Egregio Direttore: sono Andrea Pasini un giovane imprenditore di Trezzano Sul Naviglio e mi permetto di lanciare un messaggio al Presidente Silvio Berlusconi e a Luigi Di Maio chiedendogli di farla finita con questo becero ed infantile teatrino riguardo i veti incrociati per la costruzione del governo.          

 Cari Silvio Berlusconi e Luigi Di Maio sono Andrea Pasini un giovane imprenditore di Trezzano Sul Naviglio  un giovane Italiano ancora fiero di esserlo a parte  tutto. Vi scrivo per dirvi sempre con molto rispetto ed educazione che adesso avete veramente stancato entrambi con questo vostro infantile teatrino politico. Ci avete stufato ed esasperato, non ne possiamo più di sentire le vostre  uscite isteriche l’uno contro l’altro.  State giocando sulla pelle degli italiani con le vostre pretese machiavelliche. Pretese assurde ed individualistiche che non riguardano, mai e poi mai, gli interessi dell’Italia intera. Giocate a fare i Napoleone Bonaparte, ma senza la statura dell’Imperatore. Avete solamente bieche quanto probabilmente infingarde intenzioni nel perpetuare  questo atteggiamento infantile. Forse credete  di poter colpire l’immaginario della folla, oppure di poter essere considerati i nuovi Giulio Cesare, o credete  forse  di essere la reincarnazione di Alessandro Magno. Vi siete persi le righe vergate da Gustave Le Bon, nel lontano 1895, ne La psicologia delle folle: “Mai, forse, dopo Alessandro e Cesare riferendosi a Napoleone,  altro uomo che  ha meglio compreso come l’immaginazione delle folle debba essere impressionata. La sua costante preoccupazione fu di colpirla. Cercava di farlo nelle vittorie, nelle arringhe, nei discorsi, in tutte le sue azioni e intendimenti”. Giocate a sembrare statisti, ma il piatto langue. Gli italiani vivono tutti i giorni con un cappio attorno al collo, senza lavoro, senza soldi, senza figli, senza dignità e quel che è peggio senza futuro. Le aziende chiudono, le  tasse che sono arrivate a livelli veramente vessatori  c’è una burocrazia allucinante, il mercato del lavoro è in ginocchio nella lotta tra manodopera a basso. In quel dannato braccio di ferro tra italiani e stranieri, in quel braccio di ferro dove vince chi ha meno da perdere, in termini di diritti e doveri sociali. Il tutto mentre la guerra, quella che ha cominciato a delinearsi negli anni ’90 e che stiamo combattendo oggi, tra globalisti ed identitari imperversa. Nel 1999 Marcello Veneziani scrisse un volume dal titolo Comunitari o liberal La prossima alternativa? ecco noi dobbiamo saper scegliere. Dobbiamo saper difendere il tricolore accasandoci con chi vuole, a spada tratta, difendere questo Paese. Il globalismo e la Nato stanno strangolando la nostra amata Italia. La ribellione passa dal prossimo Governo. E se pensate che Forza Italia, Movimento 5 Stelle e Partito Democratico si siano messi a disposizione, unicamente, della bandiera vi sbagliate di grosso. Dobbiamo rivendicare e sventolare l’articolo 52 della Costituzione: “La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino. Il servizio militare è obbligatorio nei limiti e modi stabiliti dalla legge. Il suo adempimento non pregiudica la posizione di lavoro del cittadino, né l’esercizio dei diritti politici. L’ordinamento delle Forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica”. Abbiamo bisogno, bramiamo, di un esecutivo. Berlusconi ha fatto il suo tempo è  stato promotore e ha lottato per la  rivoluzione liberale partita nel 1994 ma purtroppo mai portata a compimento. Di Maio è la generazione Erasmus, come l’ha definita in un suo brillante libro Paolo Borgognone, che avanza verso il nulla cosmico per il momento . Bisogna che ambedue facciano un passo indietro e donino il palcoscenico magari ad una terza persona qualora i due siamo gelosi di Matteo Salvini che va detto ad oggi è l’unico politico che si sta rendendo degno di questa nomea. Per una volta ce lo chiede l’Italia non i burocrati di Bruxelles. I vostri litigi ed il vostro essere prima donna stanno uccidendo il Paese. Non usate il vocabolo responsabili ad minchiam, scusate il termine, sappiate incarnare questa parola indicando una persona terza che possa unirvi in un programma che serva all’Italia e che consenta nel concreto di aiutare gli italiani in serie difficoltà e sopratutto che ridia quella dignità che merita il nostro paese e che per troppi anni con l’inganno la vecchia politica gli ha sottratto. Andrea Pasini Trezzano Sul Naviglio

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