“Legalizzare la prostituzione e riaprire le case chiuse deve essere una priorità. Lasciare queste donne a prostituirsi per strada è disumano e, soprattutto, ad arricchirsi è solo la malavita, aumentando così il problema della criminalità e minando la sicurezza dei cittadini e di conseguenza il volto delle città che meriterebbero ben altro. – questo il pensiero di Andrea Pasini, giovane imprenditore di Trezzano sul Naviglio – Nessuno, peraltro, ha ancora capito che un terzo dell’economia italiana è sommersa perché un terzo dell’economia gira intorno a droga e prostituzione. Le leggi in proposito non vengono tirate in ballo quasi mai, tanto che denunce per sfruttamento o favoreggiamento della prostituzione sono rarissime ne nostro paese. Le lucciole non possono pagare le tasse e sono costrette a vivere come fuorilegge. E, in ultimo, si dà modo ai trafficanti di  essere umani di portare qui altre povere ragazze dal nord Africa e posti simili. In Italia le case di tolleranza sono state chiuse nel 1958, anno in cui fu emanata la legge Merlin che aboliva la regolamentazione della prostituzione, introducendo i reati di sfruttamento, induzione e favoreggiamento della stessa. Si potrebbe quindi nel 2018 regolamentare nuovamente e tassare la prostituzione, riaprendo le case chiuse.  – prosegue Andrea Pasini – Questo rappresenterebbe un atto di civiltà come già avviene in tanti Paesi Europei. In questi Paesi si sono messe delle regole, e si sono date delle garanzie perché in Italia è così difficili? E’ un lavoro come un altro che si fa per scelta e può essere sanitariamente tutelato e, soprattutto, tassato. Le tasse che incasserebbero ad esempio i Comuni potrebbero essere eventualmente destinate a favorire l’apertura di nuovi asili nido anche gratis per le famiglie con dei redditi molto bassi, oppure altri servizi socialmente utili. Questo modello, dunque, potrebbe essere adottato in ogni città d’Italia, eliminando così tutte le problematiche che ruotano attorno alla prostituzione. Ad ogni elezione è sempre successo che le varie coalizioni millantavano di cambiare tutto per poi una volta al potere non cambiare proprio nulla. Sicché è pressoché inutile anche starle ad ascoltare le promesse farlocche dell’uno e dell’altro contendente. Ci auspichiamo che per quanto riguarda questo governo invece ci sia una netta inversione di rotta proprio sulla questione promesse non mantenute e che le cose si cambino concretamente. Incidentalmente, comunque, qualcosa arriva sempre all’orecchio e ci rimane  tra le tante promesse fatte in campagna elettorale e  c’è ne una che è da anni che sentiamo e che realmente servirebbe al paese per mettere ordine sia dal punto di vista della pubblica sicurezza e sia per quanto riguarda il poter incamerare delle risorse economiche cioè tasse che ad oggi non vengono versate all’erario. La proposta è quella di riaprire le cosiddette case di tolleranza cioè più semplicemente I bordelli. Mi auguro che questa promessa venga al più presto mantenuta ma ho sinceramente dei seri dubbi che questo progetto raggiunga concretezza. Sarà  piu probabile, forse, che istituiscano per davvero il reddito di cittadinanza, o che ripristinino l’articolo 18, o che aboliscano il precariato o che addirittura Berlusconi mi inviti alle sue particolari feste di Arcore: “ti scongiuro caro Silvio fallo” io aspetto con ansia. A parte gli scherzi  a prescindere dal politico che ha avanzato la proposta, che preciso: ammiro moltissimo ed al quale mi lega una grande stima e cioè il Ministro Matteo Salvini, ma su questo punto purtroppo una sensazione negativa mi accompagna e che mi auguro venga sfatata nei fatti e cioè che questa proposta di riaperte le case chiuse non verrà mai concretamente realizzata. Ci sono poi due domande da porsi per capire meglio questo sensibile tema che mi appresto a sottoporvi. Ad esempio se ci vorrebbero i bordelli in questi tempi di presunta libertà sessuale? La risposta secondo il mio modesto parere è sì. La seconda: se è civile pagare una donna perché ti apra le gambe ? La risposta è per la maggior parte degli italiani sicuramente no. Vediamo adesso di capire il perché, riguardo a entrambe le questioni. La Libertà sessuale post 68 è una balla colossale, una semplice invenzione dalla propaganda becera e falsa sinistrorsa. La libertà sessuale c’è sempre stata per quelli che potevano avervi accesso proprio come oggi. Chi piace è sempre piaciuto e solitamente non ha mai dovuto faticare granché per rimediare una sana scopata . Poi ci sono gli altri, quelli che a furia di bussare alla porta qualcuno prima o poi ti apre, e quelli a cui le porte le sbattono semplicemente in faccia. Certe donne che oggi si indignano al pensiero di rendere nuovamente legale la prostituzione in Italia, adducendo le tesi come: “oggi non è come ieri”,  “non ci sono più scuse”,  “tutti possono avere una vita sessuale”, o mentono sapendo di mentire, oppure, come si può facilmente sospettare, sono idiote perché si sinistra e aggiungono sempre l’hashtag #mento nei loro stati su Facebook. In verità, è garantito, perfino in questi tempi in cui si vedono donne mezze nude camminare per la strada con il perizoma in vista e le tette quasi del tutto scoperte e se sei uno che ad esempio non ha fortuna con il gentil sesso, la tua amara sorte non migliora in ragione di una libertà potenziale che uno lo voglia o no. Certo ci sarà qualcuno che se la spassa con loro, ma non sei di certo tu. Per il sesso è un po’ come il lavoro: chi ne ha tanto da non riuscire a stargli dietro e chi non lavora un’ora all’anno. O come per il denaro: gente che nel soldo ci naviga, altri che non sanno neppure che colore abbia. Ed allora perché non permettere a chiunque lo voglia di poter pagare in modo lecito e in un luogo dove le prostituite siano sotto controllo sanitario e dove si paghino le tasse di potersi permettere una sana scopata? Perché si vuole continuare a favorire la criminalità che vivere sfruttando questo mercato che di fatto è sempre  più richiesto e che fa guadagnare milioni e milioni di euro e crea così proprio perché non è normato allo stato un problema anche di pubblica sicurezza? Uno stato giusto ed una politica capace avrebbe già da tempo legalizzato la prostituzione e ne avrebbe tratto benefici positivi  sia in termini di maggiori entrate economiche tramite le tasse da poter rinvestire in cose utili alla collettività e dall’altra avrebbe stroncato un mercato che ora arricchisce e fa crescere la Mafia, L’ Ndrangheta  e tutte le organizzazioni mafiose” conclude Andrea Pasini di Trezzano Sul Naviglio

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