dalla Universitat Wein e dovrà parlare fluentemente tedesco.
Ma la parte più significativa della riforma è quella che ha a che fare coi finanziamenti. Nessuno straniero potrà finanziare moschee ed imam. “Quello che vogliamo è ridurre l’influenza politica e il controllo dall’esterno. Vogliamo dare all’Islam la possibilità di svilupparsi liberamente all’interno della nostra società, in sintonia con i nostri valori europei” ha dichiarato il ministro all’integrazione. Un limite che molti musulmani rifiutano di accettare, ma che invece dovrebbe essere simbolo per l’Europa. Perché quest’ultima si muova nella stessa direzione dell’Austria. La sicurezza di noi cittadini dovrebbe essere priorità dello Stato. La regolamentazione della libertà di culto è necessaria e deve essere restrittiva. Non possono continuare a sorgere moschee con finanziamenti sconosciuti, che potrebbero appartenere a qualche cellula estremista. Il fatto che non ci sia ancora stata una tragedia nel nostro Paese non significa che siamo al sicuro. I nostri politici paiono pensare che fino a che non accadrà qualcosa di grave potranno tranquillamente gestire i loro interessi. Una riforma anti-Islam non può farsi ancora attendere. Il terrorismo islamico diventa giorno dopo giorno una minaccia sempre più incombente e non possiamo permettere che una classe politica inadeguata comprometta il futuro dei nostri figli. Andrea Pasini

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