TREZZANO S/N – Anche questa settimana abbiamo incontrato Andrea Pasini, imprenditore trezzanese sempre aggiornato sull’attualità del nostro Paese. Lo spunto ce lo dà una notizia di cui tanto si è dibattuto questa estate. La spiaggia definita “fascista”…

“Libertà. Quest’estate, mentre il solleone brucia tutta la penisola, le penne tricolori ci hanno insegnato che non tutte le spiagge sono frequentabili. In che senso? Ve lo spiego subito. In quel di Chioggia, conosciuta anche come Venezia in piccolo, Gianni Scarpa gestisce uno stabilimento balneare, quello di Punta Canna, definito dai media di ogni latitudine e longitudine la spiaggia fascista. Apriti cielo o meglio apriti mare, alla Mosè per intenderci. Interrogazioni parlamentari, politici in subbuglio, Fiano e Boldrini in testa, indagini della Digos, commenti scandalizzati da parte dei sociologi da salotto e forche caudine su tutti i palinsesti per l’imprenditore veneto. Il vescovo locale, Adriano Tessarollo, è entrato a gamba tesa sulla vicenda, deprecando il malizioso caso mediatico nato attorno al bagnasciuga. ‘Del resto ci andava anche il segretario Pd. La verità è che perdiamo solo tempo a correr dietro a queste stranezze. E lui, tra le sue mura di casa, quelle frasi continuerà a dirle’. Per arrivare alla stoccata decisiva da parte del prelato: ‘Viviamo in un mondo di grande confusione, di cose che non funzionano; e discutono leggi come quella sull’apologia di fascismo. Come se non ci fosse altro da fare per i magistrati’. Benedetto sia il buon senso, quando manca la libertà di parola.

Così, Matteo Salvini si è recato sulla spiaggia incriminata e ha esternato la sua vicinanza al proprietario del lido. ‘Come dargli torto’, proferisce il leader del Carroccio, mentre si fa ritrarre, sui suoi profili social, davanti ad un cartello che recita la frase: ‘Quanto sarebbe bello il mondo se ognuno di noi si facesse i c***i suoi’. Gioco, partita, incontro. Lo ‘scoop’ dell’estate lo ha firmato, all’alba di questo luglio, il giornalista de La Repubblica Paolo Berizzi. Il cacciatore di nazisti. Berizzi, dovere di cronaca, è lo stesso che il 12 maggio 2015 pubblicò un articolo dai toni: ‘Il bimbo di quattro anni che fa il saluto fascista: i genitori lo correggano o lo cacceremo dall’asilo’. Fatto, peraltro, mai avvenuto. Il corrispondente del quotidiano diretto da Mario Calabresi è stato condannato, per tale articolo, dall’ordine dei giornalisti di Milano. Ma la caccia alle streghe può continuare, indisturbata. Anzi come ricorda Il Primato Nazionale: ‘Nel 2009 ha pubblicato uno dei tanti libri-inchiesta sulla galassia nera, il dimenticabilissimo Bande Nere. Nell’appendice fotografica, l’allora ministro della Difesa Ignazio La Russa compariva in uno scatto con un uomo descritto come un affiliato alla ndrangheta. Si trattava, in realtà, di un carabiniere. Bompiani dovette ritirare tutte le copie messe in commercio e correggere l’errore’. Venghino siori, venghino. Vi rendete conto? E queste porcherie non hanno fine, mentre i colpevoli non vengono mai scoperti dalla giustizia italiana. Lo spettacolo dell’inesistenza, con tante indignazioni e con i diritti della democrazia vietati, è dietro l’angolo.

Francesco Boezi, redattore de Il Giornale, alcuni giorni fa ha pubblicato un pezzo dal titolo: ‘La spiaggia in Calabria inneggia al comunismo. ​Ma nessuno fa polemica’. All’interno possiamo leggere: ‘Se il lido Chioggia è finito su tutte le prime pagine dei quotidiani nazionali, infatti, un altro caso riguardante una spiaggia d’Italia sembra essere sfuggito alle cronache. O quasi. A Roccella Jonica, località della Calabria, è solito svolgersi un campo politico organizzato dal ‘Fronte della Gioventù Comunista’. ‘Guerriglia’, questo il dolce nome dell’iniziativa, è giunto ormai alla terza edizione e tra canzoni inneggianti a via Rasella, striscioni antimperialisti, convegni, conferenze, tornei sportivi e carrellate di bandiere con falce e martello, i comunisti del domani progettano il futuro politico della loro organizzazione. In Calabria, insomma, l’ideologia comunista prende beatamente il sole. E nessuno, probabilmente, si è mai scandalizzato più di tanto. Un certo doppiopesismo sui totalitarismi del 900′, del resto, affligge le analisi giornalistiche di parecchi’. Sia chiaro, qui nessuno vuole vietare gli spazi del pensiero altrui, ma rimarcare come l’Italia sia la nazione dei due pesi e delle due misure. La spiaggia calabrese sì, la spiaggia veneta no. Lo decide la polizia del pensiero orwelliano. Benvenuti nel 1984, il sole colpisce alla testa degli stolti.

 

Il filosofo, Adriano Scianca, soppesa fascismo e comunismo alla luce del tentativo di inasprimento delle pene ai piedi della cosiddetta Legge Scelba. ‘Il comunismo, dunque, da noi non è vietato perché in Italia non abbiamo avuto una dittatura comunista. Ma perché non l’abbiamo avuta? Proprio perché c’è stato il fascismo. Quando nasce il fascismo, l’Italia è in pieno biennio rosso. Un periodo che lo storico Emilio Gentile, non certo tenero con i fascismi, ha descritto mettendo in evidenza un’ondata di conflitti di classe senza precedenti nella storia del paese, condotti in gran parte dal partito socialista massimalista all’insegna di una imminente rivoluzione per instaurare anche in Italia, con la violenza, la dittatura del proletariato, come annunciava il nuovo statuto che il Partito socialista aveva adottato nel 1919’. Sul finale si legge: ‘Se l’Italia non ha conosciuto i gulag, le fucilazioni di massa, il manicomio per i dissidenti, la miseria e la carestia non è stato per la maggiore bontà dei comunisti nostrani rispetto a quelli di altre nazioni, ma solo perché i fascisti hanno politicamente e militarmente impedito questo scempio’. Si possono aprire capitoli infiniti, parallelismi infiniti, ma non si possono processare le idee a prescindere. Mentre tutto brucia, mentre i nostri diritti vengono calpestati teleimbonitori da strapazzo ci portano fuori strada. Ci raccontano storie assurde, spacciandole per difesa dei nostri diritti. ‘Se si elimina la libertà di parola, le facoltà creative inaridiscono’, ancora una volta torniamo a George Orwell. Menti aride per il trionfo del vuoto cosmico, sorseggiando caipirinha in riva al mare. Buona estate all’italiana. Mi raccomando continuate a farvi prendere in giro da questa massa di giornalisti, politicanti e pseudo-filosofi. Persone pronte a raccontarci che se nel 2017 fai il saluto romano, acquisti un accendino o un calendario con l’effige del Duce, nella tua attività commerciale scrivi alcune frasi che riportano alla memoria del Ventennio, posti sui social immagini inerenti al fascismo sei un delinquente, vai denunciato, processato e possibilmente chiuso in galera. Ma non finisce qui. Perché, in tal caso, sei un individuo da emarginare e mettere alla berlina. Mentre tutto scorre ed il politicamente corretto trionfa, strangolandoci tutti”.